ALESSIA CATALDI


Il suono ancestrale e l’handpan


Vi è mai capitato d’incontrare casualmente un’anima sorella che non conoscevi? Dicono che il caso determini la volta celestiale del nostro vivere, alternando alle nostre scelte determinanti il personale futuro, da noi fabbricato decisione dopo decisione in un susseguirsi di razionalità. Bene, dopo aver letto ciò ribaltatelo contenutisticamente in un’opposta significazione ed emerge il mio pensiero su ciò che amo chiamare Fato. Consiste in un richiamo nomeico, questo, che al sentire fa risuonare nei miei occhi chiusi lo scintillio fatato notturno, che illumina le menti aperte alla natura.

Il Fato è sempre un’illuminazione futuristica del nostro presente, che ben poco ha a che vedere con la decisionalità se non quella dovuta dallo scritto per mano dell’Invisibile che decide sempre per noi, a seconda della nostra forza attrattiva. Lo Stesso c’induce dove dobbiamo essere, nei sentieri che dobbiamo percorrere per addivenire ciò che siamo destinati a diventare. C’induce verso chi ci aiuta a divenirlo, ossia verso quelle anime che risplendono delle nostre medesime sfumature lungo un’unanime frequenza. Ė su questa sintonia che ho incontrato Alessia Cataldi, la sorella d’anima frequenziale. Ci sono parti personali che non amiamo mostrare, talvolta perché non le conosciamo bene ancora o perché non le amiamo oppure non amiamo condividerle. Tutte quelle porzioni di personalità che ben conserviamo tra noi, le coltiviamo, le custodiamo ma spesso non le esterniamo. Sono quelle parti che amo definire i cassetti dell’Io contenenti la vera faccia di te, priva di trucco, colma d’essenza generatrice i vari colori di cui ti dipingi l’anima, ma che hai timore di svelare e pitturi d’artefatte sfumature lavabili per proteggere la tonalità originaria. Ci sono però esseri virtuosi a cui non puoi nascondere la vista. Non puoi mascherarti. Hanno un’elevata percezione delle tue cromature, ne sentono il palpitare sonoro attraverso la musicalità delle loro doti artistche e quando i colori d’animo s’uniscono all’arte musicano la tua interiorità purificandola. Questo fa Alessia con i suoi bagni sonori. Attraverso la musica riesce a colmare quelle tonalità di colore che tendiamo a celare e di cui ne modifichiamola struttura mescolando la purezza spirituale alle impurità del mondo.

Le artiste come Alessia hanno la primaria dote di trasmettere naturalmente energia positiva curativa e ricca di speranza canalizzabile solo a livello frequenziale alto. Lo chiamano più propriamente “Dimensione”, di cui vi sono vari piani o livelli. Ognuno dei quali raccoglie un’anima trapassata sotto varie forme e corpi che si riuniscono nuovamente e si rincontrano. Il percorso per appartenervi è più in salita e inconsapevole, ti rendi conto di averlo raggiunto quando naturalmente riesci a compiere ciò che non hai mai fatto; a capire ciò che non hai mai capito e soprattutto a sentire ciò che non hai mai avvertito. Inizi a percepire l’invisibile e unirlo a te. Ecco in cosa riesce meglio l’artista Alessia, unisce con la sua musica l’uomo all’invisibile, l’Unità del mondo attraverso le vibrazioni armoniche dell’Handpan. Non è un caso, infatti, la sua dote artistica che l’ha portata alla produzione degli Ojos de Dios …


“Tessi ogni volta che pensi in positivo…Ogni volta che vivi in Amore…Ogni volta che ti connetti con la tua luce interiore…Ogni volta che scegli di perdonare invece di risentire…Ogni volta che abbracci…canti, ami, sorridi e balli! Ogni volta che smetti di prestare attenzione all’apparentemente negativo e fluisci con il positivo.”


Gli Ojos de Dios (Occhio di Dio) sono manufatti sacri realizzati tessendo vari fili di lana colorata intorno ai bastoncini di legno o bambù. Ė una sorta di mandala di lana, variamente colorata risalente alla tradizione degli Huicholes, ma relativo anche a svariati popoli indiani nativi come i Navajo fino al Cile e alla Bolivia. L’intreccio di colori è un vero e proprio talismano canalizzatore d’amore, luce, positività e fortuna. Un buon auspicio, frutto di attività meditativa, coincidente con il tessere.


