ALEX SOUL88



“Quando suoni devi prima di tutto chiederti:
che cosa vuoi dare agli altri?”

Alex

La musica vibrazionale come condivisione


La felicità, dicano sia una scelta.
La possibilità d’esser felici è inconsciamente racchiusa tra le nostre celle mentali, invisibili ma segnate nel nostro sentiero personale più profondo. Lo percorriamo sempre da soli, con arguzia o leggerezza, talvolta con presunzione addirittura con noncuranza dell’essenza.


Questo proseguire altalenante determina in noi momenti buii da cui fuoriuscire. Figurativamente possiamo individuarli come una porta bloccata con un lucchetto apribile solo con una giusta combinazione fatta di diversità e similitudini. Come incatenarle in una sola unione d’intenti? Ossia quella di aprire la porta della serenità interiore. Il simile e il diverso deve trovare un allineamento per potersi ricombaciare con la pace perduta in quel sentiero per il cui proseguo necessita di uno sblocco, il classico unlocking detto in tal caso spirituale, che solo l’immaginazione ci permette di metaforizzare così. Le diversità e le similitudini non sono altro che le nostre contraddizioni, temute, nascoste ma indifese.

Quando ci sentiamo confusi, incompresi, insicuri, la nostra percezione della realtà subisce un’alterazione poco confortevole e sempre troppo labile emotivamente. Avendo dunque questo scompenso interiore proiettiamo la nostra instabilità al di fuori e nei contatti umani. Qui risiede il fulcro della riflessione riversa sull’equilibrio energetico tra le sbilanciate sensazioni provate.

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Il tutto sta nel trovare quell’ago della bilancia facente da perno decisore che fissa il giusto balance tra le nostre diversità e similitudini. Cosa esse siano l’ho già specificato ante tempo, ma le possiamo ravvisare in un insieme di paure, pensieri non concordanti, insicurezze, insomma un complesso d’irrisolti con se stessi che c’impediscono di trovare l’armonia giusta per aprire quella porta che ci tiene distanti dal nostro percorso. Qual è esattamente il modo per ottenere quella chiave? Nessuno lo sa, lo impari nel tempo, conoscendoti e amandoti. Ė molto soggettivo il modo in cui ognuno di noi riesce a trovare la chiave giusta, volta ad assicurarci l’ingresso nel portale energetico dell’equilibrio tra interiorità ed esterno. Nessuno potrà mai dirci come e dove trovarla se non la nostra esperienza. Vi è chi l’ha trovata nella poesia, chi nel dialogo, chi nel volontariato chi invece come Alex nell’Handpan.


“Non tutti percepiscono le vibrazioni. Siamo tutti diversi e abbiamo emozioni differenti. Io quando suono penso a cosa poter dare al mondo. Quando suoni devi prima di tutto chiederti: che cosa vuoi dare agli altri? La condivisione. Quando vado in strada a suonare voglio rallentare le persone.”

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L’artista riscopre la possibilità di dar qualcosa al mondo proprio nella musica, quel mondo di anime irrequiete e diversificate bisognose d’esprimersi in qualche modo; di lasciare dietro sé il segno indelebile della loro presenza nel mondo e al contempodi segnare un’emozione sul viso delle persone o, semplicemente, nel loro spirito. Questo elemento è fondamentale a mio avviso ed emerge ampiamente nella musica dell’artista, la cui scelta nomeica è inclusiva di quanto espresso. Non vi può essere musica senza “soul” non vi può essere un handpan player senza armonia universale e per averla Alex ha fatto una delle ricerche più nobili dentro e a moggior ragione al di fuori di sé, desideroso di un posto nel mondo tra coloro che riescono a fermare le persone, in modo da guardarsi dentro e perché no? Rilassarsi!.


“Mi piacerebbe bloccare le persone. Conceder loro quegli attimi di pace che la quotidianità toglie. La condivisione è ciò che voglio dare al mondo con la musica. Ricordo che a Sulmona c’era un bimbo di circa un anno e mezzo tra i miei spettatori e per ascoltarmi distolse lo sguardo dal cellulare e la madre rimase di stucco! Creo questo effetto con il mio handpan e voglio andare nelle case di riposo per rasserenare gli animi di chi troppe volte è dimenticato.”

Ecco la chiave di Alex: la condivisione. Saper dare, semplicemente. Per il sol piacere di condividere e rendere sereni gli altri. Come? Suonando.
“Uso lo strumento per poter dare qualcosa al mondo. La vita è una sola e viviamo per un principio d’amore. L’Handpan ci regala suoni che possono fungere da terapia. La legge universale è l’essenziale.”
Il musicista crede fortemente nella potenza che ha l’Handpan di creare in via vibrazionale un contatto con gli altri e laddove possibile concerli un momento di riposo, riflessione, di pace. La stessa con cui ho esordito presentandovelo.
Alex, il soul’s handpan player che vuole fermare la freneticità guerriera del mondo d’oggi.

L’Handpan e la condivisione dell’armonia: AlexSoul88
Nasce come batterista, ma nell’estenuante ricerca di una pace superiore e condivisibile, l’artista incontra in Puglia il suo destino musicale.


Quando hai deciso di suonare l’Handpan?

Io cominciai i miei passi nel mondo della musica con la batteria. Fu il mio primo amore! Poi iniziai a necessitare di un perscorso musicale diverso preso dalla convinzione che la condivisione sia essenziale per me, sentivo la batteria lontana da me. Cominciai a cercare lo strumento su youtube, ma visti i prezzi mi scoraggiai. Poi lo comprai in Puglia e fu un colpo al cuore.


Cosa vuoi trasmettere mentre lo suoni?

Non tutti percepiscono le vibrazioni allo stesso modo. Siamo tutti diversi. Abbiamo emozioni diverse. Perciò quando lo suono mi limito a emanare una vibrazione melodica corrispondente a ciò che provo al momento.


“Quando suoni devi chiederti prima di tutto cosa vuoi dare agli altri”. Bellissima espressione della tua personalità artistica. Tu cosa vuoi dare agli altri?
La condivisione. Io penso che l’energia, la positività, l’emozione vada condivisa. L’Handpan concede questo; permette di creare un contatto con le persone.


Cos’è per te la musica?
Ė uno dei mezzi più forti per trasmettere emozioni. La musica non mi tradisce mai, mi culla. Ė un ponte emozionale tra me e le persone.


Chi è per te l’artista?
Il bello dell’artista è di far vedere il mondo più bello di come in realtà sia.


L’accordatura aurea: cosa pensi in merito?

Io onestamente non ho trovato particolari differenze. Per me lo strumento di per sé riesce a creare emozione. Ti porta in un mondo tutto suo a prescindere.


Felicità e libertà..che concetti astratti…
Ritengo ci sia una differenza sostanziale che le divida.
La felicità dipende da noi, ce l’abbiamo tutti, puoi svegliarti male e puoi cambiare. Lo decidi tu di essere felici. Ė difficile da comprenderlo, ma uando lo capisci stai meglio, non è irraggiungibile. La libertà, invece, è fondamentale. Deve esistere a priori. Ognuno di noi dev’essere libero di fare e d’essere.

Progetti futuri e attuali.
Per ora mi dedico al mio primo cd che ho realizzato. Mi dedico alla musica e a insegnare in Abruzzo.

Instagram Page: rocksoul88

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