ALESSANDRO COCCO

La Libreria imperiale che fonda la cultura sarda

In un giorno qualunque dove tu

 sentirai il mio pensiero

io sarò lì ad accompagnare i tuoi passi che ricalcano i miei

con i tuoi occhi fissi sulla mia Anima

risplenderà la luce di un Nome

fautore della storica cultura sarda

dagli albori dei giorni

E poi che sarà mai il tempo paragonato al Sapere!

Quello nostro,

Familiare

Lo stesso che in un giorno qualunque segnò la vita del Mondo incantato

diffondendo la speranza nel cuore delle genti

 d’addivenire parte d’un sogno generazionale

di miglioria sociale.

In un giorno qualunque decidesti di seguire gli stessi passi capostipiti

nei quali ritroverai l’orgoglio di sentirli riecheggiare

nel suono del vento

 lungo i viali alberati della città del Sole.

La nostra città,

quella del Sapere storico

della Famiglia Cocco.

Il Sapere? Nulla di più svalutato nell’odierno scenario concettuale e quotidiano, attualizzato da una sminuita forma mentis collettiva che prende piede da restrizioni educativo-comportamentali. In un riquadro siffatto con contestuale impoverimento dei livelli istruttivo-formativi, sorge in una delle più note aree cagliaritane, il fulcro storico della cultura, la cui diffusione in Sardegna fu voluta, promossa e determinata dalla nota signorile Famiglia Cocco.

Sita nel cuore del polo giuridico del capoluogo sardo, la Libreria Cocco s’affaccia nella sua sommità culturale, di profilo non solo storico, ma sapiente.

Con ferma mia cognizione di causa, utilizzo tale aggettivo qualificativo e definitorio, ai fini di una vostra migliore comprensione dell’imposizione ferrea della struttura di per sé considerata. Sin dal primo passo all’interno della Libreria, si percepisce l’accoglienza composta ed educata di chi tra le mani detiene l’abilità del parlato promozionale, cordiale e introduttivo, ma al contempo anche quello saputo.  Cosa mai io voglia intendere con tale accezione lo si carpisce dall’intensità con cui affermo che l’ingresso all’uscio del libraio storico è proprio quello del Sapere.

Un termine, il sopracitato che porta con sé sempre un calco austero che s’imprime nella mia mente ogni volta che si pronuncia, come se portasse con sé un qualche velato cenno conoscitivo di profondità nozionistica e di contenuto a me ignoto.  Seppur il Treccani o un qualsiasi dizionario italiano lo  definisca come “…Possedere una nozione o un complesso di nozioni per averle apprese con lo studio, con l’applicazione intellettuale o per averle ricevute dall’insegnamento, dalla tradizione ….”, mi guardo bene dal circoscrivere il sapere letterario della Fam. Cocco e nella fattispecie di Alessandro, in siffatta definizione.  Essendo io uno spirito libero dalle etichette e/o anche solo da una minima classificazione della mia personalità sono lungi dal catalogare il Sapere in una terminologia predefinita, nonostante essa sia convalidata in dogmi linguistici.

Per trasmettervi l’intensità della missione di diffusione culturale promossa da Alessandro, ma ben prima dal nonno paterno e dal padre poi, mi appello all’autore letterario per eccellenza, colui che ha divinizzato una commedia.

“L’uomo tanto più vale quanto più sa; che perder tempo a chi più sa più spiace.”

(Dante Alighieri)

Il padre della lingua italiana ne dà un senso certo del sapere, inclusivo della valenza umana insita della conoscenza come criterio valutativo del genere umano. Non a caso dà vita a una commedia allegorica di salvezza umana in cui personalmente ravvedo il Sapere come mezzo di trasmissione etica e morale. La stessa salvezza culturale che metaforizzo letteralmente nelle gesta del nuovo, ma affermato volto dei precursori sardi dell’attività libraia.

ALESSANDRO COCCO

Il nobiliare volto del Sapere storico cagliaritano tra tradizione e rinnovamento.

“Non è tanto quello che ho costruito quanto il perché l’ho fatto.”

