MARINA COGOTTI


La pittura è una poesia che si vede
e si non si sente;
la poesia è una pittura che
si sente e non si vede.
(L.Da Vinci)

Il tocco angelico della pittura

Se solo vi fosse un unico modo per parlare della pittura lo farei sicuramente in maniera poetica senza perdersi nella vista o nel silenzio emozionale da essa derivante. Con essa si può interloquire consapevolmente con i massimi livelli artistici, anche se non si è esperti d’arte in senso tecnico. La poesia permette la lettura migliore che possa concedere una composizione di colori e anima.


Mi piace ricordare uno dei più grandi e ingegnosi pilastri dell’arte italiana, di cui ne ha rappresentato le radici, ovverosia Leonardo Da Vinci che considerava la poesia come una pittura che si sente, ma non si vede. In senso interpretativo inteso, questo, è il concetto esemplificativo dell’arte di Marina Cogotti.
Se una poesia potesse essere raccontata con la sua arte penso che lo farebbe così, proprio con lo sguardo di una madre, che parla più di un eloquente discorso.


Io, parlerei più di una sincronizzazione d’anima e colori, raccolti nelle pennellate dell’artista, talmente umile da non sentirsi neanche qualificabile come tale…


Umilmente faccio sempre un passo indietro di fronte a questa parola così grande… Artista è colui che riesce con le sue opere a suscitare emozioni nell’osservatore, qualunque forma d’ arte essa sia.


Credo, invece, che l’esposizione pittorica dell’animo altrui è l’altisonante riflesso dell’essere un artista. Marina possiede un’onorabile dote di raffigurazione d’arte con il tocco di un angelo che sfiora la tua spalla nei momenti più ardui del vivere. Non trovo altro termine per significare la sua arte, se non quella sensibile metafora di un “tocco angelico”.


L’osservazione della sua capacità anzidetta si associa all’emotività incontenibile susseguente, che il più delle volte conduce al silenzio rispettoso di una pittura così eloquente. La pittrice si pone a riguardo delle sue opere, con sentita delicatezza, quasi a decisione fatta di non imporla sul panorama artistico odierno, ma sia esso stesso a reclamarle.

Basta sforzarsi di “vedere” oltre e non limitarsi solo a guardare. Un’opera può essere bella o meno bella, a me può emozionarmi e comunicarmi qualcosa, mentre ad altri può non trasmettere niente. Dipende dallo stato d’animo che si ha in quel momento…


Ella, dunque, non impone una qualsivoglia delineazione d’emotività nei suoi riquadri, ma come un tocco d’angelo delicato e raro li pone sotto lo scrutare altrui, da cui erge l’evocazione emozionale, inequivocabile espressione di recettività al mondo dell’arte.
Come il tocco sensoriale ultraterreno si pone sulla tua aurea laddove sia offuscata e fiacca, la pittura di Marina accarezza l’anima con la stessa gentilezza e ti lascia senza fiato.


Il massimo esempio da mostrarvi per una tale esplicazione metaforica è ravvisabile nell’opera “Ti guido” della pittrice, che suppongo non abbia bisogno di ulteriori presentazioni. Basta osservarlo per capire, o meglio sentire.

Ti guido
di
M.Cogotti

Vi state chiedendo cosa, in questo preciso istante?
Come potervi rispondere diversamente da ciò che ho percepito dal primo momento in cui l’ho osservato?

Sentirete il tocco delle sue pennellate nel petto.
Il tocco angelico dell’arte di Marina Cogotti.

Vi è un linguaggio che va oltre le parole.

Lo si può sentire

aprendo gli occhi e il cuore,

dopo aver spento l’udito.


È il linguaggio dell’arte.


Harley Tokyo


La pittura proviene da un luogo dove le parole non si possono esprimere Gao Xingjian.

MARINA COGOTTI

QUANDO È INIZIATO L’AMORE PER L’ARTE?
Penso sin dall’infanzia. Ricordo che già da piccola disegnavo su ogni supporto che trovavo, sia tela, legno, muro. Tempo fa a riguardo, la mia maestra delle elementari mi ha ricordato (io non lo ricordavo) che i miei regali per lei erano dei semplici disegni su pezzi di stoffa bianca.


L’ARTE: MAGIA O REALTÀ? VISTE LE DIFFICOLTÀ SOCIALE SI PUÒ VIVERE D’ESSA AL GIORNO D’OGGI?

Ne hanno bisogno entrambe, è una fusione tra le due, non avrebbe lo stesso senso e valore escludendone una.
Penso che la difficoltà a vivere di essa al giorno d’oggi, lo sia stata già nei tempi passati.
Ci sforziamo di farla vivere, nutrendola e arricchendoci di essa.


COSA SIGNIFICA ESSERE ARTISTI PER TE?