La tessitura è svolta su bastoncini intrecciati che in alcune tradizioni come quella del Messico del Nord Ovest, vengono considerati magici strumenti di preghiera con cui attirare l’attenzione del Dio chiamato a dare protezione. L’arte del tessere ha una derivazione divina: essa consiste nell’intersecare lo spazio con il tempo cioè punto d’unione tra il visibile e l’invisibile. Ecco che il filo conduttore dell’arte di Alessia ci ricollega a ciò che non si vede, ma si percepisce quell’impercettibile musicato dall’artista attraverso l’Handpan, ripulito con i bagni sonori e tessuto con gli Ojos de Dios. In essi i colori, la forma e la tela s’uniscono e raccolgono insieme il vissuto del singolo individuo, del suo spirito e della sua mente.

Il tessere diventa un cumulo di storie lette nell’anima altrui e scritta tra le righe dell’unico filo conduttore: il talento dell’artista. La tela diventa un racconto dove i fili intrecciati di lana sono le parole; i dialoghi fatti tra il mondo vivente e quello spirituale. Quest’interconnessione è suggellata dalla tessitrice con lo strumento musicale comunicativo del suono ancestrale, qual è il tamburo sciamanico.
Lo sciamanesimo è, per me, prima di tutto un richiamo e una conferma. Esso è un linguaggio antico composto da parole antenate che mutano forma nel corso del tempo diventando immagini, visioni, suoni, fumi d’incenso. Non esiste spazio né tempo per la comunicazione tra i mondi con la pratica sciamanica, perché sono i nostri avi a dettarla, a parlare il linguaggio ancestrale. Essa infatti è il metodo più antico noto all’uomo, diffuso in tutti i continenti e rispettato dalla quasi totalità delle credenze, poiché apportatrice di guarigione interiore. Lo sciamano è sempre visto come un guaritore che conosce il mondo ultrasensoriale facendo da mentore e mediatore tra la realtà palpabile, conosciuta e quella invisibile all’occhio, ma sentita dallo spirito. Di nuovo ritorna l’invisibile con l’artista Alessia Cataldi che in tal caso lo suona con un rinvio sonoro agli avi, sollecitando l’anima a evolversi, purificarsi ed esser ricettizia.
Il tamburo sciamanico riflette lo scopo della pratica ancestrale suddetta di garantire il raggiungimento d’equilibrio tra mondo naturale e quello soprannaturale. Il perché è abbastanza ovvio: solo assicurando questo balance si può vivere in pace e armonia. Ecco a cosa è finalizzata l’arte di Alessia Cataldi, a musicare il destino delle genti, suggellandoli con un’armonizzazione aurea, un suono ancestrale del tamburo sciamanico e con uno sguardo acuto dell’Occhio Divino che le concede la benedizione all’agire.


Alessia Cataldi tesse la storia delle persone musicandone lo spirito.
La parola diventa tessitura.
Il filo si trasforma in un racconto di vita.
L’Handpan niente meno che il mezzo per far del mondo un posto migliore.
Quello dell’artista ancestrale di Alessia Cataldi.

ALESSIA CATALDI


La musica. Una costante perseverante per chi vuole parlare al mondo con l’anima. Non credi?
Questa sento sia una delle missioni della musica: comunicare attraverso le note e armonie fino ad arrivare a far risuonare l’anima delle persone. Ciò avviene senza esser predeterminato. Ė unoo splendido processo naturale. Molti riescono ad accogliere più facilmente questioni anche impegnative se fluiscono attraverso la musica, poiché una volta che si è in quel magico flusso, la mente si quieta e ci lasciamo trasportare dalle melodie, potendo sentire le nostre emozioni che emergono. Quindi si, sento sia un ottimo canale per far esprimere la nostra anima e donare al mondo ciò.


Cosa ‘è per te la musica?
Voglio risponderti a ciò, iniziando con una bellissima frase del grande filosofo Nietzsche “…senza musica la vita sarebbe un errore.” La musica per me è pura medicina. Ci si può rilassare, ricaricare, rallegrare, ispirare. La usica è vita. Anche scrivere queste parole è musica in quanto il suono della penna che batte sul foglio la produce. Ė nutrimento e concerto per la nostra anima, estasi divina. Ricordi che diventano tangibili, armonia per il corpo, necessaria in ogni istante. La musica è il linguaggio Universale, un potentissimo collante, l’invisibile che riesce a unire le persone facendo dimenticare qualsiasi tipo di problema. La musica trova in se stessa la sua ragione d’esistere.Ė un mezzo molto potente che lavora sull’emozioni. Sento anche sia una gran Maestra poiché c’insegna una delle cose più importanti che esista, ovvero ascoltare.


