RAFFAELLA

L’illustratrice e ritrattista del mondo dei sogni

Un bel disegno senza la luce giusta è solamente un buon disegno piatto che non sa parlare”

Raffaella nasce come un’artista solitamente fa, ossia con l’Arte tra le mani ma soprattutto nella mente. Quando il pensiero inizia a elaborarsi di suo può essere considerato un sogno laddove realizzato coscienziosamente o meno. Quel pensiero si tramuta in idea che realizza ciò che la sua mente sogna e desidera riprodurre nella realtà.

La capacità intrinseca di realizzazione d’un immagine in una mondanità così sterile a volte, contraddistingue l’artista nell’intento di colorare la noiosa attualità con l’anima ritratta, Non a caso infatti Raffaella ama ritrarre i volti, con principale attenzione allo sguardo che si qualifica come conduttore d’espressività diretta dello spirito.

Il potenziale comunicativo dell’Arte di Raffaella è esplicito e diretto soprattutto quando mira a dare al ritratto o illustrazione la luce giusta, proprio quella speciale che rende un volto disegnato l’anima di chi lo porterà a vita con sé quel viso.

L’Arte dunque per l’ennesima volta parla, si mostra e lo fa con il candore colorato delle opere dell’artista che mira a ritratte l’emozione. Quella vera, quella che gli animi nobili, seppur adulti, portano con sé per l’eternità.

RAFFAELLA

L’intervista

La passione per la creatività quando e come è nata?

Direi che la passione per il disegno e la creatività in generale sono nate quando ero piccola. Sono sempre stata molto curiosa, mi piaceva osservare e sperimentare. Ogni occasione per me era buona per mettermi lì con carta e matita e disegnare, colorare, scarabocchiare o costruire. Se non avevo foglio e matita improvvisavo, come ad esempio al ristorante o al bar con tovagliolo di carta e bic. Quindi diciamo che la passione per la creatività mi accompagna da sempre e in maniera molto varia, nel corso del tempo ho sperimentato materiali e tecniche artistiche e creative davvero per tutti i gusti.

Come prende vita una tua creazione? Quali tecniche usi per la realizzazione delle tue creazioni?

Dipende un po’ dal tipo di disegno che vado a creare. Se si guardano i miei disegni si può notare che nonostante la mano sia secondo me riconoscibile, io mi avvicino a stili e tecniche differenti, proprio perché, a differenza di molti altri artisti e illustratori che preferiscono rimanere fedeli ad un unico stile o due, a me piace sperimentare, muovermi tra stili e tecniche differenti, provare ad uscire dalla mia zona di confort e tentare nuove strade, scoprire e prendere da tutto ciò che vedo….diciamo che sono un po’ eclettica nello stile. Quindi anche la fase di creazione si differenzia in base al tipo di opera: principalmente possiamo dire che mi dedico a ritratti realistici, illustrazioni pensate principalmente per il mondo dell’infanzia e degli albi illustrati, e poi una serie di opere di sperimentazione legate soprattutto alla pittura e al disegno digitali. Per i ritratti tradizionali parto chiaramente dalla foto di riferimento e cerco di catturare al meglio la realtà secondo il mio stile, non partendo però da una costruzione e dalle inclinazioni come si studia a scuola o in accademia, ma riportando le ombre e le luci…giocando con esse cerco di dar vita al volto. In genere amo la carta e la grafite, più raramente la tela, e se a colori uso matite artistiche morbide e miscelabili, in modo da ottenere maggior realismo dalla  sovrapposizione dei colori. Non amo invece molto il carboncino. I ritratti sono una delle cose che mi porto dietro da sempre, ho sempre amato ritrarre i volti delle persone. Riguardo le illustrazioni invece, tutto parte da uno spunto, da un idea, l’ispirazione mi può venire da qualunque cosa: un suono, una parola, un libro, un disegno di un altro artista che mi ispira una tematica che poi io vado a rielaborare, un gesto di qualcuno, davvero tutto può essere fonte di ispirazione….quando l’idea arriva devo mettermi al lavoro, sento proprio la necessità di riportarla subito sulla carta e dargli vita e forma. Comincio quindi con una serie di schizzi preparatori di studio, cominciando dall’impostazione della scena se prevista una ambientazione, altrimenti dalla costruzione del personaggio che viene scomposto in forme geometriche per semplificare il lavoro preliminare. Infine passo allo schizzo definitivo, rifinisco i dettagli, traccio nuovamente il lineart in modo pulito e passo alla colorazione. Le illustrazioni nascono quasi sempre con schizzi su carta, che vengono poi digitalizzati su tavola grafica o iPad e da questo punto in poi lavoro in digitale per sfruttare la creazione a livelli offerta dai programmi di pittura digitale, molto comodi per evitare cancellazioni, semplificare le fasi di colorazione preliminari e ingrandire l’immagine in modo da lavorare meglio sui dettagli. Per quanto riguarda i disegni di sperimentazione che amo fare in digitale, mi piace partire da una foto che utilizzo come base, che può essere un volto oppure un disegno Disney o altro, e poi iniziò a lavorarci sopra sperimentando pennelli digitali, tecniche particolari di colorazione, abbinamenti di colore …una cosa che amo fare è partire da un volto, iniziare a lavorarci come per creare un ritratto tradizionale, e arrivata a metà lavoro stravolgerne i connotati cambiando i colori, aggiungendo dettagli e creando qualcosa di nuovo e originale. Questa tipologia di lavori richiede il digitale perché la lavorazione a livelli permette di stravolgere senza cancellare e rovinare ciò che è stato fatto sotto.

