SALVATORE NUZZI


L’arte in una console


Ci sono pochi valori che rendono un uomo tale e penso che Salvatore li ricordi tutti.
Mi è bastato ascoltarlo per percepire che la sua prima caratteristica consiste nel credere in ciò che fa. Ovverosia, vivere la musica.
Penso sia il punto fermo della sua creatività: mettere se stesso nella riproduzione musicale.
Risulta davvero difficile poter comprendere qualcuno senza conoscerlo. Bisogna sentire una connessione tale da andare oltre lo spazio e il tempo. Dimenticarsi momentaneamente di te, per raccontare al mondo esterno, chi egli sia. Questo lo puoi fare quando hai di fronte una persona che il mondo lo ha dentro e necessita solo che venga svelato. Come scoprirlo? Sta in noi la chiave giusta. Dipende da quanto gli permettiamo di sentirsi libero, in modo da dimenticare il “non conoscersi”.
Il primo elemento scatenante la mia curiosità su quanto realizza Salvatore è stato l’entusiasmo, così naturale che mi ha impressionato. Tendenzialmente, quando qualcuno m’impressiona mi zittisco, scruto la persona mentre si esprime e in modo automatico non sento più le fantomatiche parole che servono a tutti per esprimersi. Io comincio ad ascoltare l’anima della persona. Comincio a sentire cosa essa voglia trasmettermi nella sua assidua ricerca di rivelarsi senza far troppo rumore.
L’anima di Salvatore è quella di un giovane emergente della musica che prova a mantenere vivo tutto ciò che di più raro vi è oggi nel mondo in genere e in quello musicale nello specifico. In altri termini, cerca di mantenere in vita cosa va oltre l’apparenza e il concreto. Ossia, la meglio definita essenza dell’essere.
Ecco chi è Salvatore: il giovane sognatore musicale contenutistico. Applica se stesso nella creazione della musica, la quale segue da quando ha percepito quello che in pochi sentono, ossia l’esigenza di creare qualcosa in grado di trasmettere energia alle persone in modo tale da consentirli di sentirsi vive. Perché chiedersi ancora cosa sia l’arte per me, dopo aver compreso tale dote?
L’Arte è creazione, il prodotto di un’attività umana basata sull’acquisizione tecnica. Ma a mio avviso, non è altro che il riflesso di un talento, il quale necessita di sfogo esterno per liberarsi, anzi librarsi lungo le vibrazioni musicali, nel caso di Salvatore. Egli ne è adatto in quanto ha un’energia tale da far confluire in una reciproca interazione, quella propria delle genti che lo ascoltano.
Sembra quasi banale, se non riduttivo, pensare che suonare nelle serate territoriali svoltesi nei luoghi di nascita, sia solo un momento di passaggio della crescita di un individuo. Invece parte tutto da lì.
Fù infatti un cd musicale regalato da un suo caro cugino che gli regalo’ la risposta. Non uso il più appropriato termine input come meglio sarebbe definirlo, perché Salvatore in realtà aveva già dentro sé l’esigenza di sperimentare la creazione o rifacimenti di pezzi musicali. O, a mio modo detto, di cominciare a vivere la sua vita nella musica. Decise dunque d’impegnarsi a capire cosa significasse per lui e capì che una sua primaria esigenza richiamava soddisfazione: dare alle persone e a sé un momento vitale. Così iniziò a percorrere i primi passi verso il suo obiettivo, grazie al supporto della sua famiglia, base fondamentale per l’apprendimento dei suoi valori ispiratori. Ma fu grazie agli amici che cominciò a lavorare nei locali.
Vedete l’amicizia non è altro che quella famiglia parallela che si sceglie per migliorare l’esistenza, seppur non tutti ne sanno apprezzare il significato. Salvatore si differenzia per la naturalezza con cui ha da subito riconosciuto il merito dei suoi primi sostenitori, non dimenticando chi ne ha stimato il talento. La sua spontaneità mi ha sconvolto a tal punto da non credere fosse possibile di aver di fronte un giovane ragazzo che mantiene vivo uno dei cardini esistenziali, attualmente svalutato, ossia il semplice modo di vivere. Egli stesso sostiene che ” ..la semplicità è la chiave di tutto…” ed è questo il modo in cui Salvatore vive la musica che crea.


