MARCO SCALI

Esterrefatta.

Estasiata

Questa è la giusta concettualizzazione alla mia visione dell’arte di Marco Scali.

Il concetto nell’Arte

Ricordo che quando intravidi il colore del suo talento provai un’emozione improvvisa tale da condurmi in un mentale viaggio emotivo artistico, che mi permise di leggere la capacità di Marco di colorare un’emozione.

“La rappresentazione di un sentimento o di un concetto non importa…ciò che conta è l’emozione! La quale ovviamente ho tatuato sul mio corpo anch’essa…”

L’artista riesce a equilibrare la negatività sociale alla bellezza dell’arte, alle sue sfumature fluorescenti, alla beatitudine del vedere acclamanti la luce laddove il mondo ti porta a vedere solo oscurità, rabbrividendo al pensiero di dover vivere. Ecco, lo splendore dell’abilità artistica di Marco: illuminare le menti.

Il fattore di gran rilievo è quello di influenzare la mente sociale attraverso la creatività poiché per mezzo d’arte ci porta alla riflessione e a sensibilizzare le genti su temi che purtroppo passano inosservati.

Marco Scali illumina non solo le coscienze sociali, ma credetemi, anche gli animi sensibili alla bellezza dell’arte e della vita in genere.

L’artista è riuscito a unificare sotto il nome della bellezza due professioni incredibilmente straordinarie e quelle dell’artista e del make-up artist che coincidono nel loro potenziale creativo.

Egli è riuscito nell’intento di prestare se stesso all’arte seguendo la sua estrema visione colorata dell’energia vitale comunicativa tra realtà e istinto mentale e creativo, da me definito bisogno di dar vita all’Arte.

Nella luce del suo talento spero di addentrarvi mostrandovi la sua potenzialità di creare bellezza, dando valore ai concetti.

Instagram Page: marcoscali

MARCO SCALI

L’INTERFVISTA

Come nasce l’amore per la pittura? Quando inizia la tua via verso l’Arte?

Da bambino giocavo e creavo qualsiasi cosa mi capitasse tra le mani, smontavo e rimontavo dando nuova forma all’oggetto, sperimentavo di tutto…ma per quanto riguarda la pittura ne ero attratto ma intimorito, questo perché temevo di non esserne all’altezza. Poi a piccoli passi, ho sperimentato tutte le tecniche e oggi mi sento libero di padroneggiarle senza timore.

Marco Scali e l’arte fluorescente: dove inizia e finisce l’altro?

Dipingevo con un pensiero fisso, realizzare qualcosa di simile alla realtà, pertanto usavo l’olio donandogli un aspetto realistico, non dico iperealismo, (perché non ho pazienza) tutto sommato ci andavo vicino, ma ero stufo di sentire espressioni del tipo: “che bello, sembra una foto!”. Quindi dopo una prima personale a Venezia con “V.I.P Very important puppet”,dove impersonavo soggetti del passato abbinandoli a pupazzi, (ti posso citare James Dean con il corpo di Winnie Pooh, oppure Totò con il corpo di Kermit la rana, ecc.)

Venezia aveva risposto bene, proponendomi un’altra personale durante il periodo della biennale in una location di prim’ordine , questa volta però cercavo un tema che potesse conferirmi l’effetto “wow”, tanto agognato nella mia ricerca, e così dopo svariati tentativi tutti ad olio, deluso andai in laboratorio decidendo di concedimi il termine “sputare “ nella tela tutta la mia rabbia, senza alcun preconcetto o sfumatura. Presi colori a caso ,tra i disponibili  trovai dei tubi di colore fluo, e cominciai a dipingere. Alla fine di quest’opera dal titolo “Jimmy Hendrix” un ragazzino nerd entrò nel mio studio e vide l’opera…spalancò gli occhi e disse solo una parola: “WOOOW”! Il fluo e la Personale che mi cambiò la vita decisi di chiamarla “Fluoemotion”.

Globo Resistenza, un’opera significativa e d’incidenza sulla coscienza collettiva. Puoi raccontarcela?

