SERENA GAETA

Serena Gaeta

LA FOTOGRAFIA NEI SOGNI

Ognuno di noi trova la sua duplicità in un alter ego figurativo che possa rispecchiare quell’IO che timidamente si affaccia al mondo. Il primo riflesso di te è quello che ti concede la libertà di viverti senza i sospettosi occhi altrui. In tal caso specifico, proprio lo sguardo diventa il mezzo di riconoscimento emotivo, o meglio, ciò che permette di sognare. Quando osservi una fotografia, nell’immediato, ti addentri in un mondo personale impresso nel tempo. Quale estasiante sensazione ci regala la figurazione perpetuata, come più volte l’ho definita! Ci permette di vivere le emozioni attraverso lo sguardo, che a livello personale spero sia il miglior modo per parlare. L’osservazione a mio modo di vivere, rappresenta l’unica percezione del conoscitivo e discorsivo. Questo lo adduco per il semplice fatto che il senso visivo mi ha sempre permesso di comprendere le altrui sembianze scavando nell’interiorità. La fotografia è quell’anello congiuntivo tra mondo interiore ed esteriore che concede attraverso l’osservazione l’enfasi emotiva. Quando guardi una foto, puoi segretamente esplorare le tue innumerevoli sfaccettature intime che trovano luogo nella parte più privata che abbiamo, ossia la nostra mente. Essa consente una reciproca comunicazione espansiva, ma solo con noi stessi. In altri termini, la fotografia parla, sta a noi decidere riguardo il “cosa”. Risulta, dunque, un eterno conflitto quello intercorrente tra l’intento deciso dal fotografo e quello recepito dall’osservatore. Nonostante sia un contrasto arduo è proprio il bello della fotografia, Essa crea una sorta di complicità contrastante tra i due attori della figurazione, in quanto l’un intento non esiste senza l’altro. Lo scatto determina l’imprimere nel tempo e trova di contro una pluralità recettiva da parte di coloro che osservano. Cosa vi capita quando guardate una fotografia? La magia vera consiste nel dare a livello mentale la possibilità d’immergersi emotivamente e farla propria, dandole così un senso personale. Molto spesso esso non combacia con la decisionalità soggettiva di chi scatta, dunque, di conseguenza genera il trapasso del soggettivo. Ciascuno di noi può ben dargli una particolare significazione. Questo ci riporta , a monte, quando io definii l’osservazione come strumento conoscitivo. La considero la più alta forma espressiva, quella visiva appunto. L’occhio arguto e loquace ci permette d’interpretare secondo il proprio pensiero. L’interconnessione tra l’occhio e la mente determina la comprensione. L’abile ingegno del fotografo libera la capacità cognitiva e al di là della tecnica, consente alle genti di vivere quella “frazione di tempo” come meglio preferisce. Si può ben comprendere come la fotografia possa essere considerata l’arte d’imprimere espressione concettuale in un’immagine. Da ciò deduco la necessità di chi ama lo scatto di rendere pratico un linguaggio visivo. Cosa ardua e ben lontana dalla moltitudine. Solo i promotori del tempo possono amare un’immagine in esso. Vuoi che essi siano mossi dall’intento emotivo che ha in loro generato, per via della dipendenza dal ricordo che deve essere mantenuto vivo; o di contro dai filoni di pensiero giornalistico e storico. Ma, talvolta anche il “semplice” scenario offerto dalla natura richiama uno scatto perpetuato e donato alla visione pubblica. Il collegamento visivo-emotivo è la base artistica di chi vuole catturare il tempo per impedire a quell’esatto momento di sparire per sempre. E, questo ce lo insegna il pionere del fotogiornalismo Henri Cartier Bresson quando sostiene che “…ogni volta che premo il pulsante dello scatto è come se conservassi ciò che sta per sparire”. Non è infatti una casualità che venisse considerato l’ “occhio del secolo”.
L’occhio, dunque, è a parer mio l’essenza del linguaggio muto di parole, ma ricco di messaggi. Quello che prediligo poiché più sincero e significativo. E, nel caso specifico, vi mostrerò l’occhio fotografico di Serena, quello con cui ella guarda il mondo.


