EDOARDO PONTICELLI


L‘arte e l’Universo nelle mani

“La musica è una forma di linguaggio
talmente elevato che non conosce ostacoli.
I suoi poteri sono incommensurabili.”
E. Ponticelli

Come spiegare l’arte?
Me lo chiedo spesso. Non trovo mai una risposta soddisfacente e idonea a colmare la mia insaziabile fame d’espressione artistica. Non univoca, in quanto tale, bensì variegata. Il riflesso di ogni singola vena di passione, implosa nel linguaggio, ma riposta nelle note musicali. E quand’esse si manifestano come vibrazioni celestiali emanate all’universo da una singola scala?
Lo so, rimasi esterrefatta pur’io quando m’introdussi nel mondo magico dell’Handpan, per tramite degli artisti che hanno il dono di saperlo suonare o, meglio, parlare all’Universo con esso, senza aver la piena consapevolezza di essere capaci di così raro fare.
Come spiegare l’arte?
Mi richiedo concettualmente ai fini esplicativi di un artista che merita un’applicazione cognitiva non indifferente, vista la particolare inclinazione all’assolutezza talentuosa. Cosa io intenda in tale senso non appare abbastanza chiaro? Mi prendo la premura di spiegarvelo sempre a mio modo, ossia mostrandovi l’artista che meglio ne rappresenta la significazione concettualistica: Edoardo Ponticelli.
Attorniato da un’energia suprema, che ha sfumature quasi mistiche per la sua potenza di trasmissione diretta, Edoardo concede la sua arte a chi, appassionato d’essa come lui, è ricettivo al suo dire musicale. Un “dire” particolarmente sentito dalle persone che credono fermamente nella comunicazione trasversale tra parola e suono. Il dire artistico di Edoardo non è dotato di linguaggio comune, poiché, prima di tutto è musicale. La sua capacità discorsiva sonora si esplica agli appartenenti al mondo delle emozioni. Non ritengo sia possibile saper ascoltare un discorso siffatto da parte di chi non possieda orecchie per l’ascolto aulico. Egli, infatti, riesce a interagire con l’Universo per mezzo di uno strumento caratteristico dei cultori delle vibrazioni sonore. L’Handpan gli consente d’interagire con la realtà in modo molto accurato, in quanto elargisce arte e lezioni musicali in un connubio d’armonia e conoscenza. Dunque, si approccia alle genti con studio tecnico, esperienza, cultura ma prima di tutto con l’equilibrio interiore tra essere ed esistere. Una differenza sottile, dite voialtri? Esattamente così. Diventa però netta quando ci s’immerge nel mondo odierno in cui la confusione materialistica sociale porta al convincimento dell’unificazione terminologica. Di contro la ferma delineazione del proprio “Io” consente a chi come Edoardo crede nel benessere offerto dal Souls Balance , di prevalere come soggetto vivo e non solo esistente sotto le stelle universali. l’esistenza dell’essere conferma la mia tesi dell’impossibilità unificativa dei due concetti: l'”Essere” implica l’esistenza universale dell’uomo. La sua proprietà prima di sussistere intrinsecamente segna il confine tra l’interiorità impositiva e il vivere nella realtà. Laddove, in tale riflessione, Edoardo si rappresenta nell’Handpan, la sua interiorità si deve imporre nella realtà musicale. L’essenza dell’handpan player s’identifica nello strumento che gli consente d’esistere nella musica come l’artista con l’Universo tra le mani. Le stesse con cui gli parla uniformando l’armonia energetica e mentale delle persone che ricorrono al suo discorso musicale per esistere come armonia d’essere.
Come spiegare l’arte?
L’arte non puoi spiegarla, puoi solo amarla.

Raffigurazione artistica fatta da Sadataka Anmi
(Instagram page:sadataka00)

In questo capitolo d’arte dei musicisti aulici vi mostro il talento di Edoardo Ponticelli che ha condotto la sua vita finora istruendo se stesso e gli altri all’uso dell’Handpan in giro per il mondo. Ha concentrato la sua esistenza intorno al suo Essere musicale, ossia l’Handpan.

