GAETANO FARRUGGIA

La vita in cucina

e

tra le mani di una Mamma

Per chi è nato in un’isola il sapore della propria terra lo deve sentire in ogni suo gusto. Questa mia asserzione la capisci senza dubbio quando senti la fierezza dell’appartenenza alla tradizione popolare e al loco natio. Stavolta Arte in Cucina ci trasporta nella maestosa Sicilia che con i suoi colori e sapori ci fa sempre immaginare le sue bellezze.

Gaetano Farruggia è di sicuro tra coloro che possiamo definire nati Chef con le vie maestre impartite da colei che la tradizione la incorpora e la tramanda ai fini conoscitivi e territoriali, la sua mamma. Sin da piccolo si appropria delle maestranze culinarie materne per curiosità da principio, per poi svilupparle e farle proprie nel corso della sua carriera futura.

Inutile dire quanto la cucina abbia contato nella famiglia Farruggia, che simboleggia non solo una forte propensione culturale e culinaria, ma l’intelligenza di supportare le scelte intraprese dal figlio seguace delle arti proprie delle mani materne. L’ingegno dimostrato nella preparazione dei piatti lo dimostra, accompagnato dal lungo studio formativo fatto dallo Chef sia in Italia che all’estero. L’esperienza a Sidney, ad Amsterdam, Malta ha sicuramente istruito il cuoco all’attitudine mentale e fisica in cucina, portandolo a conoscenza di un mondo fatto di orari, piatti, combinazioni e colori nei piatti nuovi.

Ciò che però lo contraddistingue è senz’altro il rispetto, simbolo madre della sua cucina ideale in cui la collaborazione si allea alla conoscenza tecnica con la specialità della tradizione. Il rispetto, però, non lo si acquisisce senza una guida originaria che ad esso ti forma e che, nel caso del Farruggia, si rivela essere il nido originario, fatto di tradizione e cultura popolare siciliana.

Tutto il suo percorso è stato contrassegnato dalla passione, intraprendenza e giovialità perseguito sempre con il primo obiettivo di creare una professione seria e dedita alla felicità del palato.

Gaetano ama la sua cucina. Lo si denota da ogni minima sfaccettatura del suo lavoro: dalla creazione del piatto, alla sua combinazione di colori e gusto fino alla sua presentazione. Inoltre, con grande amore per la sua terra cerca sempre di far conoscere i gusti tipici e ben definiti di un popolo amante della vita e del buon cibo, tanto da portarlo in giro per il mondo dagli albori dei tempi. In questo lo Chef si rivede: una grande passione per la conoscenza unita alla cultura d’origine tra i fornelli.

La sua costanza e perseveranza nel conoscere lo ha portato a viaggiare, conoscere il mondo e la cucina d’altri luoghi, lavorare in ristoranti stellati dove ha fatto stages fino a far lezioni private di cucina a Roma.

Leggendo l’intervista di questo appassionato, grintoso e determinato chef ci si può rendere conto, leggendo tra le righe, che per quanto un passato possa essere forte se si ha una famiglia alle spalle pronta a sostenerci si cresce più forti e decisi che mai.

ARTE IN CUCINA PRESENTA:

LO CHEF GAETANO FARRUGGIA

L’INTERVISTA

Benvenuto su Arte in cucina Gaetano, è un piacere intervistarti. Innanzitutto torniamo un attimo indietro nel tuo tempo… Quando hai deciso di diventare chef?

Ottima domanda! Hai detto bene, per raccontarti come ho deciso di diventare chef dobbiamo tornare tanto indietro nel tempo, forse anche prima di me. Vengo da una famiglia siciliana e numerosa, tanto numerosa, strettamente legata alla tradizione e alla pura e vera cucina. Come tutti i siciliani in fondo.. Nonni maestri della terra e nonne maghe della cucina! Cugini pizzaioli e panettieri, e Mamma.. lei è tutto ciò che so, lei è stata la mia vera e propria insegnante, ma non solo la tecnica, soprattutto il sapore, il gusto e il giusto abbinamento di ogni singolo ingrediente! Entrai in cucina a soli 14 anni, dopo di che la mia curiosità  fece il resto! Per me adesso essere  Chef non significa solo lavoro, ma casa, famiglia e ricordi che vanno oltre uno stipendio.

Quale è stata la tua formazione alla cucina?

A parte Mamma, ho frequentato l’Istituto professionale dei servizi ristorativi di Agrigento, e l’Università di Business e Marketing a Sidney. Ho conseguito corsi di pasticceria e di agriturismo, successivamente ho partecipato a banchetti e ho fatto stage in hotel anche una stella Michelin. A Roma ero insegnante privato di cucina!