Alessandro nasce nel 1988 da una nobile famiglia cagliaritana da cui apprenderà l’importanza della Libreria all’interno dell’ambiente familiare e i sacri principi d’unione affettiva, stima, educazione che ormai sembrano essere divenuti cardini d’una élite ristretta del mondo, sopravvissuta allo sfacelo educativo. Cresciuto tra il sostegno morale di un elegante e colto padre, simbolo cardine della Libreria stessa che non è altro che unione, aggregazione, Alessandro è dotato di una solida autostima, capacità evolutiva nonché tenacia e intraprendenza. Tutte doti caratteriali ereditate dal nonno paterno e che l’hanno condotto a dirigere la sua vita sempre all’insegna dell’agire imprenditoriale. Egli, però, ha un ulteriore pregio, simbolo di tutto ciò che mi porta a stimare le persone e credere in esse: riesce a ridere della vita e soprattutto a far sorridere gli altri con il suo senso d’ironia e umorismo. Pure in questo caso si contraddistingue, riuscendo a portare allegria con una semplice chiacchierata anche laddove non vi è più da tempo.  La mia stima non la rivolgo a chiunque ma solo a chi si distingue dalla massa proprio come colui che sa ridere della vita, poiché ne ha conosciuto gli aspetti più ardui.

Dapprima dedito allo sporting activities come personal trainer accreditato e tesserato, s’ingegna la distribuzione di forniture e prodotti sportivi. La tenacia, quando si parla di Alessandro pare una costante imperturbabile e permeante la sua estrema personalità, rivolta alla creazione. Non a caso di Dante ne ho fatto un riflesso. Cito nuovamente il Sommo Poeta poiché laddove il primo con la Divina Commedia si rivolge alla salvezza umana con il volgo scritto, Alessandro proprio nel momento in cui era intento a combattere per entrare a lavorare alla Virgin, nota palestra  di Milano, riceve un particolare messaggio da una figura che ho stimato molto dai suoi racconti elargiti durante l’intervista.  Un segno, a mio avviso, più che un semplice sms contenente l’annuncio giornalistico dell’intenzionale acquisto del marchio libraio più rinomato a Cagliari da parte di un gruppo di imprenditori. L’indomani stesso Alessandro si ritrovò di fronte allo sguardo della madre asserendole con convinzione di voler riaprire l’attività di famiglia. Ecco chi fu a inviare il messaggio: la mamma. Educatrice, sostenitrice, in prim’ordine moglie non solo affettiva ma anche intellettuale di un uomo esempio e punto di riferimento per il figlio. Soprattutto, devota. Poiché questo è una mamma e moglie se rispettata nel suo essere o in altri termini detto, come Donna. Invero, quanto appena asserito è solo una sfaccettatura dell’elegante madre dell’editore. Se da un lato ha dedicato la sua vita all’amore familiare, dall’altro ha sempre mantenuto la sua autonomia lavorativa presso la Regione Sardegna dando mostra di sé ai figli d’esser una figura genitoriale forte e indipendente. Un connubio caratteriale che si palesa senza esitazione alcuna come esempio femminile per la prole e in particolare per Alessandro, la cui stima per la madre è emersa viva in ogni suo dire. 

È sempre un grande piacere per me dar dimostrazione di quanto sia importante che  una donna scelga di viver nel massimo dei suoi significati sociali e privati, come soggetto della propria vita affettiva ed economica a prescindere dal proprio compagno, o ancor più, marito. In tutto ciò si riflette la tempra della madre di Alessandro come una delle più vere esplicazioni dell’essere mamma ma anche donna.

Così iniziò la scalata di Alessandro al suo personale successo come fondatore nuovo e, specialmente, professionale, caratteristica ben poco promossa nel mondo lavorativo italiano. Ecco, cosa lo differenzia oltre all’intraprendenza che apprezzo quando la intravedo poiché quasi scomparsa. In molti preferiscono star in bassa quota, solo pochi eletti hanno il coraggio di far ciò che vogliono. Devo dire che dopo me stessa è la prima volta che mi capita d’incontrare un’uguale decisionalità nel vivere e nel prendersi ciò che si vuole.  Quando la vita ti distrugge sta a te decidere se ricostruirla dal nulla stralciandola o star lì a rimuginare sui pezzi andati persi. Alessandro a soli 24 anni ha preferito dar vita al suo impero greco libraio, rifiutando di rimanere nel retroscena, ma combattendo in prima linea per esso.

“Voglio solo creare il mondo che vorrei”.

Così Alessandro ben dieci anni fa diede rinnovata vita  alla sua tradizione familiare permettendo a tutti di accedere al Sapere, quello della Famiglia Cocco.

