di Alessandro Cocco Editore

 

 

 

 

MADRE OMBRA

di

Matteo Porru

“Scrivo e parlo. E intanto vivo.”

M.Porru

In queste dirette, sintetiche e significative parole Matteo si palesa in tutta la sua naturale artisticità, segnata dalla modestia con cui ne esprime ogni sua specificazione. Non mi stupisce, infatti, che la casa editrice La Zattera abbia proposto come proprio autore il giovane talento facendolo conoscere in quanto scrittore. Di fatto, la stessa, ricerca, propone e crede solo in coloro che io amo definire scrittori d’Arte, ossia coloro che pensano con l’interiorità ma scrivono di cultura, storia, personaggi inventati ma resi vivi dalla maestria intellettuale di chi li crea e di chi li edita. Non a caso nasce in tempi storici remoti con colui che ha creato la cultura libraia ed editoriale in Sardegna, riproposta poi dall’erede.

Madre Ombra è il libro per cui qualsiasi animo materno ringrazia l’esistenza di un tale talento come Matteo Porru, il qual scrittore prosa la sua creatività in ogni singolo soggetto a cui ha dato vita in tale opera. Egli, anima per mezzo del parlato scritto persino ogni singola espressione di Lara, la cui cecità le oscura la visuale del mondo limitandola a vivere nell’ombra. Siamo, però, sicuri che l’oscurità celi l’ambiente circostante o essa stessa permette d’immaginarlo come dovrebbe essere? L’ombra risveglia sempre la luce, mettendola in mostra a chi sembra vedere d’occhio suo.

La protagonista del libro è Lara Diotalevi la quale, come dispone l’anteprima dettata dalla scelta editoriale… “ è una bambina con il buio dentro. Trascorre i suoi primi ventun anni in un orfanotrofio, curata amorevolmente da Suor Elsa, una monaca speciale. Il quotidiano pregare e passeggiare s’interrompe quando lei, ormai maggiorenne, decide di andare a scoprire il mondo. (……) Alla ricerca di sé, scopre i retroscena, i segreti, i mali del mondo. E realizza di non aver mai vissuto davvero.”

Cito la trama per non anticipare il detto prescelto nel rispetto della sintesi che si vuole dare al pubblico, ma aggiungo il mio empatico approccio con Madre Ombra che rappresenta per me tutto ciò che significa l’Amore, inteso in ogni sua manifestazione ch’essa sia materna, fraterna, paterna e non circoscritta a una coppia.

MostrArte non si propone e mai si proporrà come semplice presentazione autoriale, giornalistica o, ancor meno, editoriale di un qualsivoglia scritto. Non solo perché facendolo si presuppongono competenze tecnico-informatiche che svuoterebbero lo scopo prefissato; ma anche perché il senso del mio scrivere è svelare l’Anima non la tecnica, di cui mi disinteresso per natura e per la noia a cui soggiace il mio Spirito anche solo alla sol pronuncia del termine. MostrArte parla dell’essenza altrui che nella realtà attuale si traduce in Arte. Non per nulla s’accomunano nell’iniziale, in simil modo di MostrArte e Madre Ombra.

Ho deciso ordunque di dar vita a questa nuova rubrica intenzionalmente con Matteo in quanto massima espressione del contenuto e dell’obiettivo del mio Blog, o meglio detto, di me stessa  che poco differisce dal citato.

Madre Ombra è una profonda lettura sull’interiorità, sui dialoghi personali e introspettivi e, non meno importante, sull’amicizia, fonte di forza a mio avviso. Lo scritto riconduce alla vita quotidiana di una giovane fanciulla che scoprirà il mondo grazie al fatto che lo ha vissuto nell’ombra, perciò lo ha percepito con l’Anima.

E, non solo, con la sua.

Harley Tokyo

Matteo Porru è nato a Roma nel febbraio 2011, ma studia e vive a Cagliari. Le sue pubblicazioni con La Zattera di Alessandro Cocco sono The Mission e Quando sarai grande, dopo svariati racconti pubblicati in formato digitale.

Le informazioni personali e trama sono state tratte direttamente dal libro.

Ora egli è dipartito da questo strano mondo un po’ prima di me. Questo non significa nulla. La differenza tra passato, presente e futuro è solo una persistente e testarda illusione.

