Cristiano Piscitelli

Cristiano Piscitelli ph

La fotografia rinasce nel tempo

Il tempo è una costante perpetua che determina una sorta di sospensione mentale nella vita delle genti. Cosa mai vorrà specificare ciò? Il tempo consiste solo nell’inevitabile scorrere esistenziale stabilizzante il perpetuare dell’inesorabile procedere del respiro della vita. Il tempo… una costante che prescinde dalla decisionalità unilaterale e personale dell’individuo. Ma cosa è il tempo per noi? Vi è una riflessione emblematica che molto spesso s’identifica nel convincersi che il tempo corrisponda all’incessante respiro della terra che legata all’inesorabilità, conduce alla progressione umana nel mondo. Il tempo è il respiro della Natura, la stessa che imperterrita nel suo incessante splendore permette all’uomo di bere alla vita. Ma quando quello stesso uomo, nella sua totale inconsapevolezza riesce a far sospirare la Natura per mezzo della perpetuazione d’una immagine nel tempo, ecco cosa possiamo pensar se non alla magia che Cristiano realizza attraverso la fotografia. Egli, sospirando la vita in sintonia col battito incessante del cuore della Natura sospende quell’intenso sospirare ai fini di lasciare nel tempo un’idea di sé.

L’arte è pluriprospettica e può, dunque, esser osservata e concepita da diversi punti d’osservazione e di conseguenza di pensiero. Da ciò ne deriva la mia considerazione dell’arte come una piccola parte di noi stessi. È esattamente l’espressione del nostro essere. Una parte di te lasciata nel perpetuare del tempo. Un segno di te.”

Cristiano reputa l’arte una parte di se stesso, espressa nelle varie sfaccettature del mondo. La sua magia creativa consiste nel segnare il tempo con un’idea. Essa rinasce nella realtà con la sua identificazione concettuale nell’immagine. Cristiano con l’entusiasmo d’animo che caratterizza solo gli appassionati, ristabilizza il disequilibrio temporale tra idea pensata e stampata, intesa per essa la foto conclusiva. Il sostantivo stesso include il concetto di per sé utile ai fini della comprensione di quanto egli sia in grado di realizzare, ovverosia figura innanzitutto l’idea nella sua mente, partendo da un’ispirazione istintiva mossa da una passione d’arte tramandatagli dal padre. Il “sangue d’arte” è una dote che la vita ti pone davanti e accoglierlo è un gesto di gran nobiltà d’animo, così attuato da Cristiano. Perseguendo la passione culturale e artistica paterna, il fotografo riesce a individuare nelle persone, nella realtà e nell’immaginazione stessa, quell’idea che tramuterà in immagine. Ecco cosa miravo a significare quando dissi che le idee di Cristiano rinascono nella realtà come fotografie.

“La fotografia è una grande arte perché ti dà quel momento che cerchi. Essa è un momento. Quell’attimo che decidi d’immortalare.”

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Ecco come la Natura del Tempo si dispiega nella mente di Cristiano richiamato a dar luce all’immagine fotografica nell’ambito temporale. Capite con quanta magia realizzi ciò? Semplicemente con la passione, che traspare in ogni vibrazione corporale e in ogni forma di sua espressione linguistica. Quando interloquisci con un appassionato dell’arte come Cristiano non puoi non sottintendere la conoscenza tecnico-elaborativa, ma più di ogni altra cosa, la sua naturale capacità di trasmettere la sua passione per l’arte fotografica e cinematografica. Dunque si può desumere la cognizione tecnica dell’appassionato talento che concede alle foto di rinascere nella realtà. La mia assolutezza nell’asserire tale capacità di Cristiano, deriva da un’empatica connessione che abbiamo entrambi con il vivere l’arte nel proprio quotidiano. Con ciò intendo dire non di certo che siamo promotori di una qualsivoglia scuola dell’ego sulla base della quale istruirci, ma ben diverso inteso è il mio concetto. La sua passione per la creatività si lega alla mia come se fosse un’unica linea di gestione della propria sete d’arte, in perfetta sintonia. Vidi in lui la medesima necessità di trasmettere agli altri l’arte, seppur in forma diversa: lui dando vita alle immagini tramite la sua dote artistica, io scrivendo della stessa.