La cucina ai tempi nostri: cosa manca e cosa invece sta migliorando?

Posso dirti che da quando ho iniziato io la cucina è cambiata tantissimo. Prima lo Chef non era stimato nè ricercato come adesso, in tanti cercano rifugio nella cucina e per altri è solo lavoro, senza una passione, ciò vuol dire che a volte e in alcuni posti il diploma è solo un pezzo di carta. Oggi siamo arrivati in quel periodo dove tutti anche chi ha poca esperienza si sente Chef già sicuro di se! Quello che so e che dopo 12 Natali persi ed estati sfumate, ancora adesso ti dico che dietro la parola Chef c’è tanto da imparare, con tanta dedizione e sacrificio! C’è da dire anche che ci sono ragazzi di 23\24 anni che sono Maestri! Questo è un mestiere in crescita e che apre tante opportunità ma solo a chi davvero stima e rispetta questa dura vita! Grazie a esso io ho girato parte del mondo e mi ha reso ciò che sono! Carattere forte e sicuro di se! Ma anche umile e tanto paziente!

Quali piatti prediligi realizzare?

Da buon siciliano prediligo quasi sempre rincorrere la tradizione e dare a tutti l’opportunità di assaggiare un piatto della mia terra, ma le mie esperienze all’estero mi hanno aperto gli occhi a un nuovo mondo, a una cucina contemporanea, dove s’incontrano tradizioni diverse e soprattutto ingredienti che prima era difficile trovare nel nostro mercato. Quindi propongo una cucina alla ricerca del buon gusto e alla scoperta di nuovi sapori con piatti dal carattere unico, dove tecnica, ingrediente e tradizione stuzzicano ancora il piacere dello stupirsi!

 Quali esperienze hanno caratterizzato maggiormente la tua carriera nel mondo della ristorazione?

Iniziamo dalla Sicilia, come ti ho detto a  14 anni ho iniziato a lavorare per la prima volta in vari ristoranti della costa di Agrigento. Dopo 3 anni assidui in cucina, un po’ insicuro e spaventato da questo mondo, decisi d’imparare un mestiere nuovo.. il coffee maker! Se ci pensi… due mondi opposti… in uno le uniche persone che vedi tutto il giorno sono i tuoi colleghi,  posto ideale per la mia timidezza; nell’altro invece  sei a contatto diretto con il cliente e non smetti mai di conoscere persone nuove dandoti la possibilità di alleggerire la dura routine del mondo della ristorazione! Con il passare degli anni sentivo la forte esigenza di evadere, di scoprire cosa ci fosse al di fuori di casa.. Così con coraggio e curiosità decisi di trasferirmi in Australia esattamente a Sidney, un mondo completamente diverso dal mio, vita opposta in tutti i sensi. Avendo  19 anni in quel periodo, ancora non ero sicuro di me, non sapevo se ero pronto a lasciare tutti e tutto ciò che mi legava alla mia terra! I primi 3 mesi come ogni esperienza sono i più belli, perché gli occhi non conoscono niente di quel posto, ti senti diverso, energico, felice, indipendente ma nello stesso tempo prendi una decisione, scegli di essere uomo, di cavartela da solo, di combattere le paure e vivere senza il contatto di chi ti ama, senza un piatto pronto a tavola, quel piatto che ogni pranzo e ogni cena ti riunisce nel bene o nel male! È difficile soprattutto in un posto dove ci vogliono 24 ore di aereo per tornare a casa! Ma è cosi che si costruisce un carattere e si superano le proprie paure, perché senza esse non esiste coraggio! Cosi armato di curriculum il terzo giorno trovai lavoro in un ristorante incredibile… prettamente napoletano ma che lasciava spazio a nuove idee. Ristorante che fu casa mia, un riparo. Fu in quel preciso periodo che incontrai qualcuno che stravolse completamente ogni mio piano e modo di vedere i miei piatti! Dopo 6 mesi intensi diventai sous chef e capo partita dei primi. Dopo 1 anno ero Chef di tutta la cucina! E nello stesso tempo mi ero anche innamorato! Il secondo anno credevo di essere pronto ad aprire qualcosa di mio.. e ci riuscii, Mama rosys a Newtown decisamente cucina tradizionale siciliana.. ma con tutto che a 21 anni ero titolare e Chef del mio ristorate. Il terzo anno il cuore e l’amore mi portarono ad Amsterdam , dove affinai le mie tecniche e in Italia, esattamente a Roma, città che racchiude un mix perfetto di arte e cucina, piatti ricchi e poveri , segnando con decisione la mia carriera! Ma si sa non tutte le storie hanno un lieto fine, la mia sfumò, e con lei tutto ciò che avevo costruito.. L’unica cosa che mi rimaneva era tanta esperienza e la cucina! Adesso mi trovo a Malta da un anno!