In che modo ti sei avvicinato a questo strumento?
Sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questo strumento intorno al 2011, grazie ad un progetto di musica psichedelica che ho sempre seguito ( shpongle ). Nel 2014, dopo anni di ammirazione e ricerca, sono riuscito ad acquistarne uno da un altro musicista nella mia città ( Perugia ) e da quel momento è iniziata una fusione con questo strano ed affascinante strumento.

Cos’e’ l’Hang Drum? Che differenza esiste tra l’Hang Drum e l’Handpan?
Nasce con il nome di Hang drum in Svizzera all’inizio del nuovo millennio. Hang è una parola del dialetto svizzero/tedesco che significa mano. Con il nome di hang drum si fa riferimento non allo strumento in generale, ma a quello costruito dall’azienda Svizzera PanArt, la quale tiene molto ai propri brevetti, tanto da avviare diverse azioni legali “contro” altri costruttori..
Per questo motivo, la grande comunità creatasi intorno a questo strumento, la ha battezzato con due nomi: Handpan o Pantam.
Si parte da lastre di metallo molto sottili (1mm solitamente), le quali vengono modellate a forma di cupola sulle quali si andranno a fare le diverse lavorazioni (trattamenti termici, accordatura ed altro) per poi essere incollate l’una sull’altra.. è un lavoro molto affascinante e che richiede molte conoscenze.
Ci sono quasi 1000 “makers” riconosciuti nel mondo e posso sbilanciarmi dicendo che nella top20 in termini di qualità almeno 3/4 sono in Italia!
Un handpan può avere un numero diverso di note e accordature, quest’ultima non potrà essere modificata, perciò un re minore rimarrà sempre un re minore per intenderci.

Hai una preferenza tra i due strumenti?
Sarò per sempre grato a PanArt per lo sviluppo di questo strumento, ma ad oggi la qualità ha fatto dei passi da gigante rispetto all’hang. Perciò per rispondere direi che preferisco un Handpan

L’accordatura aurea. Quali riflessioni possiamo fare in merito?
È un discorso molto ampio ed interessante. Personalmente ho sperimentato gli effetti di sessioni di biosonologia con battimenti bineurali e posso affermare con certezza di quanto potentemente possano influenzarci le onde sonore.
Detto questo, rispetto all’accordatura aurea (di cui non sono assolutamente un esperto) mi sento di dire di non aver notato grandi differenze nel suonare strumenti a 432hz o ascoltando musica accordata a quella frequenza. Credo fortemente che la credenza di ognuno influenzi molto l’esperienza ma credo maggiormente nel potere della musica e delle onde sonore. Perciò sono convinto che bagni di suono con più frequenze, terapie musicali e altri tipi di trattamento saranno sempre efficaci a prescindere dalle frequenze utilizzate. Questo non per dire che 432hz non sia una frequenza speciale rispetto ad altre, ma che molte altre frequenze possono avere effetti benefici.
Sappiamo ancora molto poco riguardo a questi argomenti e sono certo che questo strumento possa aiutarci a proseguire su questo percorso di evoluzione.

Preferisci suonare da solo o accompagnato da altri strumenti che si acconrdino ad esso?
Adoro entrambe le cose perché sono esperienze differenti.
Suonare da solo è libertà.
Suonare con gli altri è felicità.
Sono entrambe esperienze molto importanti per un musicista, attraverso le quali si matura e si acquisisce un identità musicale.
Personalmente preferisco suonare con altri perché si possono costruire mondi ancora più incredibili e provare a trasmettere emozioni ancora più grandi di quando si è soli.

Vi è un posto in cui preferisci suonare?
Mi piace trovare sempre nuovi posti nella natura in cui suonare.

Quando preferisci suonarlo?
È una domanda a cui non so rispondere.. lo suono molto ogni giorno sia per piacere che per lavoro.