“La fotografia è una grande forma d’arte perché ti dà quel momento che cerchi”.

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Lo stesso che Cristiano è in grado di far rinascere nella realtà dandole un volto nel tempo con l’intento di lasciare il segno. O, in altro modo detto, la sua arte, la quale è di delineazione estensiva tanto da comprendere la cinematografia.

La fotografia è un concetto non solo uno scatto. Quest’ultimo sembra improvvisato, ma in realtà è studiato. Prima di scattare hai già creato l’atmosfera adatta a farsì di catturare il momento a cui vuoi dar vita nella realtà, tramite l’immagine. Infatti, nel corso dei miei studi il mio insegnante mi diceva sempre che per ottenere la foto che immagini devi scattare un secondo prima e uno dopo rispetto all’idea pensata a cui vuoi dar vita nel reale.”

Cristiano Piscitelli

Cristiano considera, quindi, la fotografia come un concetto a tal punto d’aver valutato la digitalizzazione come un impoverimento emotivo della produzione fotografica…” la fotografia la devi sentire. È un’emozione che devi vivere dallo scatto fino alla stampa fotografica in camera oscura. E questo non può che concederlo l’analogico. Esso rimane nel tempo perciò vi è meno pericolo di perdita del lavoro fatto.” Egli ha dunque una propria cultura fotografica di derivazione intellettuale paterna di spessore e ben consolidata che lo ha condotto a svelare la sua artisticità in modo così naturale da lasciar sbalorditi nel momento in cui decise di partecipare a un evento rivolto a sostenere le persone con disabilità. Fu un attimo e Cristiano fu colpito da un’immagine mentalmente inquadrata. Nell’immediato i suoi occhi furono catturati dalle gestualità di una bimba che, apparentemente, zittiva la madre in un frangente d’intensa ilarità. Lo scatto immortalò quel gesto che, a seguire, divenne il simbolo del linguaggio fotografico. Si scoprì successivamente che la bambina in quel momento stava parlando con la mamma, in quanto sordomuta.

Come potete notare la fotografia ha una sua proprietà linguistico-comunicativa che Cristiano personifica naturalmente, come dimostra l’episodio di spessore emotivo-artistico. I suoi occhi decisero il momento, ma la sua arte lo anticiparono. Il tutto lo fece in modo spontaneo. Ecco perché a monte ho discorso sulla natura inesorabile del tempo, in cui Cristiano fa vivere le immagini. Il principio promotore della sua abilità artistica è la focalizzazione della sua idea nella realtà per poi tramutarla in figurazione, che sia essa stampata o sotto forma di video.

Il video making differisce dalla fotografia in virtù della finalità che vuoi realizzare in quanto con il video racconti una storia, mentre con la fotografia viene tramutata la personalità.

Cristiano Piscitelli nasce e vive a Sant’Agata de’ Goti, seguendo il percorso di studio accademico di fotografia e cinematografia a Napoli presso l’Accademia delle Belle Arti. Ha conseguito poi il master in fotografia presso il Centro di fotografia generale di Roma. La sua attività elaborativa si dispiega anche tra gli scenari teatrali, montaggio e spot musicali. Ha deciso di seguire la sua passione che è sempre stata supportata dalla famiglia radicata nell’unione affettiva e qualificata dallo stesso come primo fondamento della sua vita; il suo valore assoluto. E come dargli torto essendo la base formativa di ognuno di noi. Il nido in cui rifugiarsi, il sostegno a cui appoggiarsi nonché il vero esempio d’amore. E, Cristiano ha appreso questo tipo d’istruzione di vita dal suo valore assoluto, in primis dalla cultura fotografica paterna. Ma il suo primo approccio all’arte lo determinò suo nonno inconsapevolmente, quando Cristiano a casa sua focalizzò la sua vita cercando di mettere a fuoco un crocifisso posto su una pietra di tufo. Quasi una scelta  aprioristica, indicata da un segnale trascendente che lega la sua passione alla sua famiglia.  Mettendo a fuoco la sua vita Cristiano ha deciso di entrare nel mondo del caos puro come quello dell’arte dove la fotografia fa rumore, così come il suo talento.

Il compito attuale dell’arte è d’introdurre caos nell’ordine.” (T.Adorno)

Ed è il suono del caos che fa brillare le anime come quella di Cristiano.

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