Penso che l’Arte chiami sempre e chi ha orecchie per sentirla risponda più o meno subito. Tu quando l’hai sentito il suo richiamo per la prima volta?
Sento che l’arte è insita in ogni essere umano e sta a noi scoprire quale sia questo dono da offrire. Ho sempre sentito d’esser qui non per caso e che dovevo condividere con gli altri ciò che era in me. Cresciuta con genitori che fortunatamente, mi hanno nutrita con splendide melodie dalla classica alla sperimentale. Ho iniziato a volermi avvicinare alla musica all’età di 11 anni con il violino ed il tempo poi mi ha portata a voler provare altri strumenti specialmente quello più importante da dove si possono ricavare infinite risorse: me stessa.


Hai così tanta creatività in te che riesci a districarla in svariate modalità dall’Handpan, al Gong, fino ai bagni sonori di purificazione aurea..Come riesci a canalizzarla contemporaneamente tutta questa energia?
La cosa più importante sento che mi fa permettere ciò, è l’Amore che provo per la musica. L’espressione di me stessa attraverso magici strumenti e il nutrimento che mi dà la condivisione di questo. Sentire di portare benessere al prossimo, scambiarsi sorrisi e abbracci dopo una sessione di bagno sonoro , mi colma il cuore. Questo è ciò che mi spinge a perseguire il mio cammino e andare sempre verso una maggiore ricerca dentro di me per poi tramutarla in espressione artistica.


Una curiosità: Quale strumento, se vi è, ti regala più emozioni?O semplicemente lo senti più adatto a te?
Ogni strumento mi suscita intense emozioni ed esperienze. In particolare ce ne sono due con cui sento una particolare connessione. Il Didgeeridoo, che è uno degli strumenti più antichi d’origine aborigena, mi permette d’oltrepassare questo piano andando in trance attraverso la respirazione circolare e rilassa completamente il corpo iniziando a viaggiare, avendo spesso visioni e intuizioni. L’altro è l’Handpan, strumento più recente ed è una percussione melodica dolce e con lui riesco o almeno ci provo a riportare ciò che sente ilmio cuore nel momento in cui le mie dite iniziano a danzare su di lui.


Il tamburo sciamanico: uno strumento simbolo di una cultura antica originaria di massima introspezione spirituale. Raccontarcelo sarebbe un onore per me e conoscenza diffusiva…
Qui vorrei riportarti un canto Cherokee, dedicato proprio al tamburo sciamanico:
“Il mio tamburo ha molte voci
Il mio tamburo racconta molte storie
Questo tamburo è pieno di mistero
Questo tamburo è pieno di sogni
Ascolta il suo battito
Ascolta il suo battito
Ora tu senti il battito degli zoccoli
Ora tu senti il battito delle ali
tutto è uno.”
Il tamburo sciamanico è uno strumento che ci è stato tramandato dai nostri antenati, i quali avevano un rapporto reale, vero e consapevole con le cose. Più naturale. Questo sacro strumento è indispensabile per lo sciamano, portandolo nei luoghi di potere interiori facendogli aprire il cuore e mettendolo in contatto con altre dimensioni. Ė collegato all’elemento Terra, quindi con tutte le nostre potenzialità e con l’aiuto della vibrazione ottenuta dal tamburo, riportiamo al nostro corpo il ricordo delle nostre origini, ritrovando il contatto con la Terra dalla quale riveviamo sempre l’energia vitale. In noi la cosa più simile al tamburo è il battito cardiaco per questo molte persone forse si aprono con lui poiché si collega al loro cuore dove si vivono le emozioni. Le vibrazioni generate da questo strumento sono in grado di entrare in profondità nel corpo, toccando tutti gli organi interni e le nostre parti più profonde donando così un riequilibrio e beneficio. Personalmente ho avuto la possibilità e l’onore d’eseguire il rituale della costruzione del mio tamburo ponendoci così il mio intento di guarigione verso il prossimo. Ė uno strumento sacro che connette il Tutto.