Cosa rappresenta il cibo per te?

Il cibo per me rappresenta una parte importante, tanto da esserne affascinato e anche ossessionato! Cibo e cucina sono tutto ciò che mi stacca dalla vita reale e da ogni mio pensiero! Immagina la tua vita senza carta, libri, penne, siti web, giornali e tutto ciò che ti da la possibilità di esprimerti! Ecco, io proverei la stessa cosa!

Come rappresenteresti la società d’oggi con un piatto?

Rappresenterei un piatto povero all’apparenza, che sta soffrendo per raggiungere l obbiettivo , ma che  allo stesso tempo, piano piano e  con tanta pazienza vedrà la luce. Di conseguenza quel piatto che sembrava povero esploderà di colori e sapori!

Quali le maggiori avversità nell’essere chef? Soprattutto ai tempi del Covid 19…

Tanti chef , pochi ristoranti ancora aperti e che assumono! Ma è adesso che ogni singolo giovane deve investire nel proprio futuro! Ed è adesso che il mondo ha bisogno di noi!

Qual è la tua cucina ideale? Intesa essa come brigata e come creazione culinaria?

La cucina ideale per me è quella che dà spazio a tutti di esprimere le proprie emozioni! Una brigata che si fida l’uno dell’altro e che si rispetta e aiuta! Una cucina che riesce sempre a farti provare l’emozione e adrenalina di un nuovo piatto. Creando una cucina accessibile a tutti con prodotti freschi e di origine garantita!

Quanto conta per te l’emozione nella riuscita di un piatto? O prevale la tecnica?

Io sono del parere che grazie alla tecnica di ogni singolo chef ci sarà la riuscita del piatto!  L’emozione in generale è bella sempre e comunque!

Raccontaci di te se vuoi…chi c’è dietro lo chef ?

Dietro lo chef troverai Gaetano Farruggia, 27 anni, Siciliano. Vecchia scuola, legato alla propria famiglia, e a gli amici!  Sono una persona introversa, timida, sveglia, intraprendente, dolce ed estremamente protettiva. Difficile che mi svegli con di brutto umore, amante del sole, del caldo e del buon cibo. Sono cresciuto nel rispetto e amore! Ma come tutti a volte dobbiamo confrontarci con noi stessi e lottare contro ciò che ci distingue da ogni essere umano! I difetti.. che in parte ci aiutano, in parte ci distruggono, ad esempio essere troppo istintivo, testa troppo calda, troppo serio con gli altri e con se stesso e geloso di ciò che amo.  Ma con gli anni e l’esperienza ho imparato a controllare ogni singolo difetto, modificandoli in forza e pazienza! Non ti nego ho un passato forte: cresciuto da un’ottima famiglia che mi ha educato sempre a essere una persona migliore, ma in alcuni posti è in strada che ti fai valere e ti fai un nome! A 19 la mia vita cambiò completamente, la mia prima esperienza in assoluto mise la firma a ciò che sono adesso! Un ragazzo maturo, che sa ciò che vuole, che non da spazio a sentimenti ed emozioni inutili, che si fa valere e spera sempre in un mondo migliore!

E, di contro, cosa significa esserlo?

Chef significa carattere, serietà, puntualità, sacrificio, amore e rispetto verso tutti e tutto!!

Dedico….

Dedico tutto a mia madre che è amore e sensibilità; a mio padre che mi ha sempre protetto; a mia sorella che è stata ed è la mia migliore amica e al piccolo Gabriele che è la speranza per un mondo diverso! E poi a tutti i miei amici, fratelli e compagni che hanno sempre creduto in me! Da ogni parte del mondo!

Per Ogni chef la ricetta segreta sta nel proprio cuore.

Gaetano Farrugia

INSTAGRAM PAGE: gaetanofarruggiachef

E… Per rispondere al tuo quesito…Gaetano…No! Non riuscirei a vivere senza la mia scrittura, il mio blog e la possibilità di far vivere nei libri che creo le vostre storie e i miei personaggi, le mie idee…Grazie pubblicamente per avermi rivolto indirettamente questa domanda in una tua risposta perché è tra le più sensibili che abbia mai ricevuto.

Ti risponderò a mio modo …

“Si può esistere senza l’arte, ma senza di essa non si può vivere”

O.Wilde

Harley Tokyo

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