MARGHERITA DAVÍ

Le mille stanze della mente poetica di Margherita

La mia pittura non vuole ” raccontare ” bensì evocare stati d’animo, che sia una dolce malinconia, oppure una sottile inquietudine, essa tende ad essere delicata ma anche forte e solenne , profonda e mai superficiale, raffiguro spesso volti femminili , un universo che ovviamente mi appartiene , ma non è il mio unico scopo in quanto la mia pittura si avvicina maggiormente a qualcosa di “universale”che abbraccia tutti gli esseri umani ,con le proprie fragilità, spesso con la propria incapacità di stare al mondo, nell’ultimo periodo sono molto affascinata dalle ” mille stanze della mente”

La mente è sempre un luogo così privato da risultare d’estremo fascino per l’Arte, quasi com’essa s’intrufoli nella realtà cognitiva intima per dirigerla senza preavviso alcuno. Lì ti sorprendi a tramutarla in uno scritto, in un dipinto, una poesia o una composizione musicale. Non vi è spiegazione razionale alcuna; è l’animo a parlare , o meglio a dominare e quando questo accade nulla è capace di fermarlo a discapito di qualsiasi contrarietà d’opinione. Cerchi di darne un senso rivelatorio dell’altrui dire, dando a te stessa dell’incompresa, impazzita o addirittura dell’irrequieta in quanto parli per mezzo dell’Arte. In verità ti ritrovi a oscurare il mondo per colorarlo, dipingerlo come la Maestr Arte dice e non come l’uomo vuole. Senza più pensarci oltre dai ascolto ai tuoi dialoghi interiori e prendi in mano il tramite d’Arte con cui discorri con il mondo. Quello strumento che nelle dita di Margherita si tramuta in dipinto.

Le mille stanze della mente poetica dell’artista s’alternano nell’aprirsi all’animo della stessa per ospitarlo e dar luogo a un nuovo dire artistico che sfocia in una raffigurazione dell’Universo in un cartoncino.

L’Arte pittorica soggiace all’ordine discorsivo dell’artista che risponde alla chiamata con il pennello in mano, ma soprattutto nello Spirito.

Margherita è una creatrice del Sé manifestato nella sua mente metaforizzata come una stanza che l’accoglie e in cui erge la sua essenza con cui instaurare una loquace chiacchierata esplicitata poi nel disegno universale.  I  discorsi si aprono con il presenziare del suo Sé nell’andito psicologico artistico della sua stanza cerebrale, ospitante il suo Alter Ego. Dando spazio all’Arte dentro se stessa concede alla suddetta di prender vita propria in modo ch’essa la diriga al primo passo della sua concretizzazione nel reale: l’ispirazione.

Frequenze 
Acquerello su carta 
24×18 

Da qui…da questi dialoghi interiori s’origina l’opera animica di Margherita, fautrice dell’Arte mentale. Poiché, vedete, parlare  con Essa mentalmente non è altro che il riflesso di una manifestazione del processo creativo spirituale. Chi vede lo Spirito nell’Arte merita l’elevazione ad artista in quanto conferisce Luce all’oscurità mondana delle coscienze. Chi crede nel suo potere attrattivo e migliorativo nonché di nobilitare il pensiero, perseguendo la Bellezza, merita d’essere definito tale. Ben lungi dal compiere un superbo atto di reverenza verso chi definisco meritevole di tale appellativo definitorio, rincorro di contro l’ideale dell’uomo rivolto all’Arte come mezzo per dar Luce al mondo.

Ricercar la Bellezza laddove l’esser umano insiste nel porgere il lato peggiore di sé, è di per certo significazione d’un umile gesto di lotta alla perdizione all’Ego che imbruttisce anche i cosiddetti nobili societari.

In queste riflessioni personali in cui talvolta mi perdo, ravvedo il talento di Margherita Davì ch’ama la forza evocatrice della sua creatività tanto da concederci d’esser partecipi gustandovi la vista dell’operato artistico. Leggendo le sue risposte  alle mie domande, ho potuto emozionarmi nel ravvedervi una connessione di pensiero positivo sulla visione dell’essere umano chiamato dall’Arte per darne una sua manifestazione nel mondo. Quand’Essa ti bussa alla porta delle tue mille stanze mentali in cui tu la stavi aspettando, l’accogli aprendo te stessa facendole spazio nel tuo animo.

Harley Tokyo

Instagram page: margherita_davi_arte

Underwater

MARGHERITA DAVÍ

L’INTERVISTA

Come ti sei avvicinata all’Arte e in particolare modo alla pittura? 

Partiamo da un piccolo presupposto : io non amo molto autodefinirmi, preferisco che lo facciano gli altri , ma ci sono casi in cui è necessario farlo ..
Alla pittura mi sono avvicinata in maniera molto spontanea ,disegno da che ne ho memoria e dipingo da più o meno 24 anni ,da piccola disegnavo qualunque cosa suscitasse in me un emozione .Ho frequentato e conseguito il diploma all’istituto d’arte di Siracusa ed è stato un grande stimolo per me ,perché lì ho capito che l’arte e la pittura avrebbero sempre fatto parte della mia vita .

