CATELLO MARRONE

“Non sentitevi mai inferiori a nessuno nemmeno

quando qualcuno vi fa sentire tale,

L’arte è per tutti, l’arte siamo noi.

Gli occhi non mentono mai.

La comunicazione emotiva e visiva di Catello

Il concetto espresso dall’artista è l’emblema ci tutto quello che ho  imparato a furia d’imbattermi in quelle energie basse che mietono la negatività nella tua anima, la coltivano fino a farla crescere e alberare la mente di bassa autostima fino a farti credere di non poter mai amarti o fare ciò che ami. Poi, incontri l’Arte  e capisci quanto possa essere affascinante conoscersi nelle proprie sfumature talentuose e crescere sempre più nella fiducia di quanto sei capace di creare.

Catello riesce ad esplicitare tale concetto che per tutti dovrebbe assurgere a massima di vita da non dimenticare soprattutto quando si ha di fronte le persone sbagliate che mirano a tirarti fuori il peggio di te, credendo di esserlo.

Catello disegna i discorsi che gli occhi riescono a divulgare senza la minima parola pronunciata, ma più comprensibili di tanti vuoti a perdere. La migliore capacità dell’artista consiste nel riprodurre il volto che mira a mostrare, nella totale empatia con quello reale di cui ne dà una massima rappresentazione esterna, senza dimenticarsi però l’interiorità che ne comporta.

Vede cosa è in grado di fare l’Arte? Rende gli uomini partecipi dell’anima altrui raffigurandola in un dipinto, una scultura, un disegno o qualsiasi altra forma in cui essa si manifesti. Una qualità questa propria del talento artistico di Catello nella totale naturalezza visiva ed intensa loquacità tacita.

Una delle opere da me preferite di Catello, però,  può sembrare stonare con quanto da me appena asserito in quanto mostra Ultimo con gli occhi chiusi, in fare pensoso che tutt’altro sta facendo se non comunicare con il pensiero. L’espressione catturata per mano dell’artista è contemplativa , ma con un urlo soppresso quasi volto a nasconderlo agli altri. Questa è una della mie rappresentazioni più adatte, che mi porta all’immediata immedesimazione con l’opera e nell’immediato mi conduce all’ascolto mentale di Pianeti, una delle sue migliori canzoni e più significative per me. Ma, di contro se si osserva attentamente gli occhi ci sono, seppur appartengono al Peter Pan che se da un lato richiama l’album del cantante dall’altro ci ricorda il nostro fanciullino, quello che ci permette di apprezzare la vita nella totale leggerezza dell’essere. Il mio Peter Pan, colui che mi raffigurerà sempre nella vita.

Spero con tale mia esposizione personale di aver risposto al tuo quesito molto interessante meritevole d’attenzione. Seppur, devo ammettere, è stato per me imbarazzante scriverla perché mi ha portato ad aprire me stessa. La scrittura però, mi consente anche ciò che nella vita quotidiana non faccio mai… esternare ciò che provo. È questo il potenziale del tuo talento: farci specchiare nelle tue opere e permetterci di farci parlare con noi stessi.

Gli occhi del resto, non mentono mai. Anche quando lo fanno le persone, loro parlano e ti dicono ciò che è, non ciò che vorresti sentirti dire. Così come l’Arte, fa.

Harley Tokyo

Instagram Page: catellomarroneart

CATELLO MARRONE

L’intervista

Quando è nata la passione per il ritratto?

Molto probabilmente la passione nasce proprio con noi. Già da bambino mi piaceva disegnare e colorare. Ero diverso da altri bambini coetanei, mentre loro giocavano, io disegnavo.

I volti. Ritrarli…che emozione ti suscita?

Potevo scegliere di disegnare qualsiasi altra cosa, esistono tanti stili e tanti modi per arrivare a suscitare emozioni, però ho scelto il volto, credo che quest’ultimo è la chiave per capire lo stato emotivo della persona. Mi suscita quasi lo stesso stato emotivo che prova in quel momento la persona fotografata.

Cosa ti spinge a ritrarre un volto piuttosto che un altro?

Sicuramente ci sono volti in cui mi sento più stimolato per colori, postura, espressività e spesso anche per la simpatia della persona/personaggio ritratto.

Quale elemento del viso ti piace maggiormente mettere in evidenza? Quale ti parla di più?

Gli occhi! gli occhi parlano e spesso manco li notiamo. Come ho detto nel mio discorso per la maturità. Questi sono il riflesso dell’anima, è la prima zona nel volto che completo, mi piace osservarli.

Quale tecnica prediligi?

Ho provato diverse tecniche, mi sono però soffermato con le matite colorate e la pittura a olio. Con le matite colorate ultimamente sto sperimentando le trasparenze sovrapponendo la stessa persona più volte sul foglio, molto complicata, ma so per certo che l’ho inventata io o perlomeno la sto divulgando.

Cosa deve trasmettere un ritratto?

Le emozioni sono prettamente soggettive, cerco di emozionare ma ad ognuno può arrivare diversamente. La faccio io la domanda, Cosa vi trasmetto?

Quale artista ha maggiormente influenzato la tua carriera artistica?

Ammiro Caravaggio.

Chi è l’artista secondo te?

L’artista per me è colui che non si etichetta, siamo tutti liberi creativi c’è chi lo dimostra su un foglio e chi in un altro modo. Ma prima di definirsi tale, ricordiamo che siamo persone.

E chi c’è dietro l’artista dei ritratti? Chi è Catello?

Catello è un semplice e umile ragazzo di periferia, cresciuto con questa voglia immensa di comunicare arte, di insegnare o perlomeno far apprendere a più persone possibili che si può fare. Spesso tendiamo a scoraggiarsi guardando gli altri, o a impiegare il nostro tempo libero con cose che possono rovinarci la vita. Dico perché non tentare? perché non aiutare una persona che in quel momento posso esserle d’aiuto? Catello è esattamente quello che vedete nei ritratti, con pregi ma anche tanti difetti.

Concludo dicendo a chi sta leggendo queste parole, non sentitevi mai inferiori a nessuno nemmeno quando qualcuno vi fa sentire tale, L’arte è per tutti, l’arte siamo noi.

Lascia un commento