HANGDRUM MUSIC


Vi sono inspiegabili accadimenti che la vita ci fa vivere e talvolta non sappiamo come sia possibile il loro verificarsi . E' ciò che è accaduto a me quando scorrendo la mia personale pagina facebook, mi trovai a cliccare su un link che mi ha portato a scoprire un mondo superiore, ossia quello dell'Hang instrumental music. Rimasi stupita dalla potenza ancestrale di uno strumento così tanto particolare che a chi non lo conosce, non dà neanche l'idea di esserlo. Iniziai a scoprire così i vari artisti che riescono a diffondere con il solo tocco della mano un magico e pacifico suono armonico. Ciò che mi ha colpito è la capacità dell'artista di trasmettere pace attraverso la musica. Decisi dunque d'impulso, come usualmente agisco, ahimé, di dedicare una parte del mio blog alla conoscenza di questo magico strumento e dei suoi artisti. Tutto ciò in neanche un giorno....pensate la potenza quale potenza ha questo tipo di Arte!
L'Hang è uno strumento musicale idiofono che è stato ideato nel 2000 da Felix Rohner e Sabina Scharer, a Berna, in Svizzera. Gli strumenti idiofoni sono quelli il cui suono è prodotto dalla vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l'uso di corde o membrane tese, privo di una colonna d'aria a esser fatto vibrare. I suoi ideatori hanno fondato la Panhart Hanglau AG come società, società di commercializzazione dello strumento. La sua struttura si compone di due semisfere appiattite in acciaio temprato che gli danno la forma "a lente" unavolta unite. La particolarità si propone nelle sette cavità laterali, che circondano la protuberanza centrale. L'Hang è il prodotto di un'idea di due artigiani che ideavano in precedenza steelpan, perciò le varie cavità non sono altro che il prodotto artigianale mirato a produrre una scala intonata con la nota differente per ogni strumento. Inoltre è creato con fogli di acciaio nitrato e non necessita d'altro per essere suonato. Questa è la sua magia: per suonarlo basta la mano e il polso. Oltre al talento dell'artista che di solito lo suona appoggiandolo sulle ginocchia. Hang significa mano e si può ben dedurre perché visto che non solo lo si suona con essa, ma è con la mano, appunto, dell'artista che si sente la pace per mezzo della musica. E io, semplicemente, sarò felice di mostrarvi di volta in volta i vari artisti del genere poetico della musica come questo.

                                                                    MARCO SELVAGGIO

 
 
 

Marco Selvaggio è nato il 7 Ottobre 1983 a Catania e si è laureato in Giurisprudenza. Ma il destino di Maroc si preannuncia ben presto, sin quando in fase di post-laurea propone progetti interculturali legati alla musica tradizionale africana e percussioni in generale.
Un appassionato della creatività musicale non può non dedicarsi alla scoperta artistica dei vari strumenti esistenti, seppur non conosciutissimi. La cosa che mi ha colpita di più di Marco Selvaggio è che ha cominciato a studiare musica nel 2000 col maestro senegalese diplomato in Accademia delle Belle Arti di Dakar. Mi ha colpita poiché già dall’inizio ha impostato con decisione il suo bisogno musicale che poi ha solo sviluppato e fatto conoscere al mondo.

La sua passione dunque lo ha portato ad esplorare i suoni, le vibrazioni e i vari strumenti percussionistici generatori di origine africana ( Sangbrin, Kenkeni, Dounbunbà) e il didjeridoo australiano. La sua carriera di percussionista poliedrico, però, nasce con l’Hang, con cui suona al suo primo concereto dedicandosi poi a spettacoli teatrali, Expò del 2015, mostre fino a incidere due album importanti, il “The eternal dreamer” e l'”Aether”.

L’Hang (o anche detto Hang Drum, accezione considerata impropria dagli ideatori svizzeri) è uno degli strumenti più rari al mondo infatti ve nesono solo 10.000 esemplari. Potete dunque comprendere lo spessore dell’artista che riesce a suonare per primo l’Hang sulla musica House ed Elettornica. E’ uno strumento composto da due parti convesse di metallo unite l’una all’altra e dette Ding e Gu. La prima è composta da otto parti tonali poste nella parte più esterna al corpo mentre la seconda funge da cassa risonante.
Marco Selvaggio è il simbolo dell’innovazione musicale, capace di unire la musica che dona pace all’anima alle vibrazioni sonore elettroniche.
Per ulteriori e più dettagliate informazioni potete consultare il suo sito http://www.marcoselvaggio.com/

FOTO RICAVATE DAL WEB.

HANG MASSIVE

Hang Massive
Gli Hang Massive sono un duo di musicisti internazionali composto da Danny Cuds (UK) e Markus Offbeat (Svezia).
I due s'incontrarono in India dove trascorsero i mesi invernali per svariati anni, ma la loro esperienza musicale li ha portati a evolversi ben presto sugli scenari pubblici mondiali. Fino a pochi anni fa regalavano la loro melodia sublime alla nicchia, mentre attualmente la divulgano al mondo. I due musicisti però non amano catalogare la loro musica in un unico genere.