Proseguì, dunque, la sua formazione con testardaggine e perseveranza, fino ad arrivare ad aprire una propria etichetta produttrice. Dà dunque vita al suo sogno: concretizzare l’emozione con la riproduzione musicale. Nascono i primi pezzi che dipartono in toto dal fattore emotivo e promotore confluente nella scelta di un artista come David Guetta nel 2013/2014 di trasmettere nel suo programma radio, una traccia di Salvatore. L’apice emozionale fu raggiunto in modo così forte da determinare in lui la decisione di condurre la sua vita con la console vicina.
“Pure se non la suono, la sento. Ce l’ho in testa la musica!
La concezione della sua passione e’ d’impronta emotiva poiché concerne la personalizzazione dell’interconnessione energica tra se medesimo e la gente che inconsapevolmente lo nutre. Ma di cosa mai potrà nutrirlo? D’emozione.
“La musica non è nient’altro che la concretizzazione dei sentimenti…”
Così vive chi ha una passione. Ha bisogno di custodirla, coltivarla e trovare il modo più intimo per darle vita. Lo fa con la console, con cui esprime se stesso. E quando parlai con Salvatore percepii la sua semplice capacità di relazionarsi con una realtà complessa dove vali solo se sei qualcuno. Sei apprezzato solo in base a ciò che fai, non a ciò che puoi dare. Nel mio privato mentale è automatico, (quasi dipendente dal rap italiano e non), far vivere Salvatore nelle parole di quegli artisti che mi hanno accompagnata sin dall’adolescenza. Pensai alla musica, appunto, e al bisogno di chi la crea di “passare in radio” in modo da sentirsi “qualcuno”, approvato dalla moltitudine, ma in fin dei conti spaventato dal giudizio più importante: il proprio. Farsi ascoltare da tutti per ascoltarsi. Non è difficile da comprendere, lo è un pò di più da mettere in pratica. Non credete? Del resto, chi sei se non passi in radio?
Ti dicono non sei nessuno
Se poi non passi in radio, in radio
Oggi che sei conosciuto per me sei solo un estraneo
Solo una voce in radio”

(In Radio- Marracash)
Il rapper Marracash riflette su un punto cruciale in uno dei suoi sublimi testi, che una come me porta dentro per comprendere il mondo e il suo posto in esso. Si ha veramente bisogno di “passare in radio” per sentirsi qualcuno?
Ma Salvatore, distinguendosi dalla massa, ha ben chiaro che la musica seppur il suo alter ego, gli serve per sentirsi vivo, ma non per creare se stesso. Chi è, lo impara vivendo. In fondo “se non conosci te stesso che vivi a fare!”
Il suo approccio alla vita sarà pure fresco e genuino in quanto circoscritto all’età, ma sicuramente connesso a una mentalità propria che s’impone su quella sociale, avendo come unico tramite l’autenticità. Egli è riuscito a creare un sogno da perseguire, concretizzando ogni volta l’emozione in musica. Se non è talento questo, ditemi voi cosa esso sia!
…Salvatore, io non sono molto brava con le parole. Faccio sempre danni con esse. Non mi servono per capire, mi bastano gli occhi. Questo è il mio modo di parlare…”
“…Vale tanto! Peccato che parecchie persone non lo capiscano … Si concentrano sulle cose concrete e si perdono il meglio…”

Salvatore Nuzzi, 20 anni.
Un giovane emergente che ha e persegue l’arte di tramutare il sentimento in musica.
Ascoltarlo?…una lezione di vita!

Salvatore Nuzzi

Qual è stato il primo cd che ti regalò tuo cugino?
Il nome del cd è “Just Be” di Tiësto, pubblicato nel 2004.
Le tracce che mi hanno particolarmente affascinato sono state “Traffic” e “Adagio For Strings”.
Quando le ho ascoltate per la prima volta ricordo che ero fortemente stupito e mi chiedevo “ma come si crea musica del genere? che suoni sono questi?”. Così mi sono informato e ho scaricato un programma per la produzione musicale. Quelle tracce per me sono state una scintilla, hanno fatto scattare qualcosa: è cominciato tutto in quel momento.

Come si realizza in pratica il tuo lavoro musicale? Ossia quando decidi di creare come lo realizzi?
Quando apro il software per produrre musica è come trovarsi davanti ad un foglio bianco, ti senti libero e sei tu a decidere da dove iniziare.
Non c’è un ordine specifico e questa è anche la cosa bella. Cerco sempre di essere il più naturale possibile.
La maggior parte delle volte mi capita di cominciare un brano da una melodia che ho in testa (spesso la registro al cellulare per non dimenticarla), da un groove di percussioni, da una voce o semplicemente da un suono che m’ ispira.
Una volta concretizzata l’idea, provo a fare la stesura e l’arrangiamento della traccia. Un processo che mi piace molto perché vai a determinare l’evoluzione di quell’idea nel tempo.
Finita la produzione procedo con il mixing e il mastering del brano, una fase tecnica che permette di finalizzarlo.

