LINA IULIANO

La moda sentimentale

La moda dovrebbe essere una forma di evasione non una prigionia”- Alexander McQueen

Gli occhi non mentono mai.

Lo si vede dagli occhi cosa l’anima ricerchi.

Gli occhi sono i portatori dell’interiorità esternata e dipende tutto dalla loro intensità comunicativa.

Gli occhi vedono la bellezza del vissuto di un individuo che maschera la sua per riflettere la proiezione di sé.

Gli occhi ripercorrono il tragitto di vita che introduce la persona alla conoscenza di sé.

Gli occhi sono il primo mezzo d’eloquenza fluente che detiene la verità intima dello scrutatore.

Gli occhi raccontano di ciò che tacci per custodia dell’onore proprio.

Comunicano ciò che le parole non esprimono.

Gli occhi ti conducono dentro lo spirito leggendone le sensazioni.

Gli occhi vedono al di là delle parole gli stessi con cui Lina Iuliano leggeva me esternando sé.

Due contrapposte personalità racchiuse in un’unica persona per mezzo degli occhi. Il nostro discorso parlato prescinde da quello empatico visivo. È stato come se ci stessimo parlando in due modi paralleli. Mentre le parole scorrevano in modo naturale, i nostri occhi leggevano ciò che spaventa più mostrare, almeno per me. Un riscontro inaspettato poiché quando decidi di parlare dell’arte altrui prescindi dal tuo personale per permettere a chi hai davanti di lasciarsi e permettersi la libertà d’esprimersi, facendo cadere quel muro di giudizio e diffidenza che non deve esistere tra anime complementari.

Gli occhi, dunque, ci permisero di comunicare in modo uniforme seppur secondario al nostro dire parlato. Fu così con Lina, un riscontro d’impatto emotivamente forte ma emozionante e istruttivo al contempo. Nel discorrere, infatti, Lina ebbe l’inconsapevole capacità di mostrarmi la positività del mondo social-virtuale che io guardo sempre con radicata contrarietà. Ferma nella sua mentalità aperta è riuscita a svelare come i nuovi metodi interattivi possano a oggi costituir un gran modo d’affermazione di ciò in cui credi. Un’esposizione così diretta della tua passione, le permette di accrescere di attendibilità secondo quanto tu possa considerarla valida e renderla alla portata di tutti.

Non considero i social media così negativi, in quanto ne traggo solo il lato positivo. Con essi puoi permettere alla tua passione di farsi conoscere, di affermarsi e prender vita a sé. Prima non avevamo questa possibilità ma ora Instagram in special modo, dà spazio a chi crede in qualcosa. Ci dà l’opportunità di parlare e poter essere ascoltati.”

La passione è la vera componente strutturale dell’artista. Credo che ciascuno di essi non potrebbe esistere senza la sua naturale predisposizione verso una sfaccettatura artistica. Pensate dunque se si trattasse di vestire l’anima delle persone, per mezzo della stoffa ridefinita dal sentimento che Lina dà alla moda.

A me piace tutto nel mio campo, non riesco a escludere qualcosa seppur sono portata alla comunicazione perciò apprezzo i social media nella loro capacità di dar spazio alla creatività altrui. Per me sono un ottimo strumento comunicativo se li si dà il giusto valore strumentale e si usano a fini positivi per mostrare ciò in cui credi.”

E Lina crede nella potenza emotiva della moda che a oggi “ha raggiunto la strada”. Essa è riuscita a diffondersi tra la gente uniformandosi a essa al fine d’uguagliare il canone di bellezza esteriore ai profili d’intimo spessore. Questa è la contrapposta prospettiva da cui si guarda al mondo della moda da sempre. La stessa che Lina mira ad abbattere rivolgendo la sua estrema empatia a un mondo che per natura d’intenti è rivolto a curare l’immagine. La creatività dell’aspirante fashion designer composta sempre la necessità di colmare le sue creazioni di significato emotivo. Quando le sue mani ritagliano l’abito diventano le parole delle persone che l’hanno colpita. Ne è una prova il progetto di tesi presso l’Accademia di Moda di Napoli, rivolto alla creazione di una sua collezione in base a una storia di vita raccontatale per via mediatica ma privata e nel rispetto della privacy. Ecco la concreta empatia di Lina che richiede di creare a una collezione d’abiti che possa vestire l’anima delle persone. Infatti, l’artista è nata per dare sostanza alla creatività nella moda, sempre alla ricerca contenutistica dell’immagine. Lei necessita sempre di ideare un’icona di bellezza che possa meritare d’essere definita come la figura d’ispirazione delle persone senza sviarle o lederne l’interiorità emotiva perché magari non corrispondenti a quei canoni imposti.

Devo dare una storia ai miei abiti. Voglio riuscire a creare una reazione perché dà sentimento alla moda e se qualcosa non mi trasmette emozione, non riesco a creare niente. La creazione di un abito è un progetto. Non mi piace avere l’ispirazione limitata all’abbinamento dei colori, ma amo creare cose nuove mettendomi sempre alla prova con qualcosa che non ho ancora fatto.”

Quindi Lina fa coincidere il contenuto alla sostanza, rivoluzionando le leggi dell’estetica imposte dalle origini del mondo della bellezza. Essa porta sempre con sé una riflessione sulla contrapposizione tra immagine e sentimento che prende forma nelle parole dell’artista quando pensa al concetto stesso… “La vera bellezza è di chi ha un vissuto. È proprio quella che ha accresciuto l’anima di qualcuno in quanto ad un certo punto devi saper dire qualcosa. Le persone vuote lasciano il tempo che trovano.”

Il pensiero di Lina mi riconduce dunque alla riconsiderazione dello stesso tipo prefissato che conduce a uno svilimento della personalità a vantaggio della bellezza iconizzata. È questa dunque la rivoluzione dell’artista che s’impegna a rappresentare sé nella sua concezione di far moda ossia dar a essa contenuto, valore intellettivo-emozionale. E lo fa in modo semplice ed empatico. Infatti, ella predilige tessuti come l’organza in seta che dà un senso di movimento e trasparenza nonché abiti con strutture particolari che possano attirare l’attenzione all’arte. La predilezione della trasparenza da parte di Lina si riflette negli abiti che crea. In altri termini chi ama la trasparenza nei rapporti interpersonali e nella vita in genere lo riproduce nella sua artisticità.

È fondamentale che venga attirata l’attenzione verso l’arte. Il modo più semplice è quello empatico per vestire l’anima delle genti. Non tutti hanno un’apertura verso l’evoluzione o verso ciò che non conoscono, dunque anche l’occhio stesso che non è abituato a vedere, deve avere il suo tempo per abituarsi. Per questo motivo si provoca per avere una reazione come quando vesti un uomo da donna o viceversa”.

La moda dunque sa essere concettualistica con Lina Iuliano, l’artista che dà sentimento alla moda.

Progetto tesi 2020
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Mi auguro di alzarmi tutti i giorni per fare ciò che amo. La semplicità è la vera bellezza e non bisogna cercare qualcosa in più per forza. Per me è ingiusto dire di non essere felice avendo ciò che ho in primis la mia famiglia. In fondo tutto dipende dall’amore per ciò che fai”.

Gli occhi anche in questo caso non hanno mentito. Hanno parlato d’anima vestita dal sentimento di moda di Lina Iuliano.

Il segreto della bellezza consiste nell’essere interessante; nessun tipo di bellezza può essere attraente senza essere interessante.”-

Christian Dior

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