 Quale elemento preferisci risaltare?

Sia nei ritratti che nelle illustrazioni do sempre molta importanza allo sguardo: gli occhi, che sia un personaggio in stile cartoon oppure un volto realistico, sono fondamentali per dar vita al disegno, dargli una personalità, suscitare un emozione. Un bel disegno con occhi senza vita e senza la giusta luce, è solamente un buon disegno piatto che non sa parlare.

 In cosa consiste il tuo lavoro e, soprattutto come si approda all’Art illustration?

Io sono in illustratrice e ritrattista. Per ciò che riguarda i ritratti è piuttosto semplice, riproduco la realtà di un volto secondo la scelta e le direttive del committente, cercando anche di consigliare la giusta posa per un ritratto che abbia un miglior impatto, e ricreando quei volti con la mia visione, cercando soprattutto, come detto prima, di far vivere quel ritratto attraverso lo sguardo e la giusta espressività, catturando il più possibile l’anima nascosta del soggetto. Per ciò che riguarda l’illustrazione è un discorso più complesso: il lavoro di un illustratore, in generale, è quello di soddisfare le richieste e i bisogni del committente tenendo conto di precisi canoni e regole. Il committente può essere un cliente fisico che fa la propria richiesta secondo le sue esigenze, oppure si può partire da un proprio progetto personale, ricordando però che anche in questo caso non si ha completa libertà ma è necessario soddisfare i bisogni dell’utenza a cui il progetto stesso è rivolto. Io ad esempio mi sto approcciando all’editoria infantile, creando quindi albi illustrati per i più piccoli, e libri da colorare e di attività, essendo io anche un Arteterapista ho l’obiettivo di unire insieme questi lavori. In questo caso, le richieste possono arrivare da un editore o da un autore di testi per bambini, e quindi si avranno dei vincoli legati sia alla fascia di utenza a cui sarà rivolto, sia al committente che farà delle precise richieste. Oppure si può realizzare un proprio progetto che può poi essere auto pubblicato oppure proposto agli editori. Anche in questo caso sarà comunque necessario soddisfare i requisiti richiesti dalla fascia d’età specifica dei piccoli utenti. Io per esempio sto lavorando a dei miei progetti per piccoli che vanno dagli 0 ai 5 anni, e anche in questa fascia che sembra già contenuta, è necessario suddividerla ulteriormente i ben tre fasce d’età più piccole, ognuna con i propri requisiti. Non è affatto un lavoro semplice, soprattutto perchè è importante capire che, nonostante sia necessario rispettare dei canoni precisi, questo non significa affatto dover rinunciare alla propria personalità e alla propria creatività : mi spiego meglio…è fondamentale conoscere e soddisfare determinati canoni tecnici e d’utenza, ma senza sacrificare la propria arte e la propria essenza…un committente può richiedere fino ad un certo punto, ma non dovrà mai chiederci di cambiare il nostro stile o il nostro modo di lavorare, che sono personali e sono ciò che ci rendono riconoscibili. Quindi chi intraprende questa strada deve imparare a far coincidere la propria libertà creativa con le regole di cui parlavo precedentemente. È uno di quei lavori, come quello dell’autore e tutti i lavori creativi da liberi professionisti, che sono duri da avviare ma che alla fine ti portano ad avere un enorme soddisfazione. Per arrivare all’Art Illustration è necessario, anche se forse un po’ scontato, studiare molto. A differenza di ciò che si può pensare, non è necessario avere già una formazione artistica di partenza o avere un’età precisa, certo se si frequenta già un liceo artistico oppure un Accademia si parte un po’ avvantaggiati poiché si ha già una base di partenza su cui lavorare, io per esempio arrivo da un istituto artistico, però non è indispensabile. Nel mondo dell’illustrazione esistono tantissimi artisti fantastici che sono partiti da zero avendo alle spalle studi completamente diversi, e anche illustratori che hanno cominciato a quarant’anni o più . Questo perché in ogni caso, si dovrà ripartire quasi da zero in base al campo illustrativo in cui si vuole lavorare. Una base di teoria e di tecnica è consigliabile averla certo, ma sono sufficienti un paio di corsi di arte base, e poi si può proseguire con studi specifici relativi al campo scelto. Io come già detto ho scelto l’illustrazione infantile, e nonostante un diploma in un istituto d’arte, ho ricominciato da zero, in modo da studiare e prepararmi adeguatamente nel campo specifico. Ho dovuto imparare come funziona l’editoria, le tipologie di stili illustrativi, i canoni da seguire in base all’età dei piccoli lettori, come impostare correttamente a livello tecnico un illustrazione e come impaginare correttamente un albo illustrato con e senza testo, senza contare tutta una serie di schizzi di studio di personaggi, animali e ambientazioni, perché nonostante le mie basi, io ho sempre studiato un disegno più realistico, e nell’illustrazione è importante imparare a semplificare la realtà, concetto che sembra facile ma a livello pratico non lo è affatto, l’unico trucco qui è disegnare, tanto, sempre, riempire sketchbook uno dietro l’altro. Ogni personaggio va studiato, partendo dal reale e semplificandolo fino ad ottenere il giusto risultato. In seguito è necessario studiare bene il colore, imparare a creare abbinamenti corretti e interessanti, imparare a gestire luci ed ombre. Anche chi fa un tipo di disegno super minimalista deve conoscere al meglio queste cose per poterlo fare in modo corretto, non ci si può improvvisare. Infine, un consiglio per chiunque voglia intraprendere questa strada, ormai è fondamentale conoscere le tecniche digitali, quindi è importante aggiungere alla propria formazione lo studio del disegno e della pittura digitale, della colorazione digitale e dei principali programmi per farlo, nonché dei formati più usati per ottenere una giusta risoluzione. Corsi, sia di disegno base, che di illustrazione tradizionale e digitale, si trovano facilmente nelle proprie città oppure online, molte anche a prezzi contenuti e favorevoli a tutti.

