MICHELE FRANCO

L’Arte in pellicola

Dipingere ad occhi chiusi

L’arte ci consente di vedere ciò che gli occhi non permettono di catturare. Questa particolare magia è concessa a chi ha il supremo dono di vedere nel buio la luce dell’intuizione artistica inclusiva di messaggi che legano questa realtà a quella immaginaria.

Rifletto molto spesso se essa sia realmente immaginaria o irreale. Siamo proprio sicuri che l’Arte non mostri a chi richiama a sé un inesplorato mondo da svelare in plurime modalità qualcosa di estremamente superiore che l’artista tramuta nelle sue opere?

Solitamente il richiamo che l’Arte ti scaglia contro, o meglio, incontro è travolgente, immediato e soprattutto inaspettato. Può essere un sogno notturno, un suono musicale, una visione d’opera altrui o semplicemente può avvenire chiudendo gli occhi…

E l’Arte comincia a parlare il taciuto.

“Tutto è più nitido se chiudi gli occhi”

Titolo: L’AMORE NON HA LIMITI

Michele preferisce chiudere gli occhi per leggere ciò che l’Arte gli scrive nei silenzi incombenti della sua mente.

Molti dicono Arte ma poi ne rispettano l’essenza? L’umiltà nel riconoscersi come bisognosi d’arte è un’estensione animica nello spazio esclusivo di chi l’ascolta, la percepisce, essendo in grado di tradurla nel mondo attuale. Mi capita più volte di sentir dire quale artista possa essere o sentirsi chi opera nell’Arte, meno altre d’intravederne l’essenza, l’anima artistica. Non si può rimanere inermi all’incontro con i suoi interpreti che la soggettivizzano in un’opera o meglio detta creazione. Preferisco sempre definirla in modo siffatto poiché più in sintonia con la natura ideativa, innovativa della produzione originaria. La creazione implica sempre la nascita inclusiva di una “nuova vita”. E, chi dà vita ha sempre e comunque il dono di migliorare il mondo. La creazione e la creatività dunque hanno un unico comun denominatore: la novità lungimirante.

Un Nuovo che guarda nei meandri di una profondità astrale proiettata nelle menti dal genio intrinseco.

Un nuovo che verte sul futuro come innovatore della coscienza sociale che conduce alla riflessione collettiva fungendo l’Arte, molto spesso, da messaggera d’ampio raggio filosofico, sociale e/o politico o puramente artistico.

Titolo: APPARENZA
Costrizioni di Positività
Michele Franco Art

Capita, infatti, che l’ideatore creativo senta l’esigenza di dar vita a un’opera solo per il bisogno di farlo e null’altro motivo risiede nei retroscena significativi dell’opera.

 “Niente fermerà un artista quando deve creare. Non è passione, ma bisogno d’ossigeno”.

Michele Franco, nella sua piena esigenza creativa ha originato un nuovo modo di proiettarsi nell’Arte o di proiettare la stessa nel mondo. Lo ha fatto per mezzo della pellicola che con l’artista assurge a sfida, a nuovo mezzo di creazione.

Elevata, unica e pura Arte.  Essa miro a mostrarvi scrivendo di Michele Franco.  Desidero farlo dando voce a lui e al suo ingegno. Se potete chiudete anche voi gli occhi, una volta vista la sua creatività… sono sicura che vedrete meglio e più in profondità.

Instagram Page: michelfranco_art

MICHELE FRANCO

L’intervista

“Tutto è più nitido se chiudi gli occhi”. Cosa offusca il vedere, il tenere gli occhi aperti?

È proprio il tenerli aperti che mi porta a chiuderli. Tutto è più nitido e chiaro se li razionalizzo inconsciamente nel mio modo di vedere e sentire le cose.

Cosa vede l’artista Michele quando chiude gli occhi?

Quando chiudo gli occhi vedo quello che vorrei ,vedessero gli altri attraverso i miei. Un nuovo modo di vedere le emozioni , e ci riesco utilizzando la mia regola delle P.

▪Pensiero▪Pittura▪ Pellicola ▪Poesia

Ognuna si lega all’altra in maniera perfetta donando emozioni.