In realtà ne feci anche un’altra, “vedila come vuoi”, che durante l’esposizione al Museo Muse di Trento subì dei danni che non permisero la sua riparazione, così ho avuto la possibilità di esprimermi una seconda volta, potendo così realizzare qualcosa di meno pittorico e più materico. Credo che “Resistenza” sia un messaggio, sufficientemente chiarificatore. L’organizzazione che ha permesso tutto questo fa capo a We Planet in collaborazione con Focus e Mondadori che si batte ,usando la creatività, per raccogliere fondi a favore della tutela ambientale. I 100 globi verranno esposti open air dal 27 agosto al 7 novembre, data finale, dove poi verranno battuti all’asta da Sotheby’s, devolvendo il ricavato ad enti benefici, per la tutela del pianeta.

Come migliorare il mondo con l’Arte? E influenzare la società?

Siamo gli influencer del mondo creativo, abbiamo un potere enorme per comunicare, ed io credo molto in questa potenzialità. We Planet come citavo prima ne sta dando prova.

Come nasce una tua opera? Da dove nasce l’ispirazione?

Spesso nasce senza rifletterci, le mie opere più significative sono comparse spontaneamente nel quotidiano.  Comunque mi piace lasciarmi trasportare dall’ispirazione, spesso mi esprimo con opere che hanno sollevato polemiche, ma questo fa parte del gioco.

Il colore: cosa rappresenta per te nel mondo? E nella pittura? Quanto conta nella tua creatività?

I colori sono contenuti nella luce e si manifestano grazie all’interazione con gli oggetti. Questa è stata la mia vera missione nella vita, quanto conta per me? Ti basti sapere che questo aspetto ha condizionato tutta la mia vita, la ricerca che ruota attorno agli effetti dati dal colore, mi hanno portato ad essere il make-up artist Chanel che sono oggi, ho sperimentato infinite tecniche, ho dedicato anni alla fotografia.

 Scoprire la forza incredibile data dai contrasti fluorescenti e  usare la luce per ottenere infinite variabili emozionali, conta così tanto per me che la massima di Caravaggio : “ Quando non c’è energia, non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita” è tatuata sul mio corpo, a dimostrazione di quanto credo in questo concetto.

Marco Scali: artista e make-up  artist Chanel. Cosa puoi raccontarci di te e della tua professione?

Quando sei ragazzo sai bene che con l’arte non è facile emergere e mantenersi economicamente, pertanto posso confermarti che la passione per la moda e il make-up nasce dal desiderio di conoscenza. Quale migliore professione avrebbe potuto accompagnare la mia ricerca creativa? Il mondo della moda, ma anche del lusso, del bello, del buon gusto, ma anche della possibilità di scambio socio culturale che ne ho potuto beneficiare, diciamolo non sono privilegi per molti artisti, è innegabile il vantaggio derivato da questo percorso.

Come rappresenteresti la società d’oggi in totale soggezione pandemica?

Come dicevamo prima mi lascio spesso trasportare dall’ispirazione… durante il lockdown ho creato alcune opere…

E la privazione della libertà? Come la dipingeresti? O con quale opera nota la descriveresti?

Questo è un argomento molto sensibile per me, ed estremamente delicato. Io credo che i governi siano consapevoli che la connessione mondiale ha creato vantaggi ma anche un enorme svantaggio, non siamo più condizionabili solo da telegiornali corrotti, perché l’informazione ormai è globale e siamo tutti connessi. Non vorrei addentrarmi in un dibattito politico, tuttavia la privazione della libertà la dipingerei creando opere meravigliose, ma coperte dalle bandiere che rappresentano i paesi che la limitano.

L’Arte può contribuire a cambiare il mondo? E come?

Basterebbe colorare il mondo, siamo circondati da oggetti dai colori tristi e cementizi, immagina i lampioni della luce colorati, ,ma anche i cassonetti dei rifiuti, le panchine, i tralicci delle antenne, le ciminiere delle fabbriche, sono innumerevoli gli interventi cromatici che si possono usare per stimolare le emozioni. La cromoterapia esiste e funziona.

Cosa è per Marco la pittura? L’arte in genere?

Anche qui uso una massima, ma questa volta mia: “La rappresentazione di un concetto o di un sentimento non importa…ciò che conta è l’emozione!” Ovviamente ho tatuato sul mio corpo anch’essa …

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