BRYAN DALLE STELLE

L’ARTE STELLATA

In fuori luogo costante.

Quel permanente stato di sentirsi inadeguato,

non per tuo volere

ma per il vivere circostante.

Vivere in fuori luogo luogo costante

Se prima lo consideravo un tormento

Ora mi affliggo  quando mi sento appartenere all’esterno

Per timore di confondermi nell’oblio collettivo.

Essere un fuoriluogo

è la fortuna di chi

non si sente uguale

all’unanime oscurità globalizzata

nelle menti attuali.

Il fuoriluogo è il luogo dell’Arte

Quello che ogni artista fa proprio

Quello del diverso

Quello degno di essere chiamato mondo.

Lo stesso in cui ho incontrato il talento di Bryan Dalle Stelle.

Bryan e l’arte stellata dei sogni

Le persone in fuori luogo costante s’appropriano della mia anima  e la fanno loro per tutta la creatività implicita manifestata ad ogni contatto con il mondo.

La riflessione che ne consegue è sempre la stessa, emotivamente parlando, quella relativa alla profondità esistenziale che incontro nel loro sguardo. Il comunicare con loro, lo si fa in modo poco percepibile a livello pratico, ma molto intenso in termini empatici.  Ricorrente, è la ricerca inconscia di quel “posto-custodia” che nel mondo devi trovare per sentire la protezione dall’ignoranza quotidiana, che oscura la splendente forma in cui si palesa la vita individuale e artistica.

Il fuori luogo, dunque assurge a protezione stessa, diviene lo scudo da utilizzare durante le lotte obsolete di potenze mediatiche e popolari indegne e recidive storicamente. In questo scenario d’apocalittica deflagrazione evolutiva, s’interfaccia l’Arte, quasi a illuminare le menti afflitte dal buio culturale. Con siffatto compito strutturalmente costruttivo delle menti collettive, s’interpone nell’individualità scorgendo intimamente gli eletti, coloro che influiscono sul mondo semplicemente creando, producendo, innovando o ancor di più, disegnando.

Ecco, il luogo in cui s’inserisce Bryan e la sua Arte: nell’evoluzione culturale. Egli con un semplice (per i profani di tecnica d’arte come me) occhio, riesce a catturare il dolore per esempio e a comprimerlo in uno sguardo da lui medesimo espresso sul foglio. Lo stesso che diventa il luogo dell’artista in cui può esprimersi, esporsi, ricrearsi e anche parlarsi. 

Bryan è colmo di sentimento quando creare ogni tipo di soggetto che possa ispirarlo. Lo si comprende solo quando si “ascoltano” le sue opere, così come è capitato a me quando ne intravidi una in special modo….

Rimasi lì,  a scrutare cosa l’opera volesse dirmi…

Mi parlò di un mondo che Bryan costruisce  nell’immaginario di chi osserva  , un ponte culturale comunicativo che ti fa esplorare i concetti astratti come paura, amore, lotta interiore etc… Ciò che mi stupisce ,maggiormente è che l’artista non è in pieno consapevole di quanto sia magicamente capace di ciò.. proprio perché vive in un costante fuori luogo, quello degli artisti.

Lo stesso in cui vorrei addentravi con l’artisticità di Bryan, l’artista che proviene dalle stelle.

BRYAN DALLE STELLE

l’intervista

Bryan, un Artista dal talento affascinante e magnetico. Come è avvenuto l’incontro con l’Arte?

Non so esattamente quando sia avvenuto, quello che posso dire è che ho sempre amato disegnare. Mi faceva stare bene ed era l’unica cosa per la quale gli altri mi apprezzassero; questo mi ha stimolato a continuare, mentre la maggior parte dei bambini smette crescendo.

Quale corrente artistica segui maggiormente?

Sicuramente l’iperrealismo è la corrente artistica che più mi ha affascinato. Molte persone non ne comprendono il senso, invece ritengo non vi sia opera più potente di un quadro indistinguibile da una fotografia, il cui valore tecnico sia indiscutibile ed oggettivo.

Realismo o Surrealismo? Cosa ti cattura di più?

 Nonostante io mi senta più affine al realismo, adoro il surrealismo. Suppongo ci catturi maggiormente ciò che conosciamo di meno.

Quale tecnica prediligi?

 Utilizzo principalmente un approccio tonale, senza layers, quando voglio ottenere un risultato iperrealistico.

Il colore o il chiaroscuro: l’arte comunica sempre in modi alternativi. Quale tra i due ti permette di esprimerti meglio?

In futuro non escludo di utilizzare il colore, ma penso che il chiaroscuro sia più poetico e affascinante.

Le emozioni son sempre il primo tassello da inserire nell’animo delle genti. Come riesci a farlo con l’Arte?

Le tue opere ne sono ricolme…

Ti ringrazio! Tendo a creare delle opere che siano tecnicamente ben fatte, senza preoccuparmi troppo dell’opinione di chi le guarda. Sono dell’idea che chi ha la mia stessa sensibilità ne coglierà sempre significato, ed è questo ciò che conta.

Come nasce un’opera di Bryan? Qual è la maggiore fonte d’ispirazione?

Nella maggior parte dei casi è un insight, non è mai frutto di una profonda riflessione. Può nascere da un sogno o derivare semplicemente da un pensiero che improvvisamente mi attraversa la mente.

Cosa significa essere artista per te?

Non ne ho idea. Bisognerebbe prima determinare cosa sia l’arte, per poter poi identificare il significato di questa parola. Per questa ragione, non conoscendolo, non amo utilizzare questo termine e lascio a chi opera nel mondo dello spettacolo l’onore di abusarne costantemente. Al giorno d’oggi non sappiamo cosa sia l’arte, eppure tutti si credono artisti.

“See me” : un occhio. Un semplice occhio che è in grado di parlare più di mille parole o discorsi. Questa è una tua grande capacità. Puoi raccontarci come nasce l’opera?

Quel disegno è lo specchio della sofferenza che ho provato nel tentativo di migliorarmi artisticamente. Penso che solo chi ci passa possa capire quanto sacrificio comporti il tentativo di raggiungere un risultato di quel genere, da autodidatta. Vivere nell’assoluta incomprensione e solitudine non è facile, ma tempra lo spirito e permette di conoscerti meglio.

Vi è un artista che maggiormente ti ha ispirato?

 Paul Cadden, su tutti. Apprezzo anche i classici come Michelangelo, Leonardo e Raffaello.

Bryan dalle stelle: chi c’è dietro l’artista?

 Un ragazzo che, a causa della sua timidezza, ha da sempre faticato  a socializzare. Questo problema è stato costantemente ingigantito dalla tendenza a fare delle scelte giudicate incomprensibili dai più, e dall’avere interessi diversi dagli altri. Nel buio della solitudine, la passione per la psicologia e la filosofia sono un raggio di luce.

Dedico…

 Lo dedico a chi si rivede nella mia descrizione, a chiunque si senta solo, incompreso e diverso.

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