MIRKO GUBITOSO

Il Tattoo Artist del verismo artistico.


L’artista del verismo artistico nel mondo del tatuaggio
Il tatuaggio è una delle forme d’arte più cara alla mia personale qualificazione della stessa. L’ho sempre considerato una fonte comunicativa più eloquente della parola, poichè a differenza d’essa rimane per sempre impresso nel tempo.
Quando vidi il talento di Mirko Gubitoso, rimasi esterrefatta poichè riuscì a catturare la mia attenzione d’estimatrice del linguaggio artistico per mezzo dell’inchiostro.


La composizione artistica di Mirko corrisponde in ogni sua opera nell’eloquenza muta che tanto elogio quando si ha molto da dire, ma poche parole da usare per esprimersi. Ho sempre ritenuto il tatuaggio l’arte del parlato sul corpo in grado di scrivere sulla tua pelle la personale storia di ciascuno di noi. E quando a parlare è l’artista Gubitoso, ciò che emerge risulta essere la beatitudine dell’ascolto visivo. Le sue creazioni corrispondono a ciò che si può definire “l’arte disegnata sul corpo”, in virtù della sua abilità a parlare col disegno impresso nella memoria di ogni persona che ha la fortuna di poter usufruire del suo talento.
La riproduzione realistica delle opere di Mirko riflettono la sua passione per l’inchiostro sulla pelle che concede a chiunque sia un’anima simile d’imprimere quel volto, quell’animale specifico o qualsiasi immagine proprio così come è la realtà. Questa è un’emozione rara e credetemi, unica!
Quando rivedi la stessa immagine da te scelta impressa nella tua pelle e sei consapevole del suo significato, nonché del fatto che rimarrà lì per sempre non puoi non sentire l’emozione che ricercavi nella sua riproduzione. E, Mirko regala questa possibilità a chi si rivolge al suo talento con una tale precisione che ti rende difficile distinguere il tattoo dallo stesso realizzato e l’immagine scelta.


Se potessi qualificare la sua capacità di riprodurre la realtà sul corpo altrui, lo definirei come il Verga del tatuaggio che imprime il verismo nella Tattoo Artist. Il movimento letterario impone allo scrittore il compito di riprodurre la realtà in modo oggettivo dando rilievo alla verità senza partecipazione emotiva, né giudizi. Seppur il verismo si basa su una forte base regionalistica è pur sempre ispirato dal positivismo e naturalismo che conducono alla ricerca della verità con metodo scientifico l’uno e alla realtà oggettiva l’altro. Ecco cosa realizza Mirko nel tatuaggio riproducendo oggettivamente la realtà con strumenti assolutamente concreti e rivolti a descrivere in modo oggettivo il reale. Se da un lato il letterato si riferisce al romanzo, il tatuaggio s’identifica con esso e l’artita dall’altro riproduce la realtà disegnata.

Il paragone decade solo per un elemento contrastante riguardante la capacità di Mirko di donare alla realtà tatuata: l’anima.
Viene meno dunque l’impersonalità poiché osservando i lavori del tatuatore è impossibile non rimanere ad ascoltare cosa essi vogliano comunicarci. Questo, solo un artista può farlo.
E, in tal caso si chiama Mirko Gubitoso.

Come è nata la tua passione per i tatuaggi?
La mia passione per i tatuaggi nasce da un viaggio fatto in Spagna dove per la prima volta ho iniettato dell’inchiostro sotto la mia pelle. In quel momento sono rimasto colpito da questa professione e decisi che una volta tornato a Roma,mi sarei iscritto all’Accademia di tatuaggi e piercing.
Che stile fai principalmente e l ‘hai cambiato nel corso del tempo?
Lo stile che mi appartiene è lo stile chicano e il realistico in bianco e nero. Fin dai tempi del liceo artistico amavo fare ritratti a carboncino o a matita. Mi piaceva riprodurre fedelmente un viso attraverso le sfumature.

Il tatuaggio. Un linguaggio o un disegno artistico? O, perché no!, entrambe?
Secondo me il tatuaggio oltre ad essere una forma d’arte perché adorna il nostro corpo è allo stesso tempo un modo più profondo, attraverso cui il cliente esprime le proprie emozioni. Mi capita spesso di progettare un tatuaggio e inserire dei particolari che mi vengono chiesti dal cliente perchè hanno un significato o rappresentano un messaggio che si vuole mandare.