L’Arte è la parte migliore di ognuno di noi…Come migliora la tua vita?

L’arte riempie la mia vita, in tutto e per tutto. Mi accompagna da quando ero piccola, mi ha dato enormi soddisfazioni già quando studiavo al liceo, ancora di più ogni volta che un committente soddisfatto mi scrive felice del risultato, per me è gioia pura. Quando disegno sto bene, capisco che è davvero ciò che amo di più fare, mi aiuta anche nei periodi no, è l’unica cosa a cui non ho mai rinunciato e che sarà con me per sempre, indipendentemente da come andranno le cose nel corso degli anni. In più sono anche un Arteterapista, ciò significa che utilizzo l’arte in varie forme anche come strumento durante laboratori e attività creative con bambini e soprattutto con ragazzi disabili: ho sperimentato in prima persona l’effetto positivo e i benefici che può avere l’arte su una persona e sui suoi problemi, sulle sue difficoltà e sui suoi limiti, e ho visto l’enorme effetto benefico che l’arte ha su questi ragazzi: li fa sorridere, li fa star bene, li rende felici, per loro sono momenti in cui stare insieme facendo qualcosa che li diverte ma che allo stesso tempo gli permette di esprimersi in tutta libertà e serenità, di migliorare i propri limiti e contribuisce a fargli vivere meglio la malattia. Per loro, insieme ad altre persone meravigliose abbiamo fatto nascere un’associazione che promuove l’arte nelle sue varie forme come strumento con un grande potenziale nel lavoro con ragazzi disabili. Posso dire quindi che l’arte riempie completamente, a tutto tondo la mia vita, migliorandola sotto tutti i punti di vista. Senza arte non sarei io.

 I colori: quanto contano nel tuo lavoro?

