ANDREA LOI


Il ritrattista che comunica con gli occhi


Andrea parte dagli occhi.
Decide d comunicare il suo talento per mezzo visivo. L’occhio per sua natura sintetizza l’anima che una persona si porta dentro e l’accoglie nella sua incommensurabile forza impositrice, ma delicata al contempo.
Gli occhi parlano sempre anche quando non vorresti ecco perché è così bello ascoltarli nel momento in cui hanno qualcosa da dirti. Andrea decide di far parlare gli occhi attraverso il ritratto.
Avendo una personale predilizione per tutto ciò che comunica senza le parole, appena vidi la volontà intercomunicativa visiva delle sue opere non ho saputo metter a tacere la mia necessità di mostrarla . Dal primo momento in cui iniziai a parlare con Andrea seppi all’istante che la vivacità della sua passione mi avrebbe portata a confermare l’impressione datami dai suoi occhi ritratti. Gli occhi spesso sono diventati oggetto fotografico primario di noti artisti comunicatori d’immagine come futuristi interlocutori d’essere. Nel corso dell’evoluzione artistica sono diventati il perno intorno al quale ruotare la comunicazione tra gli untori d’arte e il mondo. Vi è sempre una modalità discorsiva laddove si voglia coglierla e renderla propria, se si ha nacessità d’esternare una qualsivoglia emozione. Andrea, infatti, parla d’arte con gli occhi di chi ritrae.
L’arte è la mia vita..è un’emozione bellissima, ma la vera emozione è regalare emozioni con i ritratti.”


La vera intenzione di Andrea è quella di trasmettere emozioni tramite una rappresentazione ritrattistica del volto umano e per far ciò ha come prima e unica musa ispiratrice la sua compagna con cui condivide non solo i sentimenti nella vita, ma anche quelli artistici essendo sempre stata la sua più grande sostenitrice. La passione di Andrea nasce dal Vernissage che gli diede l’input di cominciare a vivere con la matita in mano. Fece tutto autonomamente senza perseguire nessun tipo di studio accademico semplicemente seguendo il suo stato emotivo che lo ha condotto all’apprendimento artistico puro e privo di qualsiasi influenza stilistica.
Ciò che mi sconcerta sempre quando ho davanti un autodidatta è di per certo il loro essere artisti a prescindere. Una qualità che li porta a rispondere alla chiamata dell’arte in modo pronto e naturale senza lasciarsi prevaricare da una qualsiasi forma di dubbio. Andrea iniziò a liberare la sua arte attraverso i graffitti, una forma artistica che apprezzo tantissimo in quanto simbolo di un’alta espressione artistica libera da ogni schema.

Andrea si dedica dunque alla sua passione in totale autonomia di pensiero e istruzione seppur partecipò a svariati concorsi di ritrattistica, ma decise comunque di percorrere i suoi passi verso la pittura considerata dal ritrattista un’elevata forma di comunicazione.
Dà prevalenza tecnica all’uso di gessetti con puro pigmento, quindi con essi dà la base e con la matita sfuma il colore, facendo le c.d. velature ossia legature di colore. Lo fa dando rilievo ai dettagli che per l’artista sono l’essenza dell’opera, la quale dev’essere un’espressione di realismo puro.
Parte tutto dalla fotografia. Una volta osservata ritraggo istintivamente andando sempre alla ricerca del dettaglio che per me è il tutto.”


Il maestro dell’Astrattismo Paul Klee che inneggiò all’arte con il suo talento innovatore nel corso del XX secolo, ha posto in luce la rilevanza concettuale dello sguardo comunicativo dando concreta determinazione artistica e sociale col suo Angelus Novus. Per Klee “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.
Il visibile è per l’arte ciò che è invisibile per l’uomo così permette di metter in luce ciò che viveva nell’ignoto conoscitivo. Per Andrea l’occhio si afferma come quel mezzo con cui il mondo può conoscere l’arte e il suo retroscena, ossia l’invisibile. Ne è una conferma la sua modalità di spiegazione dell’attuale situazione pandemica. Quando gli domandai quale considerazione avesse del Covid19 e cosa esso stesse comportando nella sua vita, mi rispose così….

Ph.Steve McCurry


Non voglio proseguire oltre con le parole poiché toglierei valore all’intensità di questa risposta, così eloquente da sé che merita esser letta senza parole…poiché del resto come diceva lo stesso Paul Klee …
“Un occhio osserva, gli atri sentono”


Andrea Loi, l’artista che parla attraverso gli occhi.
La felicità consiste nel non avere pensieri negativi. Significa vivere col sorriso e io mi sento felice. Questo ti gratifica.”

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