Ojos de Dios Production: una delle tua abilità artistiche è proprio la loro realizzazione. Puoi presentarceli?
Gli Ojos de Dios sono oggetti che avevano una valenza Sacra presso gli Huichol e i Tpehuan entrambe antiche popolazioni del Messico. Sono manufatti magici che riflettono la fiducia nella provvidenza e nella protezione degli Dei. Son noti anche con il nome Sikuli, che significa “il potere di vedere e comprendere l’invisibile”. Ė un autentico talismano pieno di colori usato per canalizzare buona fortuna, salute e benedizione degli Dei. Viene creato tessendo vari fili di lana colorata attorno a bastoncini di legno. Si creava un Ojos de Dios ogni volta che nasceva un bambino e il suo effetto veniva considerato attivo fino ai 5 anni, età in cui il bimbo sarebbe poi stato in grado di costruirsi il suo manufatto.


Qual è il legame tra il tessere e l’Anima?Quanto c’è dell’una nell’altro e viceversa.
In tutti i miti l’Arte della tessitura ha origine divina: rappresenta l’emblema dell’intrecciarsi di tempo e spazio in cui s’intersecano di continuo mondo visibile e invisibile. Tessere significa creare, generare qualcosa dalla propria sostanza e come ogni forma d’arte per me è espressione dell’anima e noi siamo canalizzatori. L’anima va aldilà di ciò che materialmente siamo nella realtà terrena. Per me è il respiro vitale dell’Essere, impalpabile in costante evoluzione. L’esistenza fin dal concepimento, come un’infinita tessitura. Ilmoto perpetuo che ingloba passato, presente e futuro in un unico scorrere.


Ora arriviamo all’Handpan, o come io amo definirlo lo strumento aulico. Come lo hai conosciuto?
La prima volta che udì quella magica melodia fu in un luogo altrettanto magico, il lago di Martignano, vicino Roma. Sentivo solo il suono e ciò mi faceva espandere il cuore. Era come un canto angelico. Quando lo vidi, avvicinandomi a chi stava suonando, rimasi colpita. Aveva questa forma bizzarra simile a un disco volante e per quanto riguarda il materiale che è metallo o acciaio non immaginavo potesse dare come risultato un suono così rilassante e dolce. Da quello stesso giorno iniziai a nutrire amre per l’Handpan. Come tutte le cose che accadono, anche quell’episodio sentonon sia stato casuale e ringrazio l’Universo per avermi dato modo di conoscerlo.

Vi è un luogo particolare dove ami suonarlo?
Ho suonato l’Handpan un pò ovunque, dai centri abitati, spazi yoga a luoghi incontaminati naturali. Personalmente amo molto stare in natura e suonarlo qui, è un modo per me di ringraziare la Terra che ci accoglie ogni giorno. Adoro suonare vicino agli animali. Mi è capitato di farlo vicino a cavalli o mucche e l’eperienza è stata davvero gratificante. Unica.


Musica, Frequenza e Natura…quante connessioni per mezzo dell’Handpan…non credi?
Chi si avvicina all’Handpan sento abbia fatto emergere della sensibilità verso la musica e la natura. Si, credo sia uno strumento che faccia connettere le tre parti. L’Handpan per me con le sue magiche frequenze, ti accompagna in un viaggio musicale, facendoti riconnettere alla natura, intesa sia fuori che dentro di noi.


Vi è una parte della cultura musicale che sostiene che l’accordatura aurea garantisca una maggiore incisione sull’armonia universale e soprattutto sull’aura di ognuno di noi. Tu che hai grande conoscenza in merito dell’energia o quel sottile campo di radiazione luminosa che ci attornia, cosa puoi dirci in merito?
L’accordatura aurea (432Hz) è una delle frequenze benefiche per eccellenza, poiché in accordo naturale con le frequenze che sono alla base del nostro organismo e della struttura dell’Universo. Una sorta di musica biologica che sintonizza il nostro cervello e le nostre percezioni sulle stesse planetarie come il battito del cuore della più piccola creatura della Terra. Personalmente ritengo ciò vero, ma sento influenzi molto nella guarigione, soprattutto l’intento che viene messo da chi suona.


Quali vibrazioni preferisci emanare suonando l’Handpan?

Quando suono l’handpan cerco sempre di far arrivare amore e guarigione. Regalare momenti di connessione con se stessi e disconnessione da ciò che spesso ci allontana dal nostro centro.


Io Dedico…
Ringrazio te per aver creato questa bellissima connessione e per dare voce all’Anima di molte persone. Sento di consigliare a ognuno di coltivare il proprio sogno, di nutrirlo quotidianamente e di avere fede in ciò. Essendo tutto vibrazione, compreso noi stessi, di elevare la nostra energia attirando così situazioni e persone che sono nella stessa frequenza.
“L’ARTE SCUOTE DALL’ANIMA LA POLVERE ACCUMULATA NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI.”

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