TIZIANO GRIGIONI


Il Mago

Foto di Sebastian Konopix


Tra illusione e realtà

Capita poche volte d’incontrare chi ti sappia sbalordire semplicemente per il suo modo d’essere ispirato in siffatto modo al talento e ogni volta che meravigiosamente accade ne attendi la condivisione artistica con la brama di mostrarlo.
Tiziano Grigioni è un mago che sin da piccolo dedica la sua esistenza allo spettacolo e alla rappresentazione scenica teatrale. Lo spessore culturale dell’artista si delinea nella sua naturale esposizione di sé al pubblico nel momento in cui parla del suo mondo come se noi ne facessimo parte da sempre. Non so, in realtà, se questa sia un’illusione da lui indotta o da me dedotta…ad ogni modo la custodisco nella mia immaginazione con l’onore di mostrarvi il suo talento.
“Non abbiamo bisogno della magia per cambiare il mondo: abbiamo già dentro di noi tutto il potere di cui abbiamo bisogno, abbiamo il potere di immaginare le cose migliori di quelle che sono”
J.K.Rowling

Foto di  Angelo Redaelli.
Tiziano GrigionI

Come è nata la tua passione per la magia?
Complicato dire quando sia nata la mia passione per la magia intesa come forma di spettacolo.
Sin da piccolo però sono stato attratto da tutto ciò che era impossibile, paranormale, dotato di superpoteri: ricordo che da bimbo disegnavo solo fantasmi o roba simile e che ho iniziato a collezionare fumetti di supereroi praticamente subito dopo aver imparato a leggere.
Lo slancio definitivo lo devo però senz’altro a Harry Potter.
Il primo film fu per me quello che il tofu è per un vegano. Non riuscivo a non pensare a quel castello, alle bacchette magiche, e la lettura dei romanzi è stata un’esperienza totalizzante in grado di alimentare un fuoco che brucia tutt’ora.
Sempre a causa di questa mia ossessione per l’opera di J.K. Rowling per Natale ho iniziato a ricevere i classici kit con giochi di prestigio per bambini, e questo è il primo ricordo che ho della magia intesa come performance.

Cosa ti piace di più di quest’arte?
Quest’arte mi rende un supereroe.
Essendo specializzato nella misdirection, ovvero il controllo dell’attenzione del pubblico, faccio spettacolo utilizzando nient’altro che me e la mia testa.
Parlavamo di superpoteri, no? Così mi sento sul palco, come un supereroe.
Nel corso della mia formazione artistica ho studiato anche da attore, e questo rende ancor più reale ogni cosa che propongo in scena: tutto diventa spettacolo. Anche, e soprattutto, gli errori o gli imprevisti!

Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ e in che modo?
Non so onestamente da chi ho tratto le fondamenta della mia ispirazione.
Ho sempre letto e studiato di tutto per il solo piacere di appagare la mia curiosità e la mia sete di sapere, pertanto ho sicuramente tratto ispirazione da diverse fonti: senz’altro, come già menzionato, Harry Potter è stato fondamentale.
Cerco di non ispirarmi ad altri artisti della magia per evitare di copiare o prendere troppo spunto.
Al momento il mio eroe è Lin-Manuel Miranda, l’autore dei musical In The Heights e Hamilton.
Il modo in cui costruisce le frasi, la struttura del suo pensiero creativo sono cose che sto studiando moltissimo e che mi tornano utili anche nella scrittura degli script dei miei spettacoli.

Il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore?
Senz’altro la prima replica di PRODIGI, lo spettacolo che per due anni ho portato in scena al fianco di Vanni De Luca nei più importanti teatri italiani. Una tournée di questa portata difficilmente non lascia il segno.
Altro momento di enorme orgoglio è stato quando Davide Calabrese, mio manager assieme a Fabio Vagnarelli, regista, co-autore e mentore, mi ha definito un “bravo attore”: per uno che del teatro ha fatto la propria ragione di vita è una bellissima medaglia da appuntare sul petto!

Qual è il trucco , la prima magia che hai imparato? A cosa era inerente, per meglio dire.
La prima magia che ho imparato la ricordo molto bene.
Non so perché, ma a casa mia avevo qualche gioco di prestigio per bambini, ben prima che nascesse questa mia passione: avevo i pezzi ma mancavano le istruzioni, così ho lasciato mia madre scervellarsi per ore, finché non ha trovato il modo di farla funzionare.
Era una scatolina nera cilindrica, con un doppio fondo.
All’interno si metteva una moneta in rame e la si faceva trasformare in una di un altro colore… non capivo nemmeno io come potesse funzionare, però funzionava sempre!

Come s’impara un trucco? E se fallisce?
Un gioco di prestigio si impara con lo studio e con la pratica.
Bisogna studiare fino allo sfinimento.
Bisogna imparare il miglior modo per celare agli occhi del pubblico la “mossa segreta”, e poi ancora la presentazione, il giusto stile, tradurre il tutto al personaggio che si intende portare in scena, e poi ancora il copione, la ricerca delle musiche…
E dopo di ciò, quando si è studiato abbastanza, bisogna studiare ancora e ancora!
Una magia può “fallire”, lavorando con un pubblico sempre diverso ogni cosa può prendere una piega inaspettata.
E come si sopperisce a ciò? Con lo studio, ovvio!
La tecnica ripara l’errore, la preparazione è un ottimo salvagente: in uno spettacolo di magia la gente non può prevederne il finale, e il bello è proprio questo! In virtù di ciò è quindi possibile virare su un’altra strada in corso d’opera, qualora il percorso prestabilito dovesse risultare inefficace per quel particolare spettatore.

