ADELE MANUTI, l’Art Director che illustra il mondo

L'Art Director che illustra il mondo

La creatività e il mondo dei colori

Adele ripercorre la creatività così come riascolta le parole del nonno quando osservando la sua propensione all’arte le diede l’appellativo d’artista della famiglia. Come dar torto a un nonno? A maggior ragione se ciò che asserisce è la realtà? Difficile non percepire la creatività quando la si ha di fronte, in special modo se la stessa è frutto dell’amore generazionale.
Adele si conferma nel tempo come il riflesso delle parole del nonno e comincia a frequentare una Bottega d’Arte.


Quella Bottega era il mio luogo sicuro, ero spensierata quando prendevo in mano una tela e sentivo l’odore dei colori ad olio… entravo nel mio mondo!.”


Ha sempre un fascino speciale sentir parlare un artista del proprio mondo, in quanto in esso riflette la sua personalità, distaccandosi da quella ordinariamente usata nel mondo di tutti.


“La creatività è un mondo in cui le persone possono ritrovare se stessi e provare a osservare da altri punti di vista.”

In tal modo l’Art Director spiega la creatività, quale massima forma d’espressione di chi ha deciso d’entrare nella propria Bottega personale, nido d’arte e libertà assoluta in cui ogni invitato ha un rara possibilità: dar vita al suo bambino artistico interiore.

Qualsiasi individuo si approcci alla conoscenza introspettiva lungo il percorso evolutivo di crescita, comincia un tragitto di personalizzazione, durante il quale però non necessariamente vi è inclusa la conoscenza di sè come artista.
Ritengo questo approccio conoscitivo il più articolato, poiché può dispiegarsi in modi disparati e inaspettati, ma pur sempre il più entusiasmante. Quando ancora non hai piena capacità d’uso del tuo estro, può accaderti di vivere emozioni contrastanti, talvolta sconfinanti nella tensione, se non confusione.

Nel momento in cui trovi il primo ingresso delle porte dell’arte o finestre, come meglio le intendo io, lo varchi piacevolmente seppur con l’ansia dell’ignoto che si va a raggiungere.
Adele in questo ingresso vi trovò colui che con le sue parole diede forma alla sua creatività mentale; quel nonno dal pronto intuito che le permise sin da subito di riconoscersi nell’Art Illustration, ponendone le basi emotive. Le ha rafforzato già nei primi anni di vita la forma mentis artistica, la quale ha poi trovato sviluppo nella Bottega prima e all’Università poi.
Adele ha colorato il mondo con la sua professionalità, io mi compiaccio di mostrarvi come.

Adele Manuti

L’esperienza
L’Art Director è nata a Bari il 05/06/1994 e da otto anni vive a Milano, dove ha frequentato la NABA, Accademia di Belle Arti e attualmente lavora presso un’agenzia e al contempo di dedica all’ambizione lavorativa dell’Art Illustration. Ha dato vita al progetto librario”Il gioco del silenzio” scritto dall’autrice Maria Laura e da lei illustrato, edito dalla casa editrice italo-argentina “Le Pecore Nere” Si tratta di un libro contenente una storia per bambini, in cui il linguaggio visivo correda quello scritto, nonché la fantasia dell’autrice.

Libro di Elefanteveg.it
“Mangia come un Elefante”
iIlustrazioni di Adele Manuti

La passione per la creatività quando e come è nata?
Anche se sembra scontato dirlo questa passione mi accompagna sin da piccola, sono sempre stata “l’artista” della famiglia (o così a mio nonno piace chiamarmi). Il mio gioco preferito era il colorato banco scuola della Chicco dove disegnavo e mi sporcavo le mani con qualsiasi tecnica. Amavo guardare Art Attack, per me era un appuntamento fisso, è così che passavo le giornate, ritagliando, incollando e colorando i cartoni del negozio dei miei genitori, credo infatti che ad un certo punto non sapessero più dove mettere tutte le mie stramberie.
In prima media decidono di farmi frequentare una bottega d’arte nel pomeriggio, è stato qui che ho capito che forse in fondo mio nonno a chiamarmi “artista” un po’ aveva ragione. Quella bottega era il mio luogo sicuro, ero felice, spensierata e me stessa, quando prendevo in mano una tela e sentivo l’odore dei colori ad olio entravo nel mio mondo. Crescendo quel mondo è diventato sempre più reale ma anche meno idealistico, ho capito che dovevo trasformare la mia passione anche nel mio lavoro, e si sa il mondo dell’arte e della creatività non è facile, è sottovalutato, spesso non apprezzato e soprattutto spesso non ti porta il pane a casa. Ho deciso di partire verso Milano e frequentare il corso di Graphic Design all’Accademia di Belle Arti. Sono entrata nel mondo lavorativo molto presto, dopo un mese dalla laurea, e mi ritengo fortunata perché ho sempre avuto esperienze molto positive sul lavoro. Parallelamente al mio lavoro di agenzia porto avanti il mio lavoro da illustratrice, dalla tela e pennelli sono passata alla tavoletta grafica, ma la passione e l’amore per questo mondo è rimasto la stesso. E nel 2020 sono riuscita finalmente a coronare uno dei miei sogni nel cassetto, quello di pubblicare un libro illustrato da me “Il gioco del silenzio”, e per me questo vale tutto lo sforzo che faccio nel portare avanti due lavori contemporaneamente.