Imprimere nel tempo un disegno sulla pelle. Quali sensazioni ti dà? E quali le responsabilità?
Imprimere un tatuaggio sulla pelle di una persona,ti dà una responsabilità grande. Sei cosciente che non puoi permetterti di sbagliare perchè non si tratta di un disegno dove puoi passare la gomma per cancellare. La soddisfazione più grande è vedere che, se si lavora bene, quel cliente, anche inconsapevolmente ti farà della pubblicità. I tatuaggi sono come quadri, i quali però non resteranno chiusi in una galleria d’arte, ma sono persone che usciranno,andranno in giro per locali, ristoranti, incontreranno altra gente che noterà un tatuaggio nuovo e se quel tatuaggio farà successo, ti porterà altri clienti e altra visibilità.

Pensi vi siano ancora molti pregiudizi sui tatuaggi?
Il mondo sta cambiando e anche i pregiudizi riguardanti i tatuaggi è bello vedere che ormai non è più una rarità tatuare mamma e figlia, anche se la mamma supera i 50 anni. Oppure sempre più spesso capitano clienti che fanno parte di categorie che una volta erano lontane dal mondo dei tatuaggi, come avvocati,militari,poliziotti,medici…non si tratta più di un linguaggio legato solamente al mondo della strada.

Il cliente pentito: ti è mai capitato? Come comportarsi in questi casi?
Mi sono capitati dei clienti che si sono pentiti di aver fatto un tatuaggio,soprattutto se si tratta di tatuaggi fatti tra amici o tra fidanzati, perchè capita che poi queste relazioni prendono delle pieghe inaspettate,ma il tatuaggio una volta fatto ci accompagnerà per tutta la vita.

Vi sono tatuaggi che non ami e non accetti realizzare?
Solitamente non realizzo tatuaggi a sfondo politico,ed evito di occuparmi delle coperture”total black”. Queste ultime,non le faccio perchè personalmente non sono tatuaggi che comprendo, non ci vedo nessuna bravura nel colorare di nero un arto intero o una parte di corpo.

Ti ricordi di quandoo hai tatuato per la prima volta? Cosa hai provato?
Il mio primo tatuaggio l’ho realizzato su una mia ex fidanzata che mi ha dato fiducia e si è prestata a fare da”cavia”…perchè fino ad allora avevo sempre e solo appoggiato l’ago sulla pelle di maiale.Ancora ricordo lo stato d’ansia e l’agitazione che provai quel giorno nel tracciare quelle linee sulla pelle,fu un’esperienza bellissima.

Quale background un vero tatuatore deve costruirsi?
Un vero tatuatore per definirsi tale,deve essere in continua crescita sia mentale che tecnica,trattandosi di un lavoro molto legato alla moda è anche molto mutabile…quello che va di moda oggi,domani potrebbe essere vecchio o risultare scontato. Inoltre c’è una continua evoluzione anche nel mondo del materiale che si usa per tatuare le vecchie e rumorose macchinette sono state sostituite da macchinette silenziose, leggere, con un’estetica molto più elegante…e anche gli aghi e i colori vengono costantemente migliorati per avere dei tatuaggi sempre più precisi e di qualità.
Ritieni che il tatuaggio sia un’espressione d’arte? E perché?
Il tatuaggio è una vera e propria espressione d’arte,cambia solo la superficie su cui si lavora. Invece di dipingere su una tela, noi imprimiamo del colore sotto la pelle, ma credo che si tratti della forma d’arte più importante di questo secolo.

Qualsiasi messaggio, dedica o pensiero che tu vorresti fosse pubblico.
Vorrei ringraziare Veronica per avermi dato la possibilità di esprimere il mio punto di vista e di parlare in prima persona di quello che è a tutti gli effetti il mio mondo: il mondo del tatuaggio.

Foto prese da INSTAGRAM ACCOUNT:

mirko_gubitoso

(MIRKO GUBITOSO INSTAGRAM PAGE)

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