Quando è stato il primo incontro con l’arte?

È sempre un primo incontro, ogni dipinto è come una nuova conoscenza. Quindi credo che fin da piccolo di sicuro, ero pazzamente innamorato dell’arte.

Creatore di una particolare forma di pittura e arte: Il “Painting on film”. Come nasce l’idea di unire la pittura alla pellicola?

L’idea di unire la pittura e la pellicola ,nasce da una serie di sofferenze che volevo soffocare. Volevo creami del dolore per sfogare la rabbia usando il mezzo più caro, ovvero la pittura. Quindi il primo approccio è l’opera distrutta chiamata ” Autolesionismo”. Era un autoritratto ad occhi chiusi dato a fiamme. L’uso della pellicola è stato fondamentale, data la sua fragilità e trasparenza si legava perfettamente all’idea di quel momento. È anche una riflessione di come deve essere ogni essere umano. Trasparente e fragile, perché siamo tutti Fragili ma poco trasparenti.

Cosa rappresenta la pellicola?

La pellicola rappresenta la mia sfida continua e un nuovo mezzo per esprimere l’arte che vuole uscire fuori e che si sostituisce alla tela, perché con tutto si fa arte se è visibile nella tua testa.

“Niente fermerà un artista quando deve creare. Non è passione, ma bisogno d’ossigeno”. Se avessi potuto spiegare la creatività che ti chiama quando vuole lei,  avrei usato queste tue parole. Raccontaci cosa è per te la creazione artistica o comunemente detta arte.

L’arte è come la donna della tua vita, la ami , ci discuti, è tua amica ,ci passi ore insieme e ti è grata quando la esalti. Meno contenta quando si abusa del suo nome, come vedo troppo spesso

.

Come dipingeresti la società pandemica attuale con legame alla privazione della libertà? O forse dovrei osare chiedendoti.. Come la avvolgeresti con la pellicola, attraverso l’arte?

Titolo: Piano Piano

Ho fatto molti dipinti relativi al periodo pandemico, purtroppo per gli artisti non cambia molto credo , in un modo o nell’altro si rifugiano nel loro mondo e li trovano la libertà. Dobbiamo solo attendere che passi tutto, le urla non hanno mai spaventato nessuno quanto il silenzio delle città vuote. Un giorno lontano  racconteremo di aver vissuto questo periodo tragico.

Michele Franco, chi si cela dietro l’artista?

Sono una persona molto semplice e disponibile con tutti, nessuna aurea auto indossata, come quella che vedo a molte persone che fanno arte. Se vuoi conoscere davvero chi sono o mi contatti oppure mi trovi nascosto tra i dettagli delle mie opere.

Opera “In manette da te”. Loquace, diretta e toccante. Cosa puoi dirci della sua nascita. Cosa hai voluto comunicare?

L’opera ” IN MANETTE DA TE” è nata vedendo gli occhi delle gente disperata e ascoltando le difficoltà di amici che quasi rassegnati si preparavano alla nuova quarantena forzata. Il tutto causato da questo virus che ci lega le mani arrestandoci e che affrontiamo con i pochi risparmi l’ennesima chiusura.

Ho male ai polsi

ma non oppongo resistenza

sono forte e senza sofferenza.

Hai preso di me tutto ciò che volevi:

vita, lavoro e desideri, persino i più magici pensieri.

Nelle mani ho tutto quello che mi resta,

solo pochi euro da usare con la testa.

Si sono in manette da te ma non mi fai paura,

su continua la tua macabra tortura.

Stringi più forte dai sai che sono indifesa

ma ricorda che sono una donna,

e non esiste donna che si è mai arresa.

Poesia di M.Franco (DIPINTO SU PELLICOLA)

tratta dalla sua pagina Instagram michelefranco_art

Dedico

Ringrazio chi mi sostiene, la mia famiglia, le mie amiche e amici e tutte le persone che condividono e apprezzano i miei lavori. Grazie a chi posa per me e si apre, svelando la loro vera essenza, è la cosa più bella quando le persone si raccontano,  perché sono vere, dato che di persone false ne siamo pieni.

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