Quali dettagli ami metter in luce?

La mia pittura si avvale di un linguaggio vero e piuttosto istintivo, non amo molto collocarmi in una categoria, sono una pittrice figurativa e  realista, che non fa della perfezione tecnica il suo unico obiettivo, mi piace ” servirmi ” della pittura come mezzo e veicolo delle mie emozioni, a volte vengono fuori dettagli realizzati in modo forse minuzioso ,ma è una cosa che mi viene naturale non vi è lotta nella ricerca ossessiva del dettaglio e della perfezione ,perché è questo che dev’essere per me  la pittura, attraverso  qualsiasi tecnica ,nient’altro che veicolo della mia interiorità ,la pittura è la mia “voce” talvolta sussurrata ,talvolta è ” urlo” silenzioso .. 

Quale tecnica prediligi e perché? 


Le tecniche a cui sono maggiormente legata sono: l’acquerello , l’olio e le matite colorate ,quest’ultime sono state una piacevole e recentissima scoperta !

Cosa vuoi comunicare con i tuoi dipinti?


La mia pittura non vuole ” raccontare ” bensì evocare stati d’animo, che sia una dolce malinconia, oppure una sottile inquietudine, essa tende ad essere delicata ma anche forte e solenne , profonda e mai superficiale, raffiguro spesso volti femminili , un universo che ovviamente mi appartiene , ma non è il mio unico scopo in quanto la mia pittura si avvicina maggiormente a qualcosa di “universale”che abbraccia tutti gli esseri umani ,con le proprie fragilità, spesso con la propria incapacità di stare al mondo, nell’ultimo periodo sono molto affascinata dalle ” mille stanze della mente” come possiamo vedere negli ultimissimi studi ad acquerello ” geografie della memoria ” e “frequenze ” ma è solo un piccolissimo inizio di ciò che potrebbe diventare un progetto più grande.

Nel 2016 ho prodotto una serie di autoritratti dipinti ad olio con fondo verde , colore che ha soprattutto una forte valenza psicologica, il più rappresentativo  è ” Verde melacholia ” un Dittico; ” Verde melancholia ” piu che un semplice autoritratto è uno stato d’animo, un “autoritratto interiore “. Ho voluto accostare ad esso un simbolo alchemico, una sorta di pietra filosofale dal taglio ragionato,ispirato alla celebre incisione di Durër Melancolia 1. La pietra è come una sorta di costruzione , una mappa del mio animo pieno di codici da decodificare. Poi ancora Veritas e Aspettando Godot dove la mia pittura è ispirata alla pittura più cruda e vera di Lucian Freud .

Verde melacholia
Dittico


Poco tempo dopo ho realizzato una serie di acquarelli molto intensi,anch’essi molto ispirati a un  aspetto psicologico e riflessivo , come il piccolo trittico ” moto ascensionale ” dove l’acqua fluisce in alto ,capelli che diventano macchie fluide che svettano in alto ,tutto muta in uno stato d’animo rasente allo sgomento come possiamo vedere nell’acquerello Gabbie ,un’esistenza in continua “apnea ” nulla è descrittivo ma evocativo . Atmosfera decisamente più riflessiva invece la troviamo nell’acquerello “Rebirth ” come una rinascita , un riemergere dall’acqua elemento che da sempre mi affascina e a cui vorrei dedicare qualche piccolo progetto in futuro, infine un autoritratto ispirato agli Arlecchini e saltimbanchi di Picasso ,amo il periodo blu e rosa di Pablo Picasso , una pittura più vera e intrisa di povertà e sofferenza . Quest’ultimo è un tema a me molto caro a cui circa 10 anni fa ho dedicato un intera produzione , mimi silenziosi, volti istrionici ed enigmatici hanno accompagnato un periodo piuttosto lungo della mia vita..

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Rebirth
Gabbie


C’è un luogo in cui ami dipingere? 

Il luogo in cui amo maggiormente dipingere è la mia mente ,perché è l’unico spazio in cui mi sento realmente libera e perché è lì che nascono i miei dipinti , che prenderanno forma sulla tela solo in un secondo momento.


A quale opera classica o contemporanea assoceresti la società di oggi? 

Se dovessi accostare un’opera d’arte del passato alla società di oggi, penserei a  Guernica di Picasso perché , stiamo attraversando un periodo storico molto   buio ,un mondo che sta cambiando troppo  velocemente nel caos più totale , ma volendo essere meno tragica e  più positiva ,accosto la  società odierna  alla pittura di Caravaggio , dove la verità trionfa emergendo dal buio, attraverso una luce bellissima.
Spero possa essere di buon auspicio .


Chi è Margherita? 

Margherita Davì oggi  è un’artista di 40 anni che ha fatto della pittura una sorta di ” terapia ” di vita .. una pittura vera dalla doppia valenza, forte e fragile , delicata ma incisiva al contempo , ma soprattutto una pittura in continua evoluzione perché procede di pari passo ai cambiamenti della sua vita e del mondo ..

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