Come prende vita una tua creazione? Quali tecniche usi per la realizzazione delle tue creazioni?
Dipende molto dall’uso che se ne deve fare, spesso se sono illustrazioni personali uso la mia moleskine (irrinunciabile) le mie matite preferite della cara D’ache e disegno a mano. Il 90% delle volte le illustrazioni servono per delle stampe quindi dopo un primo schizzo a mano passo al digitale, mi piace però che nelle mie illustrazioni si senta sempre quella sensazione del “fatto a mano”, uso infatti molti pennelli effetto matita e quasi mai sfumature nette.

Quale elemento preferisci risaltare?
Mi piace disegnare quello che vedo in giro ma soprattutto le sensazioni che sto provando in quel periodo, cerco di immedesimarmi nel pubblico che vedrà l’illustrazione e cercando sempre un punto in comune con loro. Ma soprattutto il mio lavoro è esprimere ciò che spesso non si riesce ad esprimere a parole in disegni, forme e colori. Le mie illustrazioni raccontano tanto di me, sono una gattara, amo gli animali, sono vegetariana e molto attenta all’ecologia, nei miei lavori infatti vedrai tantissimi gatti, tantissime piante ed elementi naturali, ma anche fantastici perché si sa credere un pò alla magia fa sempre bene all’umore 🙂

In cosa consiste il tuo lavoro e, soprattutto come si approda all’Art illustation?
In agenzia sono Art Director e lavoro principalmente nel digital, supporto i clienti nella comunicazione online, creando contenuti social, aggiornamenti e-commerce e newsletter. Per molti clienti mi occupo anche di realizzare materiale grafico per la stampa di vetrofanie e tutto ciò che c’è in un negozio. Nel mio lavoro da freelance oltre a gestire altri clienti sempre nei social, realizzo illustrazioni su commissione, vendo piccoli oggetti con delle mie illustrazioni e ho da poco pubblicato un libro illustrato scritto da Maria Laura Mura con la casa editrice Le Pecore Nere “Il gioco del silenzio”, e ho collaborato per il libro “Io Servo” di Vincenzo Donatiello disegnando sulle fotografie di Marco Varoli.

L’Arte è la parte migliore di ognuno di noi…Come ha migliorato la tua vita?
Quando disegno entro nel mio mondo, è come se vedessi per un momento tutto più positivo e il mio desiderio è di trasmettere agli altri queste mie sensazioni. Quando finisco un progetto, anche se come tutti i creativi trovo sempre qualche difetto e qualcosa da migliorare, sono soddisfatta di me stessa, felice e non vedo l’ora di mostrarlo a tutti!

I colori: quanto contano nel tuo lavoro?
Tantissimo, direi fondamentali! Anche solo guardarmi e vedere il mio profilo ti fa capire quanto io ami il colore! Amo i colori chiari e pastello, ma il mio colore preferito è il rosa in tutte le sue sfumature. I colori riescono ad esprimere tantissimo, ogni colore suscita in noi una precisa emozione, e con sé un insieme di significati e di simbologie, creando un vero e proprio “linguaggio visivo”. Dall’altra parte anche l’assenza di colori ha un significato fortissimo, nel libro “Il gioco del silenzio” infatti la scelta dei colori è stata per me fondamentale per trasmettere le sensazioni dei personaggi.