L’Arte del libro nel Mondo Incantato di Giovanni Cocco

Il precursore della lettura

Mentre Alessandro mi raccontava del nonno la mia mente vagava nei borghi cagliaritani del passato. Luoghi sconosciuti e poco strutturati dal punto di vista edile, sociologico e conviviale, ma non di vita vera. Ne puoi sentire il profumo anche a distanza temporale che per me è solo un metodo dell’uomo per scandire gli anni non per dividerci o impedirti di viverli nel presente con l’immaginazione.

Basta chiuder gli occhi….

La Cagliari dell’epoca emanava il suo solito alone di mistero e fascino che si protrae al tempo d’oggi. In un clima di assoluto benessere emotivo popolare s’interponeva la totale mancanza di un livello paritario e univoco d’istruzione e della possibilità di accedervi anche solo attraverso la lettura di un buon libro. In questa stratificazione sociale si staglia la genialità di un giovane diplomato al liceo classico d’origine familiare agiata, noti come unici distributori di carne in territorio isolano.  Nonostante la stabilità economico-lavorativa, la passione, come dico sempre io, stravolge tutto e Giovanni, con la tenacia trasmessa al nipote, s’impose come primo diffusore culturale sardo. Non fu poi così difficile decidere poiché fu il cuore a parlare e quand’esso parla nulla ha più valenza alcuna, nemmeno i soldi e la sicurezza monetaria che da essi ne deriva. Il cuore la fa sempre da padrone, in ogni luogo, classe sociale e tempo, per chi lo possiede.

Giovanni a soli ventidue anni diede vita a un meccanismo di distribuzione in loco di libri di vario genere affidandosi a una serie di agenti che lasciavano in visione i testi a una grande fetta della popolazione in attesa della restituzione, mai avvenuta poiché sempre preceduta dall’acquisto.  Cominciò così l’avventura del Mondo Incantato del giovane, il quale nel 1929 fonda la Libreria Cocco, rispettando la missione per cui si sentiva richiamato ad agire.  Con spiccato spirito imprenditoriale trasforma il suo piccolo nido di conoscenza in un’azienda con quaranta dipendenti, una serie d’uffici e sedi sparse per la regione, ottenendo in tal modo il monopolio di vendita editoriale anche d’oltremare. In altri termini la libreria si presenta come un marchio in grado di garantire un sicuro e valido lavoro a un ingente numero di famiglie, divenute parte integrante dell’azienda. Il giovane appassionato addiviene “il Libraio”, da sempre sostenuto e incoraggiato dalla donna destinata a intrecciare la sua vita, in virtù di un trasferimento paterno in una Banca sarda diretta dal medesimo. L’unione solida determinò l’origine del tutto, con forti basi formative alla migliore riuscita in un qualunque percorso intrapreso. Diedero insieme vita a una famiglia di ben dieci figli, tra cui Bruno, amministratore e gestore dell’azienda. Il destino però è sempre un decisore impavido, inaspettato e imprevedibile. Anche in questo caso non si smentisce permettendo l’incontro apparentemente casuale tra due anime che forse già s’appartenevano, ma dovevano solo scoprirlo. Lo capirono infatti quando di puro impulso Giovanni scelse la nuova ragioniera dell’azienda, assunta per sostituire il figlio Bruno impegnato a svolgere l’anno di leva militare. Da qui nasce l’unione ancestrale, che diede vita ad Alessandro, ultimo di tre figli.

Vedete, il destino, la destinazione e la desistenza hanno tutte la stessa desinenza e non a caso, visto ch’esso non esiste a mio parere, hanno una congiunzione contenutistica in quanto il destino è la tua destinazione anche quando tu non lo sai. È lì che ti porta, proprio dove devi essere nonostante tutta la desistenza tu possa fare.

Il Mondo Incantato di Giovanni Cocco è l’esempio imprenditoriale per eccellenza e rappresenta il nome che ha segnato la storia sarda dell’accessibilità alla cultura. Un nome che ho avuto l’onore di conoscere durante il mio percorso universitario giuridico e che la vita mi ha ripresentato proprio quando avevo pronte le valigie per il mio rientro londinese e mi ha bloccato di fronte al mio adorato polo IUSTITIAE.

Un nome da ricordare,

Un nome da onorare.

Un nome che ha fatto un’unica storia, quella sarda.

Un’unica libreria: La Libreria Cocco.

Nella vita non si volta pagina mai a se stessi, nemmeno quando si chiude il libro.

Harley Tokyo

“Quando si entrava nella libreria di Piazza Yenne era come percorressi il viaggio in

un Mondo Incantato”- A.Cocco.

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