SERENA STAPANE


Il ritratto: un incanto di sguardi


Gli occhi rivelano cosa nasconde l’anima nel suo più incustodito luogo d’espressività. Un linguaggio intercomunicativo d’incanto quello che lega gli sguardi reciproci dell’osservatore e del soggetto ritratto. Un incanto amaliante e al contempo intenso, tale da permetterti d’interpretare cosa quel soggetto celi.


Gli occhi rivelano il proprio mondo interiore e quando ti fissano non puoi non leggere quanto vi è scritto dentro. Il modo migliore per interpretarlo è lo sguardo con cui si possono trasmettere emotività recondite soffocate dall’esigenza di custodirle dal parlato. Il più delle volte la difficoltà primaria consiste nell’esprimerle o meglio nel volerle esprimere, ma non poterlo fare con il linguaggio discorsivo. Perciò si cercano altri modi comunicativi per dar loro sfogo. Vi è chi li riscontra nella prosa, chi nel cantato, chi invece nel viso altrui.


Serena non ha imparato come far parlare le persone attraverso i loro occhi, semplicemente ha cominciato a disegnarli dando loro personalità. E’ la natura del suo talento non aver seguito un percorso formativo specifico da subito come spiega nell’intervista, ma il suo dono è divino e ci ricorda quanto talvolta siamo chiamati dalla natura a rispondere all’arte. Serena ha una dote naturale donatale per permetterle di disegnare le emozioni.
Questa sua elevata empatia con i soggetti che ritrae emerge dallo sguardo che Serena è all’altezza di riprodurre semplicemente disegnando. L’intensità degli sguardi determina la vividezza del viso, la concretezza del soggetto e in particolar modo, rende reali i disegni.


Se provate l’emozione di guardare i ritratti di Serena, potrete scoprire come possa essere personale l’interscambio di sguardi tra i soggetti stessi, determinati nell’intensità dell’artista e lo scrutatore. Alcuni d’essi assumono le sembianze fotografiche se osservati di sfuggita, tanto è la perfezione strutturale riprodotta.

La capacità della ritrattista è ravvisata innanzitutto, nel catturare l’espressività del soggetto ritratto conferendogli respiro di vita. E, lo fa semplicemente con la naturalezza che le consente di far percepire le sue opere come incanti di sguardi.

…”Quando facevo i ritratti alla gente iniziavo dagli occhi. Li studiavo per minuti e minuti. Li abbozzavo con la matita e quello era il segreto perché una volta che voi avete disegnato gli occhi… Succede che tutto il resto viene da sé. Eà come se tutti gli altri pezzi scivolassero da soli intorno a quel punto iniziale…” – A. Baricco.

Quando hai deciso d’intraprendere la carriera di ritrattista?
Esattamente 3 anni fa dopo svariati lavori, il mio cuore mi ha portato sempre verso questa strada.

Come nasce la tua passione?
Nasce da quando ero nella pancia di mamma, infatti lei dice sempre che già nel suo grembo ero con la matita in mano. Scherzi a parte, a 3 anni già disegnavo e imbrattavo muri di tutta casa.

Qual è stato il tuo percorso formativo?
Ahimè, sono un’ autodidatta. Purtroppo non ho né studiato arte né ho fatto corsi che possano attestare che io sia un’artista. Tutto quello che vedete è un dono che mi ha assegnato Dio. C’è una frase che disse San Pio a un fotografo. ‘’Agli ingegneri la laurea gliel’ha data la scuola a te, te l’ha donata il signore’’. Ma ciò non toglie che il prossimo anno mi riserva molte sorprese, e studiare per migliorare diciamo che sarà la mia priorità.

L’arte del ritratto ha radici antiche. Quali sono le fonti a cui t’ispiri?
Devo essere onesta, l’arte è sempre stata la mia materia preferita a scuola e sono sempre stata appassionata dell’arte antica e moderna, ogni pittore merita rispetto e stima perchè in ogni opera ci mette del proprio. Ma non m’ispiro particolarmente a nessuna icona.Ho un’intimità tutta mia con la mia arte. Un’artista che adoro, non antica ma attuale è Tina Marzo. Spero di essere brava come lei un giorno!

Quali soggetti preferisci ritrarre?
I bambini! Non si nota vero?! Ahaha

Quali sono le componenti principali che vuoi metter piu’ in evidenza in un ritratto?
Lo sguardo; voglio che trasmetta ciò che provo mentre disegno.

Quale tecnica prediligi?
L’iperrealismo.

Ritrarre l’immagine di qualcuno è alquanto intimo. Quali sono le sensazioni che ti regala?
Diciamo che ho disegnato di tutto, spesso anche immagini forti che racchiudevano tutto il dolore che stava provando in quel momento una persona. Io ci metto sempre tutta me stessa e cerco di immedesimarmi in chi si affida a me. Spesso io con la mia arte siamo motivo di conforto, di gioia, di un semplice pensiero, di una proposta di matrimonio o spesso e volentieri molte donne scelgono di comunicare ai propri mariti di essere in attesa tramite un mio disegno. Diciamo che prendo quello che faccio e lo amo in tutte le sue sfaccettature, niente mezze misure, ci metto proprio l’anima . Emozioni pure.

Quale sensazione invece ami trasmettere con i tuoi ritratti?
Esattamente quello che provo, come dicevo, mi soffermo molto sullo sguardo. Chi guarda un mio lavoro ci deve vedere me e le mie sensazioni!

Quali sono le maggiori ragioni che spingono le persone a chiedere un ritratto?
Ci sono persone che fanno parecchi chilometri per conoscere i miei lavori e richiederne uno, spesso mi sono sentita dire che ai miei ritratti manca solo la parola e esprimono quello che una persona vuole dire. Esattamente quello che tento di far arrivare alle persone.

Quali artisti e/o persone hanno influenzato maggiormente la tua arte?
Già citata precedentemente, Tina Marzo per me è una maestra! Infatti faremo grandi cose assieme.
Inoltre, la mia famiglia ma soprattutto il mio fidanzatO. Crede tantissimo in me infatti si aspetta molto da me e io non lo deluderò.

Arte. Cosa è per te?
Tutto. Forte e concisa.. È il mio mondo!

Cosa cerchi attraverso essa?
Spesso e volentieri la pace interiore… la ritrovo solo disegnando, annullando il resto del mondo per qualche ora.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?
Bella domanda alla quale rispondo col cuore. Io ho fatto l’errore di sottuvalutare l’arte 15 anni fa. Mi rivolgo ai più piccoli e non (perchè non è mai troppo tardi per studiare). Se amate l’arte e dovete scegliere un liceo o un’ accademia non fate l’errore di seguire l’amichetta o l’amichetto in un liceo che non c’entra nulla con voi e quello che volete fare. Io l’ho fatto e me ne pento tantissimo. Piuttosto seguite il cuore, tanto dopo qualche anno vi riporterà comunque su questa strada. Credeteci! Ne varrà la pena.

Qualsiasi messaggio, dedica pensiero tu voglia venga pubblicato.
Io vi ringrazio per questa opportunità, sono felice di aver condiviso pezzi importanti di me con tutti voi. Inoltre se tra voi lettori c’è qualcuno di Milano vi invito dal 13 al 27 ottobre nello spazio d’arte Tolomeo, ad assistere alla mostra della quale farò parte. Grazie a tutti.

Foto prese da INSTAGRAM ACCOUNT:

serena.portrait_

https://www.instagram.com/serena.portrait_/?hl=it

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