A.Einstein

Capire di ritornare laddove hai lasciato qualcosa d’incompiuto semplicemente acconsentire a chi continua a vivere di completarsi, di ritrovarsi o di credere nuovamente a qualcosa o qualcuno.

 É un incontro di sguardi a determinare il riconoscersi nel corso della nuova esistenza, volta a condurti dove la tua futura Anima decide per te e in qualsiasi corpo consideri adatto a svolgere la propria missione.

Ho sempre trovato di una comicità disarmante la convinzione umana di poter arbitrariamente decidere della vita senza dar conto a quel compito per cui siamo nati, o perché no?!…Rinati.

Credo però sia di gran lunga più spensierato il viver inconsapevole seppur privo d’emozione a parer mio.

Al di là di noi, ci riporta nel mondo reale che t’illumina e chiarisce tutti i quesiti primordiali che talvolta non trovano mai risposta, poiché non tempestivamente posti o suppongono in menti oscurate dal buio della quotidianità.

Rita riesce a svelare il “Segreto delle Anime” in sincronicità con il reale, spiegando implicitamente cosa voglia dire nascere nella sostanza dell’umano o, rinascere.

Potrai andare in luoghi lontani

Lottare contro te stessa

Scappare dal tuo riflesso

O, dalle tue reminiscenze…

Ma il motivo per cui percorri la vita ti

Riporterà sempre nel punto dal sentiero in cui devi essere.

Anche…

Contro il tuo volere.

L’Anima ti conduce e se imparerai ad ascoltarla,

la sentirai.

Rita, addirittura ne ha trascritto il parlato con tutta la magia di cui ne è capace: quella dello scrivere, o del talento.

Un’ovvietà? Banale risposta quella sottintesa se non fosse per MostrArte e la sua esigenza di riferirsi a un altro tipo d’estro, ossia non quello usuale del termine bensì interpretativo della comunicazione animica e della sua trasposizione.

È questo “La zattera edizioni”, sin dagli albori dei tempi. È l’eccezionalità che erge dal centro d’un circostante ordinario mondo editoriale. Non arduo da comprendersi visto la capacità di mostrare gli scrittori d’Arte.

“Sono nata morta 44 anni fa, il 1 Aprile del 1973. Ho conosciuto la morte ancora prima della vita e ricordo perfettamente cosa accadde in quei momenti interminabili in cui ritornai a casa.

E ricordo anche il motivo per cui, a un certo punto, capii  che dovevo ritornare qua.”

Rita Piras – Al di là di noi, il segreto delle anime.

PAOLO MONTALDO E IL BULLISMO: DIKE E NEMESIS

                                                    

….“Emerson Maurice Aitken non era un uomo come gli altri, aveva un dono…un dono che si è rivelato essere la sua più grande maledizione. Non era un artista, lui era l’Artista per eccellenza.  Ogni sua opera era vera, viva… All’apparenza Emerson  era l’opposto delle sue opere…Se il mondo avesse scoperto chi lui fosse lo avrebbe sbranato…”….( NEMESIS)

Avere un dono artistico talvolta si può rivelare un’arma a doppio taglio, poiché nel momento in cui lo usi potresti riceverne di riflesso ogni tipo di evento consequenziale preventivato o meno. La difficoltà peggiore è però quella d’addivenire persona a prescindere dalla propria ricchezza artistica donata dall’Universo. Ciò è, per certo, il peggiore oltraggio che un Artista possa fare a se stesso, o meglio detto Dono Artistico.. Del resto come può un Artista considerarsi disconnesso e distinto dal proprio dono che addiviene un semplice riflesso di sé e del proprio Io, cosciente o, talvolta, totalmente imprigionato nel sensibile.

I doni, non sono altro che un modo d’essere dell’individuo il quale si prostra per gli altri , all’utilizzo degli stessi ai fini benevoli di salvezza. Ma, salvezza di cosa o di chi? Il più delle volte del prossimo in modo totalmente disinteressato da non rendersi conto di quanto questi doni stessi possano essere oggetto di scherno, di strumentalizzazione o, ancor peggio, d’inganno. Emerson ne è l’emblema: la sua artisticità è talmente rara da voler esser vissuta dall’Artista stesso in modo celato, esclusivo, assolutamente privato. I più si chiederanno come  mai un genio siffatto voglia considerare i propri doni oggetto di personalizzazione e non porli all’occhio del pubblico. I più non capiranno mai quant’essi possano rivelarsi lesivi per gli altri e per l’Artista stesso se, generalizzati o, a dir il vero, svelati.  

