MARCO ZEDDA


L’artista dell’introspezione musicale

Mi chiedo spesso come sia possibile interloquire con un artista e percepire una tale sintonia da ritenere vi sia una conoscenza pregressa se non in questa in un’altra vita.
Mi chiedo altrettanto spesso come sia possibile per un artista nascere tale e vivere come se non lo fosse.
Cosa sia essenziale per capirsi io non l’ho ancora compreso, ma Marco lo ha ravvisato nella parte di sé più intima quando con la morte del padre ha dovuto interagire con la vita in modo differente seguendo un percorso d’accettazione della vita stessa, di per sé considerata.

“La morte di mio padre farà sempre parte di me e ho capito che le cose accadono e le si deve prendere come arrivano. Inizi ad apprezzare le piccole cose.”

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In questo frangente si staglia la sua introspezione più intima che si esplica nell’esecuzione musicale dell’Handpan.
E’ il 2020 e Marco lo scoprì per caso o perlomeno così appare sempre. Lo suonava un ragazzo con cui lavorava mentre le vibrazioni si libravano nell’aria catturavano il suo istinto e lo racchiudevano nel magico mondo sonoro dello strumento magico. Da ciò ne conseguì la sua apertura mentale a un’ulteriore punto di vista secondo cui guardare l’esistenza terrena e non solo. Infatti, come da me anzidetto la casualità nell’incontro con una percussione siffatta appare leggera e ininfluente come per sua natura etimologica, è. Invece merita sicuramente una più profonda osservazione se correlata alla conoscenza di uno strumento così misterioso.
Risulta un pò strambo il mio pensiero forse, ma quando ti permetti di chiedere all’Universo,vuol dire che sei arrivato a un punto della tua vita in cui necessiti di un bisogno viscerale d’attenzione per un profondo motivo.
L’ingresso nella dimensione dell’Handpan è il mezzo con cui l’Universo ti risponde, facendo confluire l’energia secondo un canale di diffusione che sfocia nel tuo plesso solare e lo sollecita all’azione. Non materiale. Non attiva. Puramente spirituale.

Instagram: _marcoocram_


A ogni richiamo universale vi è una risposta che il più delle volte può apparire incomprensibile. Talvolta passa del tutto inosservata, quindi l’Universo insiste ribadendo la sua replica alle tue domande. Altre volte invece sembrano alquanto casuali gli accadimenti personali che si susseguono nel proprio viaggio personale intorno al mondo.


Ritorniamo dunque al “caso”, che compare più di quanto si possa immaginare. Perché? Come ha potuto introdursi nella vita di Marco uno strumento indice dell’estensione del sé musicale così in maniera repentina, nonché casuale?
Poiché il “caso” talvolta è solo una traccia del proprio destino che si disegna nel nostro progetto predeterminato di conduzione del presente e del futuro. L’Energia Suprema interbiene mascheratat di casualità per indurti a compiere le scelte che devi fare per seguire la tua vera strada. Ecco in cosa consiste la casualità per me, soprattutto se associata all’accordatura “aulica”, ch’essa sia aurea o meno è comunque la vibrazione che conta come Marco ci suggerisce…


E’ la vibrazione a determinare e,incidere nell’aura di ognuno, l’emozione. Essa cambia in base alla frequenza.”

Vibrazione ed emozione.

Richieste universali e caso.

Non sono altro che musica e uomo.

Spirito e corpo.


Ho compreso queste connessioni ultrasensoriali parlando con Marco mentre esplicava la sua visione del mondo e della ragione esistenziale. Il musicista è riuscito a darmi spiegazioni che io non pensavo di ricever mai. Con la sua semplicità e pace interiore, mi ha fatto capire come l’equilibrio tra uomo e mondo lo deve trovare l’essere umano stesso. Non ti verrà offerto da nessuno perciò quando arriva il momento in cui senti la necessità di trovare il tuo spazio dove sentirti a tuo agio e non più fuoriluogo.

Ringraziandolo di ciò vi racconto di lui e della sua scelta di vivere nel veganesimo in totale libertà individuale senza mai imporre a qualcuno il suo stile di vita; vi racconto della ricerca musicale con l’Handpan, strumento con un’unica scala che gli permette di trasmettere ciò che ha dentro; vi racconto della vita in musica e natura che conduce con tale amore per la libertà dal suonare, se non addirittura vivere “scalzo nel mondo.” Nessuna intromissione è ammessa nel contatto con la terra, sia in senso metaforico che concreto.

Vi racconto di lui mentre scrivo così come lui si racconta mentre suona libero a piedi nudi sul prato del parco in cui predilige condividere i momenti sonori.

“L’Handpan è introspettivo e ti permette di suonare ma anche di parlare all’Universo e agli altri di te. La mente è vuota e riesce a spiegarsi meglio per mezzo dello strumento grazie al quale impari a star da solo. Io amo star fuori dalla massa.”

  • Marco cos’è per te l’Handpan?
  • E’ il mattino appena mi sveglio e mi prendo il caffé.

Le sue metafore sono sempre portatrici di riflessione interiore. Sappiate farne tesoro una volta letto l’artista dell’introspezione musicale.

Harley Tokyo

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