I colori sono fondamentali nel mio lavoro: un illustrazione vive grazie ai colori, e grazie a loro esprime concetti, emozioni e sentimenti. Da sempre gli artisti di tutto il mondo e di ogni epoca hanno usato il colore come strumento indispensabile per esprimersi nelle proprie opere. È anche un elemento complesso da studiare, perché la scelta di un colore non è mai casuale, dipende dall’effetto che si vuole ottenere, ogni colore, ogni tonalità, ogni abbinamento è si personale, ma deve essere scelto in maniera consapevole in base a ciò che si vuole esprimere con quel disegno e anche in base a chi è rivolto: tornando all’esempio dei bambini, se lavoro per bambini molto piccoli, non posso usare tutte le tonalità di colore perché sarebbero colori troppo complessi per loro da comprendere, devo scegliere invece colori brillanti, limitandomi ai colori di base, stesi ovviamente in maniera piatta senza sfumature, utilizzando un valore comunicativo che si limiti all’apprendimento più semplice. Diverso invece è un illustrazione per bambini delle elementari: con loro si può usare la sfumatura, si possono scegliere tonalità e abbinamenti più intensi e più espressivi, è possibile sfruttare la psicologia dei colori per spiegare concetti anche astratti. Anche nel mio lavoro di Arteterapista è importante: i colori hanno un fortissimo valore comunicativo ed espressivo, grazie a loro capisco i ragazzi e i bambini come si sentono e come sono fatti caratterialmente, riesco ad utilizzarlo per avvicinarli a comprendere meglio le emozioni e i concetti. Direi quindi che ha un’importanza enorme.

Come raffigureresti la società attuale?

Se dovessi creare ora un’illustrazione che raffiguri la nostra attuale società, penso che prenderei in considerazione di usare come soggetti principali dei mostri: al giorno d’oggi siamo circondati da mostri…il mostro dell’ignoranza, quello dell’arroganza, quello dell’indifferenza che è uno dei peggiori…per non parlare del mostro tecnologico, il gigante che se da un lato migliora e semplifica certi aspetti della nostra vita, dall’altro lato va a distruggere certi importanti valori, elimina quasi completamente la privacy delle persone, conduce le nuove generazioni ad affidarsi al virtuale anche per socializzare distruggendo il contatto fisico e il gioco all’aperto, portando anche dei grossi pericoli , e possiamo dire che oscura molto artigiani e artisti, perché se da un lato è un utile strumento pubblicitario, dall’altro la tecnologia in continua crescita offre uno sbocco lavorativo esclusivamente a professioni che prevedono l’uso di informatica, digitale e strumenti iper tecnologici, schiacciando così le arti tradizionali che soffrono sempre di più purtroppo…per questo penso che disegnerei un piccolo mondo, con sopra piccoli personaggi armati degli strumenti della loro arte, sovrastati da giganteschi mostri …prenderò in considerazione di disegnarlo veramente ;D

 Cosa prediligi raffigurare?

Come già accennato amo disegnare i volti, quindi uno dei miei soggetti preferiti sono i volti soprattutto femminili, che mi diverto a copiare, trasfigurare e trasformare, e riprodurre in diversi stili cartoon o illustrativi….nelle mie illustrazioni prediligo piccoli personaggi, come bambini, cuccioli o bamboline. Da un lato è una scelta tecnica perchè tra i requisiti necessari nell’illustrazione infantile fino ai 5 anni sono preferibili personaggi piccoli o cuccioli, qualcosa con cui i bambini si possano facilmente identificare. Dall’altro è una scelta creativa perchè adoro disegnare personaggi teneri e “cute”, a cui posso dare dei dolci occhioni espressivi

 Realtà e raffigurazione: come unirle in un disegno?

Illustrare o ritrarre significa raffigurare la realtà, e questo vuol dire saper osservare ciò che ci circonda, studiare bene le forme, i volumi, il comportamento delle luci e delle ombre sulle superfici, imparare a scomporre e semplificare automaticamente il mondo intorno a noi in modo da riuscire a catturarne l’essenza, i tratti principali, quelli necessari a rendere la realtà riconoscibile anche su un pezzo di carta bidimensionale. Per far questo è necessario un percorso di studio del reale per imparare a comprenderlo. Un’ illustrazione è sempre realtà mista al nostro personale punto di vista, alla nostra interpretazione unica e alla nostra creatività. Quindi come fondere realtà è rappresentazione? In poche parole, osservare il reale, catturare l’essenza di ciò che vediamo, e rappresentarla dandole la nostra visione, inserendo all’interno del disegno un piccolo pezzettino di noi.