Dunque, per Emerson il proprio talento è un segreto…ma che dico, pur’io! Essi sono IL talento da proteggere, custodire non solo per la singolare riservatezza, bensì per impedire che la loro manifestazione pubblica leda gli altri. Ma, talvolta, l’Artista commette l’ingenuità di fidarsi delle parole altrui o di un’apparente amicizia che però prescinde dalla sua sensibilità nascondendo le proprie intenzioni conducendolo a svelare ciò che aveva giurato sin dall’infanzia di non mostrare mai a nessuno… Ecco, queste sono le conseguenze della fiducia, dell’affidarsi a qualcuno.

DIKE parla, quindi, dell’animo di Emerson troppo afflitto dall’incapacità altrui di comprenderlo, ma al contempo affascinato dalle bellezze del mondo tanto da richiederle nell’Arte. Una rara similitudine affiora nelle menti di chi ama i propri doni artistici , ma non li vuole condividere poiché difficilmente avranno un effetto positivo sugli altri e l’ultima cosa che l’Artista vuole è rovinare o far svanire l’Arte, per il quale non è altro che la ragion di vita. Emerson celava i suoi doni, per proteggerLa, subendo così i giudizi altrui, l’autoritarismo di massa, i conformismo, le maldicenze e, ancor peggio, le bugie o gli inganni di chi dice di apprezzare il tuo talento.

Emerson in realtà più conosciuto di quanto si possa immaginare: è quello stato d’animo che proviamo all’esordio della messa alla gogna della propria Arte . La gogna…forte termine, lo so, ma nulla di più simile può aver sentito Maurice quando scoprì il vero volto di colui che si fidava, perché in fondo c’è sempre un po’ di Emerson in ognuno di noi.

 

 

“Vieni con me nelle tenebre… Ti passo a prendere vedo un po’ di libertà nelle mie fobie  ..vedo un po’ di verità nelle tue bugie Puoi trovarmi nelle cose che non troverai  Puoi ascoltarmi nel ricordo di quello che sei…”  ( Tenebre- Ultimo/Sercho)

 

Il bullismo inconsapevole ma volontario di Russ

NEMESIS interviene qui. Molto spesso ciò che Emerson può significare dentro di noi  segna così tanto da trasformarsi in una lotta interiore sfociante in rabbia repressa, tale da rendere necessario un dominio istintivo e prevaricatore sugli altri, noncuranti della sensibilità del prossimo. Invero, è proprio quella che i dominatori rabbiosi vanno cercando per poterla esasperare, opprimendo in toto la vittima prefigurata. Chissà se mai penseranno una volta nella loro vita, ch’essa non è altro che una  persona semplicemente, diversa.

Si sa però, che i diversi sono sempre incompresi, giudicati, sentenziato dall’egocentrismo collettivo fino ad essere ghettizzati.

Russ, in tal caso appare inconsapevole ma non verso l’opinione dell’amico e della necessità di dar sfogo alla sua frustrazione, piuttosto nei confronti di se stesso: non riesce ad accettare la personalità di Maurice nell’Arte. Ciò lo porta a decidere per lui, dominandolo nell’unico mondo in cui aveva il coraggio d’esser se stesso; l’unico in cui si sentiva sicuro, togliendogli pure il suo amor proprio  anche artisticamente.

Russ ed Emerson sono i protagonisti di una storia di bullismo scritta egregiamente da Paolo Montaldo, esperto uomo d’Arte e Anima. Infatti è stato editato da Edizioni-La Zattera.

Esser se stessi del resto non costa nulla.

No, invero, solamente la voglia di vivere con fiducia verso chiunque.

Lo scrittore Paolo Montaldo e La Zattera migliorano l’Arte con il loro sol esistere, poiché artisti sì nobili sono rari. E, la casa editrice sarda li riconosce sempre.