Che parola grossa! Io stessa non mi reputo tale, umilmente faccio sempre un passo indietro di fronte a questa parola così grande… Artista è colui che riesce con le sue opere a suscitare emozioni nell’osservatore, qualunque forma di arte essa sia.


CHE MESSAGGIO VUOI TRASMETTERE ATTRAVERSO LE TUE OPERE? TRA QUESTI SUSSISTE UNO CHE VUOI TRASMETTERE IN MANIERA PARTICOLARE. SE SI, PERCHÉ?

Amore – vita, perché è tutto questo che ruota intorno a noi.
Ho eseguito “ti guido” (perché nel vedere quella foto ho voluto riprodurla) mi ha suscitato immense emozioni incredibili. Lì ho visto l’incertezza della vita, il sostegno, il passato ed il futuro, la morte e la rinascita…
Poi c’è il rittrato di mia mamma: è lì che mi soffermo e mi perdo in quegli occhi pieni d’amore. È tutto questo che vorrei riuscire a trasmettere con i miei dipinti, le parole a volte restano mute, i colori illuminano, vibrano, trasmettono energia.

LA PITTURA È UN MONDO DA SCOPRIRE, CI INTRODUCI DENTRO? COME È E COME POTERSI SCOPRIRE PITTORE,?
Non c’è bisogno di introdurre dentro qualcuno, lo viviamo quotidianamente, sono le cose semplici che ti portano a dipingere, un incentivo in più ce lo dà la natura con i suoi mille colori, un viso, il mare, un tramonto… Basta sforzarsi di “vedere” oltre e non limitarsi solo a guardare.


QUALI TECNICHE AMI USARE?

Ho cercato di sperimentare un po’ di tutto, cercando di trovare la mia “strada” la grafite, olio, Puntinismo, tecnica mista, matite colorate… Da circa un anno e mezzo sto sperimentando il pastello, mi si sono aperti nuovi orizzonti.


L’OLIO SU TELA RAPPRESENTANTE IL QUADRO DI QUALCHE LIBRO, UNA CANDELA POSTA SU UN CANDELABRO E UN FIORE, È UN’OPERA DIRETTA, SCHIETTA A LIVELLO COMUNICATIVO E MOLTO SIMBOLICA PER ALCUNI OCCHI CHE LA OSSERVANO, COME I MIEI AD ESEMPIO. QUANDO LO HAI REALIZZATO AVRESTI MAI PENSATO DI SUSCITARE QUESTA SENSAZIONE?
No, anche perché non è stata una mia creazione, mi è stato commissionato con il desiderio che la tela avesse determinati elementi, ho quindi tolto e aggiunto, stravolto la foto naturale formando una nuova composizione senza sapere il “vissuto” dell’interessata che alla vista del dipinto ultimato ha esclamato con emozione “non potevi fare meglio, li c’è tutto il mio vissuto”. E non sapendo dargli un titolo gliel’ ho suggerito io. Mi ha detto “hai visto tutto, hai letto la mia vita e trasferita nella tela”
E quando ti senti dire queste cose, quando riesci a leggere l’ animo delle persone e metterle su tela, ti ripaga tutto il lavoro svolto.


IN MERITO SEMPRE ALL’OLIO SU TELA CITATO, QUANTO PUÒ ESSERE SIMBOLICA LA PITTURA? QUANTA COMUNICAZIONE VI È IN ESSA…
Penso sia soggettiva. Un’opera può essere bella o meno bella, a me può emozionarmi e comunicarmi qualcosa, mentre ad altri può non trasmettere niente. Dipende dallo stato d’animo che si ha in quel momento…

COME DEFINIRESTI LA TUA ARTE?
Non saprei, dò voce a chi osserva.


QUALI SOGGETTI AMI DIPINGERE
?
Non ne ho uno in particolare, come già detto prima, dipingo quello che mi ispira al momento.


PITTURA E POESIA, SEMPRE IN MERITO ALLA COMUNICABILITA’ DELLA PITTURA, COME VEICOLO DI TRASMISSIONE CULTURALE, EMOTIVA E SIMBOLICA, COSA PENSERESTI DI UN ACCOSTAMENTO DELLE TUE OPERE A UNA POESIA PER CIASCUNO? SAREBBE UN ACCOSTAMENTO SUBLIME A MIO AVVISO.

Alcuni poeti lo hanno già fatto, scegliendo alcuni dei miei dipinti per dar loro voce, rendendoli vivi e comunicativi… Un connubio perfetto!


VI È UN’OPERA CHE TI HA RAPITO IL CUORE NELLO SCENARIO DELL’ ARTE? SE SI QUALE?
Più di una… Tra vari artisti che amo, uno è Peter Paul Rubens, ho visto anni fa una mostra a Treviso, una sala dedicata alle sue opere e immersa in mezzo a tanta bellezza non ho saputo dire quale sia stata quella che mi ha rapito di più…. Estasianti tutte.

Opere di Marina Cogotti

Instagram page: cogottimary_pitturiamo

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