Cosa determina in te il desiderio di creare un pezzo?
Per me la musica è una forma di espressione, un linguaggio vero e proprio.
Il desiderio di creare un brano nasce dall’esigenza di voler “concretizzare” tutte quelle emozioni e sensazioni che non riuscirei a spiegare con le parole. Si tratta di descrivere un momento particolare della mia vita attraverso suoni.
Il mio mood influenza le mie produzioni: se in quel momento sono felice è probabile che il risultato sarà una traccia ricca di energia, allegra e movimentata, al contrario, se sono triste molto probabilmente l’idea che uscirà sarà invece più malinconica, calma.
Non mi piace la musica senz’ anima. A chi ascolta deve arrivare qualcosa.

Quali artisti rappresentano una fonte d’ispirazione per te?
Gli artisti che in passato mi hanno ispirato e motivato maggiormente sono stati gli Swedish House Mafia, Avicii, Tiësto, David Guetta, Nicky Romero, Skrillex e Deadmau5.
Ultimamente non ho degli artisti nello specifico che m’ ispirano; mi piace ascoltare di tutto, vivermi quindi la musica a 360 gradi. Può ispirarmi l’ultima hit di Beyoncé come può stimolarmi anche un brano vintage degli anni ’70.
Una cosa che mi ha sempre ispirato è la natura, mi piace chiudere gli occhi e lasciarmi trasportare dalle sue vibrazioni. Nei miei brani, se si ascolta attentamente, si possono notare le onde del mare, la pioggia, il cinguettio degli uccelli e tanti altri suoni che ho campionato. La mia idea è quella di collocare la produzione musicale in un contesto ambientale, stimolando così anche l’immaginazione dell’ascoltatore.

Quali sono i generi o gli artisti che usi più spesso nelle tue riproduzioni?
Mi piace molto spaziare con la musica infatti suono qualsiasi cosa che mi piace, senza alcun limite, ma il genere che più mi rappresenta nei dj set e nella produzione è Tropical/Deep/Tech House.
Suono spesso dischi di Michael Calfan, Spada, Duke Dumont, Oliver Heldens, Watermät, Nora En Pure.

SALVATORE NUZZI SI RACCONTA:
Sono nato a Sant’Agata Dei Goti nel 1999, un piccolo paese della provincia di Benevento.
Mi sono diplomato all’ITIS Giordani di Caserta – specializzazione Informatica.
Subito dopo mi sono iscritto alla Nut Academy di Napoli dove mi sono diplomato al corso EMPRO che comprende le competenze del tecnico del suono, produttore artistico, produttore esecutivo e manager.

SALAVATORE NUZZI racconta:
“Voglio ringraziare la mia famiglia e i miei amici che mi supportano in ogni momento dandomi tanta forza e motivazione, loro sanno quanto tutto questo sia importante per me.
Infine voglio ringraziare te per questa fantastica intervista, è stata una conversazione davvero piacevole. Sono contento ed onorato per questa opportunità che mi hai dato e ti auguro tanta fortuna per il tuo futuro!
Un messaggio per tutti i lettori: fate sempre ciò che vi piace e vi fa star bene, lottate per questo.”

Link per i brani

Junerule, Weisser Quiff & White Trumpet – The Force feat. Fenris

Spotify: https://open.spotify.com/track/1xVlede3yRLD87GrhXbkOQ?si=eeO-wwlZTISCBKCgetGRcw
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=orUrM_8ckfM
Soundcloud: https://soundcloud.com/loudkult/fenris-junerule-weisser-quiff-white-trumpet-the-force

Lordnox feat. Madamarye – Hate You (Junerule Remix)

Spotify: https://open.spotify.com/track/4WjSNfBS0u3QvfE7kJWTd4?si=V4jQHlByTBSbqbEXbRNfuQ
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=-u96QLmU11I
Soundcloud: https://soundcloud.com/junerule/hate-you-junerule-remix

Junerule & Weisser Quiff – Lost Again

Spotify: https://open.spotify.com/track/6RpzB5lxnqKwK1tHuLUVGZ?si=F2appQGsSq67GZfFHDJbwg
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=YlXVXHRSbYA
Soundcloud: https://soundcloud.com/junerule/junerule-weisser-quiff-lost-again

Junerule & Weisser Quiff – I Just Wanna Say

Spotify: https://open.spotify.com/track/6zTfkjNNQKcGfjJa5cKTkq?si=ndaYBM8GSqO-2T3fr6iXTw
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=nCfZk6v8f7M
Soundcloud: https://soundcloud.com/jompamusic/weisser-quiff-junerule-i-just-wanna-say

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