FARFALLE NEL VENTO







A mio padre e a mia madre. Farfalle nel vento, macchie di colore contro il cielo. E a tutti i sognatori che credono ancora di poter cambiare il mondo. C.Musio







Cosa è giusto per te? Chi può dirlo? E, soprattutto come capirlo?... Molti pensano di saperlo nella loro assoluta presunzione o concezione dogmatica dell’esistenza e della sua conduzione personale. La difficoltà primaria nella scoperta di sé, il più delle volte è capire cosa cerchiamo e vogliamo dalla vita anche se prima di tutto riusciamo a capire cosa non desideriamo avere accanto attraverso le esperienze vissute e gli inganni altrui. Arianna sa bene cosa non vuole essere. Sa chi non vuole ricordare. Sa di chi non sarà mai il riflesso. Di contro, sa chi vuole essere: una Donna, prima di tutto. Amava l’idea di studiare e progredire. Una banalità direte voi, ma per le mentalità dogmatiche e inflessibili rappresenta il peggiore degli incubi concretizzati in realtà. Ci fu un tempo in cui Viola conobbe l’amore, quello puro e immediato che toglie ogni primordiale timore di affrontare il mondo. Viola sentì al primo sguardo di Giuseppe la sua appartenenza animica e destinata a quell’uomo così diverso dalle sue ferree prospettive familiari e sociali da porla davanti alla scelta più difficile della sua vita: lasciarsi andare all’amore o fuggire nell’oblio sociale. Come di consuetudine a farla da padrona fu il sentimento, a discapito di qualsiasi convinzione politica, religiosa, tradizionale e familiare. Viola seguì il suo cuore, dimenticando però il coraggio di tutelarlo dall’ignoranza altrui. Quello che però donò inconsapevolmente a chi le ricorderà chi avrebbe potuto essere, se solo lo avesse voluto. Sofia vuole conoscere Marco attraverso le parole della madre Alice, che senza esitazione la coinvolge nel passato di quella giovane ragazza dalla forza di una rivoluzionaria che inseguiva gli occhi del lettore appassionato con cui riusciva a mostrarsi per ciò che era realmente. A soli pochi anni Sofia scopre cosa voglia dire l’amore per la cultura e la volontà di decidere per la propria vita senza dettami prefissati dalla religione o peggio dai politicanti. Arianna amava leggere, studiare e soprattutto amava farlo attraverso gli occhi di Marco, colui che le permetterà di essere se stessa, di seguire le sue idee anticonformiste, di fare ciò che nessuno aveva ancora il coraggio di fare da donna: esserlo! E, diventare una studentessa che persegue il suo sogno di cambiare la società patriarcale sostenuta da colei che mai avrebbe voluto rassomigliare nella società, simbolo di un dogma ben troppo fossilizzato. I dogmi. Li potrei definire il vero male del mondo. Convenzioni mentali che conducono a null’altro che a emozioni, sentimenti, relazioni convenzionate. Scusate il voluto gioco di parole, ma vorrei consolidare l’assomiglianza significativa e sonora della convenzione dogmatica esistenziale. Il dogma d’essere consente la convenzione mentale: ti dicono come devi essere e tu ti convinci che sia giusto così. Il tradimento più grave che tu possa fare a te stesso. “La libertà non è fare ciò che si vuole. Neanche l’uomo più ricco del mondo può fare quello che vuole. Ci sarà sempre il sole, l’ombra, il freddo ad obbligarlo a fare qualcosa di diverso. La vera libertà è essere se stessi, coltivare e mostrare al mondo quello che si è davvero.” (F.Caramagna) L’insegnamento più grande che la Musio ci ha dato con il suo “Farfalle nel vento” è che la vera forza motrice della società siamo noi e la nostra volontà. Noi solo possiamo determinare chi siamo e determinarlo a sua volta nella società in cui viviamo. Senza la capacità di amarsi come si è, accettarsi e volersi mostrare agli altri per la propria natura non saremo mai pronti a cambiare il mondo, perché non sappiamo neanche come vivere in esso. O, con quale faccia….








“In fondo erano due sconosciuti. Che si erano sfiorati in una città distrutta. E, senza spiegazione e senza ragione, avevano intrecciato i loro sogni” C. Musio Edizioni-La Zattera