SILVANA STATILE

“Io vado oltre i sogni, dipingo.”

S.Statile

Riprodurre un volto con il tocco magico dell’Arte non è mai una semplificazione della realtà, bensì una sua sfumatura prospettica. Osservare il mondo tramite la pittura ci permette d’assaporare quella parte più intima di fantasia che per fortuna custodiamo in nostrae vitae intinere. La pittura consente d’interfacciarti con l’animo altrui senza dover necessariamente conoscere personalmente il soggetto di cui ritrai il volto. Molto spesso, infatti, neanche esistono perché nascono dall’immaginazione talentuosa dell’artista che trasforma in colore le espressioni facciali.

Ci sono sguardi che rimangono impressi nella mente perché ti parlano il linguaggio animico dal quale l’orecchio non riesce a staccarsene , attratto dal suono iperbolico della retina colorata dalla pennellata magica di colei che interagisce tra l’orecchio e l’ascoltatore per mezzo della tela.

Un parlare allegorico il mio, per mostrarvi come la pittura della  Statile sia comunicativa, al di là della tecnica.  Silvana dipinge ciò che gli occhi vogliono dire senza il minimo dubbio artistico su cosa trasmettere a chi osserva, o meglio ascolta il linguaggio visivo.

La dote dell’artista consiste nel saper dar forma a un’emozione resa disegno, pittura.

Arte pura, diretta e loquace.

Quando ti soffermi a leggere le opere che la pittrice è in grado di far vivere nel foglio, nonché nelle menti del pubblico, hai la sensibile necessità di fermare il tempo, immobilizzandoti per ascoltare cos’hanno da dire quegli occhi. L’abilità sta nel coglierne il retroscena dialettico avente come unico comune denominatore la sensibilità artistica rivolta a cogliere quanto le pennellate racchiudono nel colore.

Silvana ha fatto della sua più grande passione un lavoro, dando vita al suo essere nell’arte sia come insegnante che come creatrice d’arte. La pittura ha sempre fatto parte della sua esistenza, in quanto esistere non differisce per la stessa dal dipingere. Questo lo può ben comprendere chi vive nell’arte essendovi nata la sua anima. Là proprio dove parla prima con gli occhi che con la bocca; dove il foglio o la tela diventano lo scenario che fa dà sfondo al discorso animico. Lo stesso creato da chi va oltre i sogni..dipinge.

INTERVISTA CON SILVANA STATILE

Come ti sei approcciata alla pittura?

Non è solo l’approccio alla pittura, la mia è una lunga storia che mi accompagna da sempre. Sin da piccola, la passione per il “creare” era parte di me, per intenderci, ero di quelle bimbe che passava la maggior parte del suo tempo tra colori, pennelli e strumenti per fare in modo che la fantasia potesse assumere una forma.

Quanto ha contato per te la tua formazione accademica?

E’ stata fondamentale, un percorso che ho sognato ed ho reso realtà. Sono stati anni fantastici, fatti di sacrifici, ma anche di tante soddisfazioni. Ho avuto la fortuna di studiare con Maestri, che ho seguito con attenzione e grande passione, che mi hanno trasmesso un sapere di conoscenza che vale più di un tesoro. E nel mio percorso, sino ad oggi, è un tesoro fondamentale.

 La tua arte strabilia per la comunicabilità ideativa tanto da farli parlare direttamente all’animo delle genti ricettive. Come riesci in questo intento?

Questa è una domanda che mi pone in una condizione di riflessione con me stessa, e ti ringrazio. Mi lusinga pensare che riesco a…parlare direttamente all’animo… perché ciò che creo nasce dalla spontanea emozione di un momento in cui ricerco quel desiderio di esprimere semplicemente ciò che sento. Il “sentire” per me, è vario, mi lascio trasportare da ciò che, ad esempio, in una giornata mi ha colpita, toccando qualche corda emozionale, oppure da uno sguardo incrociato tra la gente, da un abbraccio di mia figlia…. forse, dopo una riflessione, posso rispondere che l’emozione è ciò che mi fa riuscire nell’intento, anche se in realtà, non mi pogo intenti da raggiungere.

Quali tecniche e/o formati, laddove vi siano, agevolano questa comunicazione visivo-emotiva?

Amo lavorare con tutte le tecniche, anche un po’ per la mia formazione e per il lavoro che svolgo. Ogni giorno parlo di tecnica, trasmetto il mio sapere e questo favorisce la continua ricerca e applicazione delle tecniche più svariate. Nel personale, non mi pongo limiti, ciò che sento è il punto di partenza di tutto, è il mio sentire che suggerisce la tecnica e la dimensione che in quel momento è più “adatta” all’espressione dell’emozione.

Vi è una tua predilezione nei volti femminili? Li consideri più comunicativi a livello artistico?