Cosa vuol dire essere un mago al giorno d’oggi, soprattutto nella realtà italiana?
Non so cosa può voler dire essere un mago al giorno d’oggi in Italia, ma posso dire cosa vuol dire essere mago per me.
Oltre alla magia io ho studiato le basi del mimo e della recitazione, lavorando anche come traduttore e autore di spettacoli (prevalentemente riadattando musical dall’inglese all’italiano).
Questa è un po’ la mia fortuna dal punto di vista artistico, ciò che davvero credo rimarchi la differenza tra il mio personaggio in scena e quello di alcuni altri.
Vado a teatro a vedere di tutto, leggo di tutto e studio di tutto, e questo mi aiuta molto.
Inoltre prendo il mio lavoro come, appunto, un lavoro: metodo, disciplina, rispetto per il cliente… e tante tasse!

La magia ha bisogno di regole?
La magia non ha bisogno di regole, la magia VIVE di regole!
Non sempre le regole che valgono per me possono valere per i miei colleghi, ma in ogni caso la disciplina è fondamentale… anche perché se non arriva l’ispirazione subentra il metodo!

Qual è il tuo nome d’arte?
Non ho un nome d’arte, mi faccio chiamare col mio nome di battesimo, Tiziano Grigioni.
In rete comunque è possibile trovare qualche deplorevole esibizione in TV dei tempi in cui muovevo i primi passi nel mondo della magia e mi facevo chiamare Mago Dylan.
Terribile!
Quello che cambia è che non mi faccio definire mai “mago”, essendo il mio spettacolo un calderone di ingredienti diversi, dal musical alla stand-up comedy solo per citarne alcuni: sono molto “cattivo e diabolico” sul palco, e la prima cosa che si nota di me è l’effluvio di peli tra barba e cresta.
Ottima intuizione quella di Davide e Fabio, tra l’altro.
Nasce quindi così l’appellativo di Hipster Trickster, l’imbroglione barbuto.
A loro due va il merito (tra le milioni di cose per le quali sono loro riconoscente) di aver costruito assieme a me un personaggio che indosso perfettamente come un abito di sartoria!
L’intuizione della cresta va invece al mio barbiere di fiducia, Salvatore Docimo.

Raccontaci della tua attività lavorativa: di cosa trattasi e come riesci a organizzare la magia con la realtà?
In quanto mago lavoro principalmente a teatro, per eventi aziendali o per eventi privati.
L’estate invece mi diverto a portare i miei show in grandi alberghi, pertanto non si va mai in vacanza!
Altra parte del mio lavoro, come accennato prima, è la traduzione di brani o copioni per il musical: lavoro a stretto contatto con la Musical Passion di Alberta Izzo, una scuola di Roma, e traduco brani per attori che intendono portare canzoni mai scritte in italiano alle audizioni o per altre realtà simili italiane.
Per tutto il mese di ottobre allo stabile di Trieste è andato in scena “OTTANTENTA – Stand up comedy show per signora e mascherina”, scritto e diretto da Calabrese e recitato dalla straordinaria Ariella Reggio e dal folle Anselmo Luisi. Per loro ho riadattato in italiano alcuni brani.

La magia: Illusione o inganno?
La magia è sia illusione che inganno, ma l’inganno è sempre onesto.
Io dichiaro al mio pubblico che sta per essere ingannato, loro si lasciano trasportare nell’illusione di una verità fittizia e alterata.
Non è forse proprio questo il bello di questo mestiere?

Cosa ti piace maggiormente trasmettere al pubblico?
Voglio che il mio pubblico si diverta.
Nei miei spettacoli la gente deve staccare il cervello dalle magagne della quotidianità per circa un’ora: sul palco porto un mix di virtuosismi verbali, umorismo nero e storie dove la magia non è mai lo scopo ma il mezzo che adotto per parlare del mio mondo.
Il mio fine ultimo è quello di intrattenere.

Parlaci di te: chi è Tiziano?
Tiziano è un ragazzo di 26 anni con la passione per l’arte, la cultura e il sapere.
Tiziano è amante dell’amore e della bellezza, nonostante abbia la testa ben piantata sul collo… anche se non si riesce più a vedere la giuntura per colpa dei quasi 30cm di barba che rigogliosi crescono dal mento!
Sono testardo ma pigro, ambizioso ma altruista.
Sono una contraddizione vivente, un pendolo che oscilla tra il black humor e la poesia, passando per il turpiloquio e il rap freestyle.


Progetti futuri?
Tanti progetti futuri (tra cui qualcosa di totalmente fuori dalle mie grazie legata al rap freestyle e al teatro, concepita tra me e il mio amico fraterno Alessandro Maciocci, giovane compositore), tante idee e tanta voglia di presentare costantemente qualcosa di nuovo: il periodo storico in cui ci ritroviamo quotidianamente a nuotare è quello che è, ma non ci si ferma mai in attesa di un via libera generale!

Dediche e messaggi personali…
Vorrei solo dire a Cora che Giovinazzo ci aspetta.
Capirà soltanto lei, ma tant’è: la magia migliore che mi sia riuscita merita ancora il beneficio di qualche segreto!
Grazie a voi per avermi dato la possibilità di raccontare di me e del mio mondo.
È stato un onore e un piacere!

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