CARMELA GARRO

CARMELA GARRO


L’artista dei dipinti mnemonici

Riuscire a rimanere nella memoria dele genti è un intento talmente complesso quanto lungimirante. La memoria ci conduce sempre nei luoghi più oscuri e remoti di noi stessi. Ed è lì che si compongono i nostri ricordi più intimi, quasi a tutelarci dal mondo esterno e acconsentendoci di percorrere i corridoi privati del passato. Gli stessi percorribili solo con la mente e l’anima in un’unione intima che scuota la vita di ciascuno di noi nonché quel dialogo con noi stessi condotto per ritrovarsi. Ed è proprio nella memoria che i dipinti di Carmela Garro intendono collocarsi.


“Si sa che nell arte sono sempre molteplici le chiavi di lettura circa i messaggi contenuti, ma credo che l aver cura della memoria, dei sentimenti sia uno dei messaggi fondamentali.”

Per Carmela quindi le memorie si scuotono con l’arte, come se allo stesso modo in cui la tela assorbe il colore, le menti rilevano lo stato d’animo che trasmette e ne apprende il significato tanto da collocarlo nella memoria.
L’arte può in questa missione mnemonica in modo da poter parlare anche nel silenzio dei ricordi impressi, delle emozioni suscitate. òa pittura consente di colorare questi ricordi quando non sono più vividi come un tempo. Ma non lo fa in modo banale come può sembrare dalla mia affermazione suddetta.
Non lo fa con i colori, le riesce con l’anima.
I dipinti si guardano con essa.
E con la stessa Carmela dipinge.


Per l’artista, infatti, l’arte è tutto. Con essa si può dar forma a un’emozione, smuovere le coscienze e magari imprimersi nella memoria.
Vi è sempre, da parte dell’artista, una ricerca d’espressione e trasmissione emotiva da realizzarsi con il dipinto. Un trapasso non solo di colori, ma di memoria. In altri termini quando l’artista crea la sua arte inconsapevole o meno, riesce a creare un legame mnemonico con chi osserva e ne assimila le sfumature di colore, come fosse ina forma linguistico-comunicativa. Il colore assurge dunque a linguaggio d’emozione con cui trasmettere un messaggio. Del resto non è altro che un modo per rendere vive le sensazioni, le parole nascoste dietro gli sguardi dipinti, le ombre sul corpo che donano ai soggetti dell’artista, vita propria.
Questo è ciò che ha catturato maggiormente la mia attenzione come una calamita che attrae il mio sguardo scrutatore, ma debole di fronte alla purezza artistica tanto da creare ogni volta e rimanere totalmente ammirato. Direi, catturato piuttosto. Sarebbe il termine più appropriato!
Possiamo però per certo confermare che la capacità di Carmela è anche di lasciare lo spettatore delle sue opere che scrutano il dipinto alla ricerca del segreto pittorico che le dona esistenza e rilievo mnemonico. In altro modo detto, il mio occhio, quello di Harley Tokyo alla ricerca dell’arte a suo modo intesa, stavolta è rimasto fisso sul suo talento. Tanto da rimanere inciso nella mia memoria poiché, del resto, come diceva A. Sughi….


“Il lavoro del pittore non finisce col suo quadro. Finisce con gli occhi di chi guarda.”

Quando è nata la tua passione?
Dipingo da che ho memoria, ma ricordo che un giorno in particolare , mio padre acquistò una scatola di colori per me. Fu uno dei giorni più felici della mia vita.
Qual è stato il tuo percorso formativo?

Dapprima studi classici, ma la passione per l’ arte era qualcosa di forte, che non doveva rimanere solo una passione, così, timidamente, mi sono iscritta all accademia di belle arti.
Vi sono soggetti che preferisci dipingere? Quali?
Io credo che si debba dipingere tutto ciò che ci chiama a farlo. I soggetti rappresentati nella maggior parte dei quadri hanno sempre qualcosa da raccontare, a volte sono solo dei particolari ma che in modo “ruvido” e deciso affrontano la nuda realtà.
Come nascono le tue opere?
Dalla riflessione, dialoghi, ed eventi che hanno segnato o influito sulla mia esistenza e su quella delle persone che ne fanno parte. Talvolta deriva da eventi. L’ispirazione non tarda mai ad arrivare.
Quali messaggi è possibile leggervi?
Si sa che nell’arte sono sempre molteplici le chiavi di lettura circa i messaggi contenuti, ma credo che aver cura della memoria, dei sentimenti sia uno dei messaggi fondamentali.
I tuoi colori esprimono anche stati d’animo?
Si, delle volte la scelta tecnica influenza lo stile, l utilizzo del caffè unito all olio ne è un esempio
Quali emozioni prediligi far emergere con essi e da essi?
Le emozioni sono sempre soggettive, ma credo che vi si possa trovare tanta nostalgia mista a speranza e passione.
La Pittura. Cosa rappresenta per te?
Rappresenta il vivere, le emozioni e poterle far rivivere a chi mi circonda, magari restituirle al mondo in maniera nuova, è una vocazione e richiede tempo, pazienza,studio e dedizione. In sostanza è vita quotidiana, è tutto.

Quale tecnica ami di più usare?
Senza dubbio le tecniche miste. Amo fondere lo studio delle tecniche tradizionali con l’utilizzo di sostanze volatili, in particolar modo caffè o pigmenti naturali rendendoli durevoli nel tempo.
Quale artista o persona ha maggiormente influenzato il tuo percorso formativo?
Sicuramente il mio primo incontro con quelli che poi sono stati i miei professori in accademia. Sono molte le persone che hanno influenzato e segnato il mio percorso, credendo nel mio studio e nella sua validità, ma l’ incontro con alcuni pittori contemporanei e la possibilità di confronto, senza dubbio ha cambiato il mio modo di vivere l arte in modo più profondo e consapevole.
In genere che impressione vuoi suscitare in chi osserva i tuoi dipinti?
Credo che la cosa importante sia sempre suscitare un’ emozione, magari alcune volte il contenuto può essere forte, ma ciò può servire a smuovere le coscienze.
E a te cosa suscitano?
Per me sono catartici.
Arte. Cosa è per te?
Per me l’arte è beltà, è verità mista all improbabile, se non impossibile. Arte è ciò che ci permette di dare forma ad un sentimento, un pensiero, un’emozione. L’arte può tutto.

Foto prese da INSTAGRAM ACCOUNT: garromela

https://www.instagram.com/garromela/?hl=it

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