E come colorare la società d’oggi, nonostante le difficoltà di sviluppo comune?
Prova ad immaginare ad un mondo senza colori! Io non riuscirei e credo nessuno (anche i più amanti del colore nero). Danno una sfumatura a qualsiasi cosa, un significato a qualsiasi gesto e oggetto. Quando mi trovo in un “mondo colorato” che si immaginario o un luogo reale il mio umore cambia completamente (la mia casa infatti è piena di oggetti colorati). Spesso associamo alcuni momenti della nostra vita a delle tonalità, ci viene quasi automatico, periodi bui o avvenimenti felici che ci ricordano il giallo, “vedo tutto nero” o “sono viola dalla rabbia” sono due delle tante espressioni che utilizziamo e che ci fanno capire quanto il colore sia potente per cambiare l’umore delle persone.

Quale colore le attribuiresti?
Non credo di poterne scegliere uno solo, “il mondo è bello perché è vario” ed è proprio così, fatto di mille tonalità e mille sfumature che convivono. Ci sono tanti lati negativi di questa società è vero ma per non perdere il nostro entusiasmo dobbiamo cercare invece di focalizzarci sulla parte positiva e più “colorata” , e cercare anche noi nel nostro piccolo di portare il NOSTRO personale colore a supporto di essa.


Il gioco del silenzio, un libro illustrato da te. Puoi raccontarci come è nato e si è sviluppato il progetto?


É nato direi quasi per caso. La prima cosa strana che posso dirti su questo progetto è che io e l’autrice non ci siamo mai conosciute dal vivo. Un giorno a lavoro un mio caro collega mi dice che una sua amica autrice cercava un’illustratrice per una storia per bambini scritta da lei, io felicissima ho passato subito il mio contatto! Io e Maria Laura (l’autrice) , lei in Sardegna e io a Milano, decidiamo di fare un primo passaggio con una bozza della prima pagina per capire se fossimo in sintonia, e che dire è stato un colpo di fulmine! Io innamorata della sua storia e lei dei miei disegni, ha iniziato così a prendere forma il libro,pagina per pagina, e vedevo pian piano il mio sogno sempre più realizzarsi. Dopo vari mesi di contatti con le case editrici finalmente una risponde a Maria Laura e non potevamo avere una fortuna più grande che conoscere la bellissima realtà delle Pecore Nere, una casa editrice indipendente italo – argentina. Ci siamo trovate sin da subito, ci hanno supportato tantissimo e hanno creduto in noi quasi più di quanto ci credessimo noi stesse. E così ad Agosto abbiamo pubblicato il libro e abbiamo anche ricevuto un’ottima risposta nelle vendite e nelle recensioni

Dal punto di vista grafico hai un’unica linea guida o cambia a seconda del progetto?
Nei miei lavori personali cerco sempre di tenere un mio stesso stile, ma purtroppo il lavoro non è sempre rose e fiori, spesso i clienti non capiscono i miei pensieri, non condividono le mie idee e mi fanno richieste molto diverse dal mio stile e dal mio modo di lavorare, ma fa parte del gioco, alcune volte cerco di trovare uncompromesso e altre poso la penna e dico con tutta serenità che quel lavoro non fa per me. Sono sicura che l’importante è essere coerenti con se stessi, crearsi una propria identità ma è anche giusto adattarsi al mercato, al momento storico e al pubblico a cui è destinato il progetto.

Per Adele la creatività è…?
È una potente forma di espressione e potente arma. È un mondo in cui le persone possono ritrovare se stessi e provare ad osservare le cose da altri punti di vista. È un modo per uscire dagli schemi e rilassarsi in un mondo spesso pieno di troppe regole e stereotipi. È riuscire a trasmettere un messaggio che raggiunga tutti, indistintamente in un modo in cui non se lo aspettano.

Ringrazio tutte le persone che hanno permesso che io sia qui in questo momento e che mi hanno aiutata e supportata a raggiungere i miei obiettivi. Il mio ragazzo presente durante le nottate di studio e tutt’ora presente nelle nottate di lavoro, i miei genitori che con tutti gli sforzi e le rinunce hanno permesso il mio percorso di studi e che non mi mancasse mai un colore o una tela. Alle persone che ho incontrato nel mondo del lavoro, negative e positive perché tutte sono state per me importanti nella mia crescita.
Ringrazio Maria Laura e Maria Pina delle Pecore Nere per credere in questa
piccola ragazza che vuole sfondare nel mondo dell’illustrazione.

Instagram Page: adelemanutiart

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