Sono due artisti liberi che meditano sulla loro posizione nel mondo, che vorrebbero come una totalità armoniosa dove ritrovarsi all'unisono. Nel 2011, di ritorno dall'India decisero di dar vita a "Once Again" che segnò la loro ascesa sulla scena musicale mondiale.

Fu dunque la melodia meditativa dell'Hang a generare interesse tra il pubblico che incrementò di netto e la loro capacità artistica la tramutò in musica.
Quando hai necessità di superare la barriera ultraterrena e di elevarti con lo spirito nella pace interiore basta ascoltarli. Riescono a liberare la mente e svuotare il corpo dallo stress quotidiano.

E' un richiamo quello che riescono a suonare.

Un richiamo alla pace.

MANU DELAGO

Percorrendo il mio studio conoscitivo dell'hang music & musicians, ho iniziato a scoprire la talentuosità di un grande artista dell'aulico strumento magico. La conoscenza mediatica dell'artisticità di Manu Delago è avvenuta in modo casuale mentre cercavo di approfondire il tema dell'accordatura aurea.


Manu Delago è un musicista austriaco che ha dedicato la sua vita alla musica sin da piccolo. Basti pensare che all'età di sei anni ha cominciato le lezioni di percussioni e a dieci suonava il pianoforte. La sua conoscenza musicale fu dunque una naturale conseguenza del suo talento infatti a quattordici anni già suonava la batteria per svariate bands fino ad arrivare nel 2003 all'handpan. E' quasi il destino a compiersi quando un richiamo allarte si realizza così naturalmente e in modo repentino.

La completezza artistica di Manu Delago si manifesta nella sua crescita professionale, quando nello stesso anno in cui scoprì l'handpan la sua rockband "HotchPotch" ha vinto l'Austrian Band Contest, dando inizio a una serie di tours in giro per il mondo. La sua formazione culturale non è da meno del suo talento, visto che dopo la laurea in percussione classica, ha raggiunto Londra per studiare Jazz Drums al Guildhall School of Music and Drama, per poi dedicarsi alla composizione al Trinity College of Music.

La sua carriera musicale è trasversale, ma dà comunque centralità all'handpan. Ne è massima espressione un suo progetto che diventerà un incontro musicale di sette artisti, egli incluso, sulle montagne alpine. Parasol Peak, diventa ai miei occhi l'emblema artistico maggiormente carico d'anima artistica elitaria, proprio come piace a me.

In esso Delago unisce le sue passioni principali, la montagna e la musica. Un progetto unico nel genere e meravigliosamente sorprendente dal punto di vista del talento. Quando mi ritrovai a guardare il docu/film scoprii come qualsiasi elemento naturale possa essere accordato al suono della musica, basti che capiti nelle mani abili di coloro che magicamente uniscono la musica alla natura.

I sette artisti sono riusciti in qualcosa di talmente raro da qualificarsi come tali essi stessi. Hanno suonato tra i monti, riprodotto suoni musicali nella natura in uso dei suoi elementi e Manu Delago unisce a ciò la magia del suono aulico dell'handpan, seduto da solo (eccezion fatta per lo staff) sulla cime montuosa. In questa fase sonora del film, i musicisti suonavano individualmente senza potersi guardare reciprocamente.

Le Alpi diventano, così, lo scenario musicale dell'arte.


Manu Delago- Handpan, Drums, Composition
Video: Metromark
Parasol Peak
www.manudelago.com



Daniel Waples

Daniel Waples è un handpanplayer inglese nato nell'Essex del Regno Unito. Si approccia alla musica all'età di 11 anni iniziando a suonare la batteria e la tromba nella Romford Drum & Trumpet Corps. Il suo incontro con l'Hang Instrument è stato anticipato dalla conoscenza della chitarra che lo condusse alle prime esibizioni pubbliche. La passione musicale fu associata all'uso di utensili a mano, quando all'età di 18 anni iniziò a lavorare presso la scuola di Tatnes. L'evento fatidico che determinò la conoscenza di percussioni africane e Hang Drum, il quale comprò per la prima volta nel 2006 all'HangBau in Svizzera, terra natale dei due artigiani fondatori della Panart, creatice degli Hang Drum. La sua sentita intenzione di dedicarsi a questo tipo di strumento musicale si concretizza in India, dove il musicista si recò per dedicarsi alla sua carriera e avviò la formazione a tale strumento per mezzo dei social. Daniel Waples nasce e si afferma come musicista di strada dove ha saputo diffondere la sua arte musicale, grazie al supporto emotivo popolare. Attualmente, la sua fama di handpanplayer lo precede conferendogli tutto il successo meritato, incrementato dalla capacità di allietarsi per merito dell'empatia con la gente che lo ascolta. Daniel ha sempre viaggiato il mondo non solo ai fini della personale conoscenza culturale, ma anche per accrescere la sua arte musicale col contatto umano e la partecipazione popolare alle sue esibizioni.

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