Esiste un metodo per suonarlo o è puro istinto dell’artista?
Questo è uno strumento che chiunque può approcciare facilmente. Detto questo, nel corso dei suoi primi 20 anni di storia, sono state sviluppate tecniche e stili, i primi grandi artisti hanno iniziato a produrre grandi progetti ed ora si possono trovare insegnanti abbastanza semplicemente rispetto a quando ho iniziato io per esempio. Quindi esistono metodi, ma come per qualunque altro strumento “sta poi all’artista”.

Natura e Musica. Quali connessioni vi sono?
La natura è musicale, la musica ci sembra naturale… anche qui un discorso per un libro intero. Ci sono per esempio determinati tipi di musica che favoriscono lo sviluppo e la crescita delle piante (per esempio la musica classica indiana).
Le connessioni sono infinite.

Lo sleeping concert “Edan project”: un progetto importante a cui hai dato vita. Puoi raccontarci quest’esperienza?
In realtà lo sleeping concert è un evento organizzato da Wakeup! Movement Italia, quello avvenuto all’imbarchino lo scorso settembre era già il secondo a cui partecipavo (il primo fatto a dicembre sempre a Torino durante un convegno sulle sostanze psichedeliche) e ce ne saranno altri. È un idea nata negli anni 70 in cui l’ascoltatore viene cullato da ambienti musicali per tutta la notte condita da meditazioni ed altre attività.
Edan project è un progetto musicale nato recentemente insieme a Daniele Rebaudo (musicista ed insegnate di musica di Sanremo, diplomato in pianoforte e percussioni classiche). È un duo sperimentale al quale stiamo ancora dando forma, ma abbiamo già avuto il piacere di esordire live lo scorso agosto allo Zoom di Cumiana.

L’Hanpan è lo strumento che per eccellenza incide sull’armonia dell’ascoltatore allietandola. Ma tu cosa provi da musicista mentre lo suoni?
Ogni volta è un esperienza.. a volte scarico emozioni, a volte le elaboro, a volte entro in mondi mentali molto lontani.. insomma un vero e proprio viaggio.

Handpan e musicista. L’uno il riflesso dell’altro?
Ogni musicista si fonde con il proprio strumento… si diventa una cosa sola.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di eclissarsi attraverso il virtuosismo e la padronanza per divenire noi stessi strumenti di tramite per emozioni trascendentali.

Raccontaci chi è Edoardo. Chi c’e’ dietro il musicista?
Sono un semplice ragazzo di 27 anni di Perugia diplomato al liceo classico, frequentavo l’università di psicologia ma poi decisi di mollare tutto per viaggiare con zaino e strumento in spalla, affamato di esperienze e musica. Arrivai a comprare un Camper per rendere più comodi gli spostamenti, ho partecipato a festival in Europa , fatto l’artista di strada, vissuto un anno in India, fondato un azienda di equipaggiamento audio relativo all’handpan (Nadabrahma Handpan di cui non faccio più parte da inizio 2020 ) e tante tantissime esperienze ed incontri che continuano tutt’ora ad arricchirmi.

Cos’è per te la musica?
La musica è una forma di linguaggio talmente elevato che non conosce ostacoli.. i suoi poteri sono incommensurabili.
Ad oggi per me rimane ancora un meraviglioso mistero.

E la felicità?
Una scelta ed un percorso fatto di coraggio e realizzazione condito di persone meravigliose.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Per il futuro con Edan abbiamo in mente vari festival (Covid permettendo) e sperimentazioni sonore.
Io personalmente punto a trasferirmi quanto prima a Berlino, dove poter lavorare ancora più intensamente e crescere ulteriormente come artista. Ma il vero progetto è extreuropeo..

Edoardo ponticelli
Nato a Perugia il 13/12/1993
Instagram: il_ponte_handpanmusic

L’arte va mostrata,
non spiegata.

Harley Tokyo

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