I volti sono per me emblema di espressione, racchiudono tutto ciò che vuoi e/o puoi esprimere. Con gli occhi esprimi ciò che non ha voce, ed è ciò a cui presto più attenzione. Non mi sono mai posta la domanda della maggiore o minore comunicabilità artistica, mi basta semplicemente trovare nel volto la mia espressione e la mia emozione.

La pittura: un luogo da esplorare o un tuo rifugio personale? O semplicemente entrambi?

La pittura, senza ombra di dubbio, un luogo sempre da esplorare, per me non è un rifugio, ma è parte di me, è un sogno che ogni volta diviene realtà, portandomi oltre i confini della mia fantasia.

Vi è un opera che ti ha rapito il cuore nello scenario dell’arte? Se si, quale?

Non ho un’opera nello specifico, ogni opera è per me emozione. Potrò sembrare superficiale, ma è proprio questa la verità. Credo ci sia una spiegazione, I miei tanti anni passati come restauratrice e il mio continuo vivere tra musei e luoghi di studio. Scopro ogni volta storie e particolari che mi portano ad amare le opere più svariate. Eh si, sono una inguaribile romantica dell’arte.

Come scoprirsi pittore? E cosa significa esserlo oggigiorno?

Scoprirsi pittore è seguire la propria passione, studiare e onorare il proprio talento. Essere, al giorno d’oggi un pittore, è come esserlo stato nel ‘300, si ha sempre la stessa responsabilità del rispetto del sapere e del coinvolgere il fruitore nel proprio viaggio emozionale.

Con quale raffigurazione pittorica parleresti della società d’oggi?

Lo farei con un Capolettera del Beato Angelico. Piccole opere d’arte che in un racconto figurato miniato, racchiudono, per immagine, il riassunto di una storia semplicemente nell’iniziale. Consapevole, che la mia, è una visione positivistica della società d’oggi, nonostante il momento storico che viviamo. Ma lavoro con i ragazzi/e, ho una bimba di 12 anni, e voglio credere sempre, che loro possano fare la differenza e riuscire a racchiudere in una piccola cosa, che ha bisogno di attenzione, ingegno, maestria e passione per essere creata, le basi per un inizio importante e perché no, nuovo, fatto di tutto ciò che la società d’oggi, di noi adulti, ha perso un po’ di vista.

“L’arte dovrebbe essere un bene e/o un servizio messo a diposizione comune, più raggiungibile e accessibile a tutti, a prescindere da quanti ascolti o incassi si ottengono!” E.Germano . Cosa pensi in merito?

Mi trovo in sintonia con il pensiero, aggiungerei che l’arte merita sempre un grande rispetto, perché è storia di un passato che è presente e crea un futuro emozionale indelebile.

Sei una pittrice e insegnante. Cosa ami trasmettere maggiormente con il tuo lavoro in entrambi i ruoli?

Insegno da quando avevo 23 anni, si può dire da sempre, e da sempre ho scisso i due ruoli. I miei allievi/e meritano la trasmissione del mio sapere, che avviene attraverso il ruolo di insegnante, attraverso l’acquisizione di competenze e conoscenze per il raggiungimento degli obiettivi, che li accompagnano al prosieguo degli studi. Insegno una materia di indirizzo, legata alle tecniche pittoriche, da prima all’Istituto d’Arte, poi Liceo Artistico e lavorando con il triennio conclusivo, la responsabilità aumenta e non voglio assolutamente deluderli/e. Ma l’insegnamento è per me una grande passione, non potrei vivere senza, ed è con passione e professionalità che accompagno i miei allievi/e nel proprio percorso. Amo trasmettere loro tutta la passione che ho per l’arte, per la pittura, la curiosità per il sapere, il rispetto per il talento, per se stessi e l’arte.

La pittrice, in questo caso, mi serve per essere un esempio di passione, perché nonostante io abbia già un ruolo così importante, non smetto di onorare il mio talento esprimendo le mie emozioni .

“Vado oltre i miei sogni…dipingo.” La frase che ti rappresenta maggiormente nell‘arte?

Grazie per questa domanda, ti svelo come è nata. E’ una frase che mi accompagna dal mio primo giorno in Accademia, quando per la prima volta, mi ritrovai dietro ad un cavalletto in un luogo che avevo sempre sognato…in quel momento, andavo oltre il sogno…dipingevo. Un sogno che diventava realtà. Scrissi la frase sul cavalletto che mi fu assegnato. Quindi si, posso affermare che è la frase che mi rappresenta nell’arte.

 In ultimo, ti chiedo per personale curiosità: come riesci a far parlare uno sguardo con il sol tocco del colore? E’ la tua magia, questa.

 Grazie per definirla magia, mi lusinga! Ma devo dirti che non ho da darti una spiegazione “tecnica”. E’ l’elemento del volto a cui porgo maggiore importanza, forse per questo mi basta un tocco per dare magia.

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