Le raffigurazioni Disney sono una delle opere più belle che si possono riprodurre perché, a mio avviso, sono simbolo di sogni soprattutto per i bimbi. Cosa pensi in merito?

Si, dono d’accordo, sono sicuramente un simbolo di sogno per tutti i bambini: chi di noi da piccolo non ha cominciato a sognare guardando un cartone della Disney? Chi non si è mai identificato nei suoi disegni? Penso anche però che dietro ai volti e al mondo Disney ci sia davvero molto di più, sotto tutti i punti di vista. Dietro ai personaggi e alle storie animate rappresentate nei cartoni Disney si nascondono valori e significati spesso anche complessi, che non sono comprensibili appieno dai bambini, quindi possiamo dire che ci accompagnano nel nostro cammino da bambini ad adulti, donandoci ogni volta qualcosa di nuovo, sono una continua scoperta: questi personaggi ci parlano di amore nelle sue forme diverse, dalle più semplici alle più complesse, ci parlano di amicizia, di famiglia, ma anche di impegno, di determinazione…sono racconti completi che prendono vita attraverso disegni indimenticabili e significativi. Inoltre il disegno Disney è uno stile che io consiglierei a chiunque, indipendentemente dal campo artistico a cui appartiene, di studiare e sperimentare. È uno stile molto complesso, che non ha nulla a che vedere con altri generi illustrativi. Questo perché è uno stile completo, uno dei pochi, se non il solo, che rappresenta veramente appieno il mondo reale rimanendo comunque un illustrazione: a differenza ad esempio del manga, che per esprimere emozioni e sentimenti ha comunque una selezione limitata di espressioni, nei personaggi Disney c’ è una gamma infinita di espressioni, ogni minimo movimento segue il principio di causa-effetto, ovvero se una parte del viso si sposta, tutto il resto segue di conseguenza quel movimento, rendendo le espressioni molto naturali e vere, nonostante si tratti di un disegno illustrato. Inoltre è uno stile unico e perfettamente riconoscibile, molto lontano come connotati dalla realtà ma allo stesso tempo molto vicino, con una cura di dettagli e particolari magnifica. Ecco perché lo ritengo un tipo di disegno che va studiato sempre e comunque, perché permette di arricchire il bagaglio artistico di ogni illustratore e artista in genere.

 Chi vi è dietro l’artista? Chi è “Raffa.Illustrarte”

È semplicemente Raffaella, una normalissima ragazza appassionata di tutte le arti in generale, e molto legata a quella figurativa. E’ un’adulta che ha conservato l’amore per il disegno e per il colore che hanno i bambini, la loro stessa voglia e gioia di inventare, creare e riprodurre ciò che vedono. È una persona che nella vita vuole disegnare e lavorare con l’arte, che sia su un foglio di carta, su un tablet, oppure in una stanza su di un tavolo circondato da bambini o ragazzi durante un laboratorio, è una persona che ha scelto l’arte come compagna di vita, come migliore amica, un’amica senza la quale non potrebbe stare. Possiamo dire che è un artista eclettica che ama sperimentare e imparare sempre nuove tecniche, nuovi strumenti e nuovi stili, che vuole arricchire e conoscere sempre di più la propria realtà attraverso l’arte. Non so se riuscirò a farne un lavoro completo anche in futuro, purtroppo tante cose cambiano, e le circostanze non sempre favoriscono le passioni, soprattutto in ambiente lavorativo, ma di sicuro so che comunque vada, l’arte sarà sempre parte di me, farà sempre parte della mia vita e continuerà ad accompagnarmi lungo la mia strada, qualunque essa sia, e non abbandonerò mai la matita.

Dedico…

Ci sono persone che hanno contribuito sicuramente molto al mio percorso artistico ma soprattutto personale, persone che sono state e sono tutt’ora importanti per me. Quello che ho già ad oggi e quello che potrò avere in futuro, lo dedicherò sempre alla mia bellissima famiglia che C’è Sempre, alle mie amicizie più strette e più importanti, e ai miei speciali compagni di viaggio dell’associazione “La fabbrica di farfalle” che abbiamo e stiamo creando insieme…loro che per me sono un po’ una seconda famiglia.

Grazie per aver accettato l’intervista.

Grazie mille a te per aver aperto ad altri questa piccola finestra sul mio mondo e sulla mia passione, dandomi l’opportunità di raccontare un pezzo di me e di ciò che amo fare…spero che la tua bellissima pagina possa ispirare sempre più persone ad avvicinarsi al mondo dell’arte e dell’illustrazione.

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