Quando è cominciata la tua passione per la fotografia?
Ho sempre avuto la passione per la fotografia ma non me ne sono accorta più di tanto e non l’ ho mai coltivata fino ad un anno preciso fa. Quando avevo circa 11 anni facevo foto alle feste di famiglia con la macchina analogica dei miei genitori. Ho dei ritratti di mia madre che ancora conservo. In tutto l’ arco dell’ adolescenza e ancora oggi. Ogni volta che vado in un posto nuovo prendo in mano il cellulare o la mia fotocamera e scatto mille foto. Tante volte facendo impazientire le persone che stanno con me in quanto le faccio aspettare sempre, rischiando di perdermi.
Quale scuola di fotografia hai frequentato?
Ho passato tutti questi anni a trovare una passione e una possibile carriera prima di tutto ma non avendo successo. Ho frequentato l’Istituto Alberghiero e poi un Istituto tecnico. Al momento l’Italia non era il posto per me e ho deciso di trasferirmi a Londra nel Marzo del 2017. Ho lavorato come cameriera e commessa. All’ inizio ho frequentato un corso di inglese e matematica scoprendo delle doti nascoste. Quindi pensando alla carriera e non alla passione avevo deciso di iscrivermi ad un noioso corso di Accounting, che mi avrebbe dato delle buone possibilità di carriera. Avevo deciso ed ero anche stata accettata. Fino a che quest’ estate visitando i miei parenti in Italia e parlando più profondamente con mia mamma mi si aprì un mondo. “Serena perché non fai scuola per la fotografia? A te è sempre piaciuto,saresti molto brava, vai , fallo fallo”-mi disse mia madre. Avevo proprio quelle parole d’ incoraggiamento per iniziare la mia avventura al David Game College di Londra esattamente un mese dopo e annullando la scuola di Accounting . Grazie a lei sono in questa magnifica scuola di Londra dove i professori ti insegnano tantissimo, a livello personale e tecnico.
Qual è il tuo soggetto fotografico preferito?
All’ inizio mi piaceva fare foto a panorami, osservando cose da lontano. Ora dopo qualche mese di lezioni e più pratica ho cambiato completamente idea. Amo fotografare persone e penso che i ritratti trasmettano molte più emozioni di un panorama mozzafiato. Nelle mie foto cerco sempre di trasmettere una storia al pubblico in modo che i lavori che faccio risultino più interessanti.
Bianco e nero o colore?
Nelle mie fotografie amo il colore perché risaltano più le emozioni di gioia che voglio trasmettere. Ma ho avuto la fortuna di imparare a usare la fotocamera analogica con un rullino bianco e nero. Sviluppando a mano le foto nella camera oscura(Darkroom), si dà un valore molto più alto ad esse, nonché un valore emotivo. Il reale prodotto che puoi toccare con mano. Il bianco e nero viene usato in molti casi da ‘documentary photographer’.
Che attrezzatura usi?
Al momento ho una fotocamera Nikon d90 che non è una degli ultimi modelli ma va benissimo. La mia intenzione è di imparare tutte le mille impostazioni e poi quando miglioro comprarne una più avanzata. Nei miei scatti ambientati in studio uso Speed flash light , reflector, a volte tripod e soft box.
La fotografia ormai è considerata universalmente arte. Che qualità deve possedere una fotografia, secondo te, per essere considerata artistica?
Si la fotografia è decisamente una forma d arte. Penso che le foto di alta qualità vengono realizzate con una fotocamera di medesimo livello, ma con le tecnologie d’ oggi i nuovi telefoni fanno delle ottime foto.
Siamo la società delle immagini. Pensi che quest’inflazione d’immagini sul web e su tutti i media tolga qualcosa a chi si dedica con passione e serietà alla fotografia?
Si, penso che al giorno d’ oggi avere una carriera come fotografo professionista sia difficile, ma non impossibile. Tramite il social network le persone condividono foto che magari prima sarebbero state pagate.
Si può vivere di fotografia oggi? Quali sono i mezzi e le strade per farlo?
Penso e spero di si. Devi fare esperienza promuovendo te stesso sui social, ma non abbassandoti a lavori gratis o sottopagati. Siamo lavoratori anche noi.
Sei emotivamente legata ai tuoi soggetti?
Si, per ora ho avuto la fortuna di fotografare solo cosa mi piaceva e amavo, ma il lavoro del fotografo non è cosi . A volte ti capiterà di non amare cosa devi fotografare, ma tutti scendono a compromessi. E poi nel tempo libero si può sempre continuare a fotografare per noi stessi.
C’è qualcos’altro che preferisci fotografare oltre alle persone?
Si vorrei iniziare a fotografare animali con macro lens, piccoli insetti ,farfalle . Ho visto degli esempi sul web e mi sono piaciuti molto.
Quale soggetto preferisci?
Cerco di rimanere aperta per tutti i tipi di fotografia.
Cos’è per te la fotografia? Quale concezione hai di essa?
La fotografia per me è passione, un’ arte, un’ opportunita di imprigionare momenti importanti in un’ unica frame.
Quale fotografo ti ha ispirata maggiormente?
Molti Fotografi mi hanno ispirato, ma uno dei miei preferiti si chiama Micheal Wesely che ha costruito una fotocamera da solo e l’ ha lasciata per 2 anni e mezzo all’ultimo piano di un edificio vicino a molti altri in costruzione producendo una foto sola in tutto quell’ arco di tempo. Una foto in cui puoi intravedere il vecchio edificio e il nuovo insieme. Una cosa di cui non avevo mai sentito parlare fino a un anno fa. E ci son tanti altri fotografi interessanti che sto riscoprendo grazie ai miei professori.
Pensi che la fotografia possa essere uno strumento concettualistico?
Si penso che lo possa essere.
Qual è il momento preciso in cui la tua emozione prevale? Scatto o fotografia finita?
Appena scatto la foto e la guardo già capisco se è una buona o no. E mi esalto facendo tanti complimenti alle modelle e ai soggetti che fotografo.
Esperienza londinese: vita stabile o sogno? Cosa ti aspetti da questa città?
Londra è una città che dà molte possibilità a livello di studio e lavorativo se sei qualificato. Il mio sogno comunque è di abitare in una città calda e soprattutto poter viaggiare in tutto il mondo lavorando per una compagnia che mi paga per viaggiare e fare foto.
Chi è Serena?
Serena è un ragazza timida e introversa, ma che ama ridere e far sorridere le persone che la circondano. Mette un sacco d’ impegno nelle cose che fa. Ama la famiglia che al momento vive lontana da lei e ha la passione per la fotografia.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ho in mente dei progetti stile documentary per questo difficile momento a causa del Covid-19.

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